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La rivoluzione della mobilità: dal 2035 stop alle auto a benzina e diesel

Entro il 2035 in Italia, coerentemente con una delle proposte previste dal pacchetto clima ‘Fit for 55’, si potranno vendere solo auto elettriche e a idrogeno.

La rivoluzione della mobilità: dal 2035 stop alle auto a benzina e diesel

Dal 2035 phase out della vendita delle nuove automobili con motore a combustione interna (benzina, diesel, gpl, metano) e dal 2040 per i furgoni commerciali. Fra meno di 15 anni, stando a quanto deciso lo scorso 10 dicembre in occasione della quarta riunione dei Cite – il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica, i ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti – anche nel nostro paese si potranno vendere solo auto elettriche e a idrogeno.

Si tratta di una decisione coerente con una delle proposte contenute nel pacchetto clima “Fit for 55” approvato dalla commissione europea lo scorso luglio, che prevede una serie di misure a sostegno della transizione ecologica e della decarbonizzazione, così da assicurare la riduzione  emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

Naturalmente perché questo passaggio possa avvenire – 15 anni sembrano tanti ma in realtà il 2035 è dietro l’angolo – è necessario che tutta l’Europa, e naturalmente anche l’Italia, sia dotata di in una rete di infrastutture affidabile che permetta agli automobilisti di ricaricare o rifornire velocemente il proprio veicolo. La capacità di ricarica dovrà dunque essere estesa in linea con l’obiettivo di vendere solo auto a 0 emissioni e punti di ricarica e rifornimento dovranno essere installati a intervalli regolari sulle principali autostrade: nel pacchetto Fit for 55 si parla di ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno.

Sul sito del Mite si legge che saranno messe in campo tutte le “soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti in una logica di “neutralità tecnologica” valorizzando, pertanto, non solo i veicoli elettrici ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo – per la transizione – il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia”.

Per quanto riguarda i costruttori di nicchia, verranno definite misure specifiche con la Commissione europea.

Nei prossimi anni sarà inoltre introdotto un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici i cui introiti confluiranno in un fondo sociale per il clima del valore di 70 miliardi in 7 anni, che in parte servirà per cofinanziare gli aiuti nei vari paesi per l’acquisto di auto a 0 emissioni.

Infine c’è la proposta di aumentare gradualmente, a partire dal 2023, le imposte sui carburanti e diminuire quelle sull’elettricità.

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