Airzone propone la climatizzazione consapevole contro i blackout da caldo estremo

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Le ondate di calore che stanno interessando Italia ed Europa raccontano un continente con caratteristiche molto diverse rispetto al secolo scorso. Le temperature estreme registrate nelle ultime settimane hanno spinto un numero crescente di cittadini europei a ricorrere all’aria condizionata, riportando al centro del dibattito l’incapacità delle reti elettriche di reggere una domanda sempre più elevata nei momenti di picco, generata dall’accensione simultanea di molti dispositivi.

Il comfort termico senza rinunciare all’efficienza energetica non è più, dunque, una questione individuale, ma una sfida strategica per l’intero sistema energetico nazionale.

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Airzone propone la climatizzazione consapevole contro i blackout da caldo estremo

A fotografare la portata del fenomeno sono i dati di Terna, la società pubblica che si occupa della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete nazionale: il 23 giugno 2026 la domanda di potenza elettrica in Italia ha toccato 55,3 GW, il valore più alto registrato dall’inizio dell’anno, con un ulteriore picco il 25 giugno.

Nel periodo si sono susseguiti molteplici blackout, che hanno costretto comuni, famiglie e imprese a fare i conti con la mancanza di energia. Se è noto che l’aumento delle temperature incide direttamente sulla domanda elettrica, meno note sono le leve su cui si può intervenire per affrontare il problema.

Dagli edifici intelligenti alla climatizzazione consapevole

Il primo ambito di intervento riguarda gli edifici. Più che di climatizzazione intelligente, secondo Airzone si dovrebbe parlare di climatizzazione consapevole: un approccio capace di adattarsi alle reali esigenze degli occupanti senza rinunciare all’efficienza energetica, reso possibile dall’integrazione di algoritmi per l’impostazione dei setpoint, dalla programmazione oraria e dal controllo dei consumi basato su dati reali.

L’efficienza degli edifici, tuttavia, non basta da sola: è necessario intervenire anche sul modo in cui viene gestita la domanda di energia elettrica.

La rete elettrica come alleata: tariffe flessibili ed edificio come pila termica

Il secondo ambito riguarda la rete elettrica. In diversi Paesi europei sono già attivi sistemi di tariffe orarie flessibili, che premiano gli utenti disposti ad adeguare i propri consumi alla flessibilità della rete, applicando sconti in cambio di un utilizzo più ordinato dell’energia.

Negli impianti di climatizzazione, i sistemi automatici possono sfruttare l’edificio come una vera e propria pila termica: raffreddando maggiormente durante le ore più convenienti e spostando i carichi ad alto consumo — climatizzazione, acqua calda sanitaria, ricarica del veicolo elettrico — al di fuori delle fasce di picco, senza penalizzare il comfort dell’utente.

A commentare il tema è Davide Truffo, di Airzone Italia: “Per anni il sistema normativo europeo ed italiano si è concentrato sull’efficienza energetica soprattutto in relazione al riscaldamento. Oggi il cambiamento climatico ci impone di affrontare con la stessa attenzione anche il raffrescamento. Le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali, ma una nuova normalità con cui edifici e reti elettriche devono confrontarsi. La climatizzazione è ormai una necessità, ma questo non deve significare consumare di più, quanto piuttosto consumare meglio e modulare i consumi sfruttando la flessibilità energetica. Negli altri Paesi europei questo approccio è già una realtà; l’Italia guarda a questo percorso come modello da seguire al più presto. In Airzone i nostri sistemi già integrano un misuratore di consumo elettrico e stiamo lavorando per preparare il sistema alla flessibilità energetica.”

Ridurre i costi in bolletta era, fino a poco tempo fa, il motivo principale di interesse verso l’efficienza energetica. Le estati sempre più roventi e una rete elettrica messa sotto pressione da consumi in continua salita cambiano però la prospettiva: sapere gestire climatizzazione e consumi diventa un requisito imprescindibile, capace di conciliare il benessere di chi vive gli spazi con la tenuta del sistema energetico nel suo complesso.

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