Eolico in Europa: dati 2025 sotto le attese, obiettivi 2030 a rischio

Pubblicato da WindEurope lo Studio “Latest wind energy data for Europe” che segnala che l’Europa ha installato 6,8 GW di nuova capacità eolica nel primo semestre 2025, sotto le attese. Permessi lenti, reti elettriche insufficienti e aste poco attrattive mettono a rischio gli obiettivi UE al 2030

Eolico in Europa: dati 2025 sotto le attese, obiettivi 2030 a rischio

L’energia eolica rappresa uno dei pilastri della transizione energetica europea, ma i dati pubblicati da WindEurope dedicati al primo semestre 2025 mostrano un rallentamento rispetto alle attese. In sei mesi sono stati installati 6,8 GW di nuova capacità, di cui 5,3 GW nell’Unione Europea, con l’89% proveniente da impianti onshore.

Nonostante segnali positivi legati a ordini di turbine e investimenti, l’Europa rischia di non centrare gli obiettivi climatici e di sicurezza energetica fissati al 2030. “I governi devono prendere sul serio l’espansione dell’eolico. È competitivo, sicuro e crea occupazione, ma ancora non si costruisce abbastanza velocemente”, ha dichiarato Giles Dickson, CEO di WindEurope.

Germania accelera, il resto d’Europa rallenta

Il quadro europeo evidenzia differenze significative tra gli Stati membri. La Germania guida il mercato con 2,2 GW di nuova capacità nel semestre e un trend che dovrebbe portarla a quota 5 GW entro fine anno. Un risultato frutto della rapida applicazione delle nuove regole UE sui permessi, che hanno consentito di autorizzare 7,9 GW solo nella prima metà del 2025. Oggi in Germania le autorizzazioni vengono rilasciate mediamente in 18 mesi, in linea con la Renewable Energy Directive (REDIII).

Installazioni eolico in Europa nel primo semestre 2025

Al contrario, negli altri Paesi UE la situazione resta critica.  L’Italia ha installato 322 MW di eolico onshore nel primo semestre del 2025 (leggermente più rispetto ai 302 del 2024), generati da 67 turbine con una potenza media di 5,1 MW.

Nessuno dei 26 Stati membri, esclusa la Germania, rispetta i tempi di 24 mesi previsti da REDIII per il permitting. In Francia, ad esempio, i nuovi permessi nel semestre ammontano a soli 840 MW, mentre in Italia si fermano a 538 MW. Anche la Grecia registra un forte calo, con una riduzione del 65% rispetto allo scorso anno.

Il rallentamento non riguarda solo i permessi. Le aste risultano spesso poco attrattive o mal progettate, le reti elettriche non si espandono con sufficiente rapidità e la lentezza dei processi di elettrificazione limita la domanda di nuova capacità rinnovabile. Tutto ciò porta a un quadro in cui, nonostante 34 miliardi di euro di investimenti approvati nel semestre e 11,3 GW di ordini di turbine, l’installato effettivo non cresce al ritmo necessario.

Obiettivi 2030 a rischio: l’Europa deve correre di più

Secondo l’outlook di WindEurope “Latest wind energy data for Europe“, l’Europa installerà nel 2025 circa 19 GW, contro i 22,5 GW previsti a inizio anno. Nell’UE la stima scende da 17 GW a 14,5 GW. Proiettando lo scenario al 2030, la capacità eolica europea dovrebbe raggiungere 441 GW, ma per l’Unione la previsione è di 344 GW, ben al di sotto del target comunitario di 425 GW. Questo gap rischia di compromettere la competitività dell’industria europea, che necessita di elettricità abbondante e a basso costo per reggere la concorrenza con Stati Uniti e Cina. “Meno nuova capacità eolica significa energia più cara e meno sicura per cittadini e imprese, con ricadute su interi comparti produttivi come acciaio, chimica e ICT”, ha commentato Dickson.

Ci sono però anche segnali incoraggianti. I 34 miliardi di nuovi investimenti approvati nei primi sei mesi del 2025 finanzieranno 14,1 GW di capacità futura, di cui 5,6 GW offshore. Inoltre, gli ordini di turbine sono cresciuti del 19% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una tendenza positiva soprattutto nell’onshore. Si tratta di un chiaro segnale di fiducia degli investitori, ma serve che i governi sostengano questa dinamica con politiche stabili, aste ben progettate e un forte impegno sulle infrastrutture di rete.

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