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A cura di: Tommaso Tautonico In occasione della COP28 di Dubai, il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, Unep, ha pubblicato il rapporto “Global cooling watch, Keeping it Chill: How to meet cooling demands while cutting emissions”. Secondo lo studio, l’adozione di misure chiave per limitare il consumo energetico delle apparecchiature di raffreddamento ridurrebbe del 60% le emissioni di settore, fornirebbe accesso all’energia a miliardi di persone e contemporaneamente garantirebbe un risparmio economico 17 mila miliardi di dollari nel periodo 2022-2050. Il cambiamento climatico, la crescita della popolazione e l’urbanizzazione, evidenzia il report, sono fattori che influiscono sulla domanda di energia per il raffreddamento. Tra Africa e Asia circa 1,2 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi di raffrescamento, mettendo a rischio la propria vita, riducendo i redditi degli agricoltori, provocando perdite e sprechi alimentari e ostacolando l’accesso universale ai vaccini. Considerando gli attuali trend di crescita, le apparecchiature di raffreddamento rappresentano il 20% del consumo totale di elettricità e si prevede che raddoppieranno entro il 2050. Le emissioni di gas serra derivanti dal consumo energetico aumenteranno, insieme alle perdite di gas refrigeranti, continua il rapporto. Abbattere del 60% le emissioni Secondo il rapporto, intervenendo su tre aree di intervento, si potrebbero generare benefici per il clima, la salute umana e l’economia. Intervenendo su raffrescamento passivo, efficienza energetica e riducendo l’utilizzo di gas refrigeranti si potrebbero abbattere del 60% (circa 3,8 miliardi di tonnellate di CO2e) le emissioni di settore. La riduzione del 60% delle emissioni permetterebbe ad una serie di vantaggi. Innanzitutto consentirebbe, entro il 2050, ad altri 3,5 miliardi di persone di beneficiare di frigoriferi, condizionatori o di sistemi di raffreddamento passivo. Secondo le stime del rapporto, abbattere le emissioni permetterebbe di ridurre le bollette elettriche di circa 17 mila miliardi di dollari nel periodo tra il 2022 e il 2050, evitando contemporaneamente investimenti nella produzione di energia per un importo attorno ai 4-5 mila miliardi di dollari. Le aree su cui intervenire Per ottenere benefici, continua il report, è necessario agire in tre aree: raffreddamento passivo, standard di efficienza energetica più elevati e una più rapida eliminazione dei gas refrigeranti che si utilizzano nei sistemi di raffreddamento. Le misure di raffreddamento passivo, come isolamento, ombreggiatura e ventilazione naturale, superfici riflettenti possono ridurre la richiesta di energia per il raffreddamento del 24% entro il 2050, riducendo le emissioni di circa 1,3 miliardi di tonnellate di CO2e. Standard di efficienza più elevati, associati ad una migliore etichettatura delle apparecchiature di raffreddamento, triplicherebbero l’efficienza media globale rispetto ai livelli odierni, garantendo risparmio energetico e miglioramento della sostenibilità finanziaria delle catene del freddo. La riduzione dei refrigeranti gassosi, così come previsto dall’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, porterebbe ad una riduzione del 50% delle emissioni entro il 2050. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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