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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle La nuova dotazione e gli effetti della revisioneRimodulazione finanziaria e tempisticheLe criticità evidenziate dal settoreImpatto sulla filiera e prospettive future Progetti idonei ma non finanziatiAggiornamenti attesiTaglio del budget CER, ITALIA SOLARE chiede chiarimenti immediati La sesta revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza modifica in modo sostanziale il quadro economico della misura dedicata alle Comunità energetiche rinnovabili, portando la dotazione a 795,5 milioni di euro rispetto ai precedenti 2,2 miliardi (-64%). La rimodulazione, confermata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si inserisce in un contesto regolatorio condizionato dalle scadenze europee del 30 giugno 2026. Secondo quanto si legge nel comunicato del MASE, l’obiettivo è garantire l’avanzamento delle misure su biometano, agrivoltaico e CER, assicurando la “messa in sicurezza” dei target PNRR. Il settore evidenzia preoccupazioni legate al drastico ridimensionamento delle risorse, agli investimenti già effettuati dalle imprese e all’impatto sui territori, in particolare nei comuni sotto i 50.000 abitanti. La nuova dotazione e gli effetti della revisione Rimodulazione finanziaria e tempistiche Il taglio definito dalla revisione del PNRR porta la dotazione a 795,5 milioni di euro, una cifra che, alla luce delle richieste pervenute al GSE (772,5 milioni al 20 novembre), lascia un margine estremamente ridotto per ulteriori domande. Il MASE chiarisce che: tutte le richieste già presentate saranno sottoposte a istruttoria tecnica e amministrativa solo gli esiti positivi potranno accedere alla stipula degli atti d’obbligo i progetti idonei ma non finanziati resteranno validi per futuri scorrimenti, in caso di successive integrazioni di fondi Si delinea quindi un sistema in cui la priorità è garantire la chiusura delle procedure entro il 30 giugno 2026, data di rendicontazione del target PNRR. Le criticità evidenziate dal settore PuntoCER – Punto di riferimento per le Comunità Energetiche Rinnovabili, segnala una serie di problematiche strutturali: un taglio pari a circa il 64% rispetto alle previsioni iniziali investimenti già sostenuti da aziende e professionisti per la costruzione della filiera CER un quadro normativo che, tra ritardi, aggiornamenti e complessità procedurali, ha richiesto competenze dedicate e scelte strategiche mirate il rischio di dispersione del know-how costruito a partire dal Decreto CACER del 2024 Molte realtà imprenditoriali hanno assunto personale tecnico specializzato, avviato partnership con amministrazioni locali e costruito reparti dedicati alla progettazione e gestione delle CER. La rimodulazione del PNRR arriva quindi in una fase avanzata di sviluppo del mercato. Impatto sulla filiera e prospettive future Secondo PuntoCER il ridimensionamento della misura incide in modo diretto sulle strategie di molte aziende che, negli ultimi anni, avevano costruito una parte significativa della propria attività attorno alle Comunità energetiche rinnovabili. Ne risentono innanzitutto i team tecnici creati appositamente per seguire la progettazione, l’iter autorizzativo e la gestione operativa delle CER, spesso formati con competenze specialistiche non facilmente ricollocabili. Allo stesso modo, rischiano di perdere valore gli investimenti in formazione realizzati negli ultimi due anni, quando il settore sembrava destinato a una crescita stabile e continua. Anche i piani industriali elaborati contando su un quadro di incentivi ritenuto solido nel medio periodo devono ora essere rivisti, con effetti potenzialmente rilevanti sull’organizzazione interna e sulle scelte strategiche future. Infine, la riduzione delle risorse mette in difficoltà le reti territoriali costruite tra comuni, enti pubblici e cittadini, reti che avevano avviato percorsi partecipati e progettualità condivise confidando in una prospettiva di sviluppo più ampia e duratura. Progetti idonei ma non finanziati Il MASE indica che i progetti giudicati positivamente ma non ammessi per esaurimento delle risorse potranno rimanere “idonei” per futuri scorrimenti. Il criterio, tuttavia, non compensa la mancanza di certezze operative né copre i costi sostenuti dalle imprese per preparare le domande. In assenza di indicazioni più puntuali su eventuali integrazioni, queste progettualità rischiano di rimanere sospese, con un impatto diretto sulle amministrazioni locali che avevano pianificato interventi per la riduzione dei consumi energetici e la valorizzazione delle rinnovabili nei territori. Aggiornamenti attesi Pur confermando l’impegno nel promuovere le CER, il MASE dovrà ora definire un percorso chiaro per garantire continuità e sostenibilità del modello, salvaguardando il lavoro svolto da imprese, enti locali e cittadini che hanno investito nella costruzione di un ecosistema energetico più partecipato e resiliente. Il MASE anticipa che saranno fornite indicazioni operative dopo l’approvazione formale della revisione del PNRR a cui seguiranno atti normativi primari e secondari per riallineare il quadro regolatorio delle CER. La misura potrà essere oggetto di future integrazioni finanziarie. L’attesa ora è rivolta al completamento dei passaggi istituzionali e all’eventuale definizione di strumenti complementari utili a sostenere l’avvio delle comunità energetiche, in particolare nei piccoli comuni. Per PuntoCER la stabilità degli strumenti rimane un tema centrale. La transizione energetica richiede continuità, capacità programmatoria e prevedibilità normativa, elementi ritenuti essenziali per attrarre investimenti e consolidare le competenze tecniche maturate negli ultimi anni. Taglio del budget CER, ITALIA SOLARE chiede chiarimenti immediati ITALIA SOLARE esprime forte preoccupazione per la riduzione del budget PNRR destinato alle Comunità energetiche rinnovabili, passato a 795,5 milioni a pochi giorni dalla chiusura del bando del 30 novembre. L’associazione segnala il caos generato tra operatori, Comuni e cittadini, con molte pratiche in fase avanzata e investimenti già sostenuti anche con fondi pubblici regionali. Il Presidente Paolo Rocco Viscontini denuncia l’assenza di comunicazioni chiare sulle motivazioni del taglio, sugli effetti sulle domande in corso e sulle istruzioni operative per chi sta completando le progettualità. Senza trasparenza e certezza del quadro normativo, il rischio è compromettere la credibilità del percorso delle CER e lasciare migliaia di progetti sospesi, nonostante il ruolo chiave delle comunità energetiche nella transizione energetica nazionale. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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