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L’immenso giacimento di energia rinnovabile del mar della Sardegna

Uno Studio a firma Enea mostra che quello della Sardegna è il “giacimento” rinnovabile più grande del Mediterraneo, ancora tutto da sfruttare

Il potenziale di produzione di energia dal mare della Sardegna è di 13 kW per metro di costa, si tratta dell’area del Medeiterraneo con il maggior potenziale e con un un valore molto simile agli Stati Ue più impeganti nello sviluppo di questa fonte rinnovabile, come la Danimarca. E’ quanto emerge da uno studio elaborato da Enea, che sottolinea che l’area con maggior potenzliale sia quella sud-ovest e nord-occidentale nei pressi di Alghero.

Entrando più nel dettaglio l’Enea evidenzia che il maggiore potenziale energetico del mare della Sardegna occidentale è il doppio rispetto a quello del Canale di Sicilia (7 kW/m), oltre tre volte superiore ai 4 kW per metro di costa del basso Tirreno, più che quadruplo di quello di Ionio e Medio Tirreno (3 kW/m) e di circa 6 volte quello del Mar Ligure (2,5Kw/m) e dell’Adriatico (2 kW/m in media).

Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio Modellistica climatica e impatti e delegato nazionale al Temporary Working Group “Ocean Energy” del SET-Plan (Strategic Energy Technology Plan), che ha curato lo studio, commenta che si tratta di un potenziale ancora non sfruttato, basti pensare che dalle elaborazioni risulta che un mini parco marino da 3 MW, realizzato con gli attuali dispositivi offshore al largo di Alghero, potrebbe produrre oltre 9,3 GWh/anno, riuscendo a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di oltre 2mila famiglie.

Ad oggi in Europa la produzione di energia dalle onde soddisfa lo 0,02% della domanda energetica ma le previsioni (Rapporto “Ocean Energy Strategic Roadmap”, 2016) parlano di arrivare a coprire il 10% del fabbisogno energetico europeo entro il 2050 con lo sfruttamento combinato anche delle maree. Se si raggiungesse questo obiettivo si arriverebbe a produrre energia per due intere nazioni come Francia e Grecia, oppure si potrebbero sostituire 90 centrali elettriche a carbone, ossia un terzo degli impianti europei attualmente in funzione. Senza dimenticare i vantaggi, per l’economia e l’ambiente, legati a una minore importazione di combustibili fossili.

Secondo stime Ue al 2050, investire nell’energia dal mare genererebbe in Europa un mercato da oltre 50 miliardi di euro l’anno muovendo 450mila nuovi posti di lavoro, con un significativo impatto sul fronte decarbonizzazione, grazie a un taglio delle emissioni di CO2 di oltre 270 milioni di tonnellate.

Sul fronte dei costi, produrre 1kW/h di energia dalle onde passerà da 0,2 €/kWh nel 2025 a 0,1 €/kWh nel 2035. I ricercatori Enea evidenziano però che per uscire da una fase precommerciale il settore deve essere sostenuto con investimenti in ricerca e tecnologia ed è necessario prevedere anche incentivi: nel nostro paese dal 2016 si sostiene la produzione di energia elettrica da moto ondoso e maree con un contributo pubblico pari a 300 euro MW/h, il più elevato dopo quello per il solare termodinamico.

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