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Impianti biogas: ecologici e sostenibili

Uno studio del Tis Innovation Park sugli impianti a biogas in Provincia di Bolzano ha evidenziato che gli impianti biogas producono più energia di quanta ne consumano e immettono meno CO2 nell'ambiente rispetto ad una gestione tradizionale di liquami, letame e rifiuti organici da raccolta differenziata. In altre parole aiutano alla lotta contro il cambiamento climatico. Per garantirne l'economicità devono tuttavia essere rispettate alcune condizioni, come per esempio la valorizzazione del calore in una rete di teleriscaldamento. Questo è quanto dimostra lo studio del TIS innovation park "Benefici ambientali, economici ed energetici degli impianti a biogas in Provincia di Bolzano" presentato lo scorso 15 febbraio.
In Alto Adige esistono 31 impianti biogas che trasformano annualmente circa 130.000 tonnellate di letame e liquami e 10.000 tonnellate di rifiuti organici della raccolta differenziata, il cosiddetto "umido", in energia elettrica e calore. Per capire quale sia l'impatto ambientale, economico ed energetico dello sfruttamento di questa fonte rinnovabile, la Ripartizione Agricoltura della Provincia di Bolzano ha commissionato all'Area Energia & Ambiente del TIS innovation park un'analisi degli impianti esistenti. «I risultati dell'analisi energetica ed ambientale sono molto incoraggianti. Entrambi i bilanci, sia quello energetico che quello ambientale, sono per gli impianti analizzati nettamente positivi» afferma Hannes Reichhalter del TIS, che ha condotto lo studio. «Lo studio dimostra che gli investimenti fatti dalla provincia nel settore biogas hanno senso e si possono potenziare» continua Reichhalter «Attualmente in Alto Adige sono 16 milioni i metri cubi di biogas destinati alla generazione di energia elettrica e calore: sfruttando al massimo il potenziale del biogas da scarti d'allevamento e agro-industriali se ne potrebbe più che triplicare la quantità. Con ulteriori 35 milioni di metri cubi, ovvero il biogas che si potrebbe ottenere sfruttando al massimo le risorse di biomassa del territorio, si potrebbe produrre tanta energia elettrica da coprire l'intero fabbisogno annuo per l'illuminazione pubblica dell'Alto Adige o soddisfare il consumo annuo di circa 20.000 abitazioni».

Analisi energetica:
L'analisi degli impianti biogas della provincia di Bolzano ha dimostrato che gli impianti agricoli, ovvero quelli che usano liquame e letame, consumano circa il 20-30% dell'energia e del calore che producono, mentre l'impianto a FORSU, che invece tratta i rifiuti organici della raccolta differenziata, ne usa il 70 percento. Un bilancio energetico positivo, quindi, che tiene in considerazione sia l'energia usata per far funzionare i macchinari dell'impianto sia il combustibile usato per trasportare la biomassa.
 
Analisi ambientale:
Gli impianti agricoli a biogas risultano più ecologici rispetto alla gestione tradizionale del liquame e del letame perché risparmiano il 60% delle emissioni equivalenti di CO2: se non venissero trasportati all'impianto biogas, infatti, i liquami e il letame verrebbero prima stoccati dai contadini e poi distribuiti sui campi come fertilizzanti, emettendo così più CO2 e metano rispetto alla loro gestione attraverso l'impianto a biogas.

Resta chiaro che il bilancio ambientale positivo degli impianti biogas è determinato soprattutto dal fatto che l'energia prodotta è rinnovabile e dunque consente di ridurre il ricorso alle fonti fossili come carbone o gasolio, che sono altamente inquinanti. Nello specifico 1 kWh di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili consente di risparmiare 440 g di CO2.

Analisi economica:
Non tutti gli impianti analizzati durante lo studio hanno evidenziato un conto economico positivo. Analizzando tutti i costi di esercizio e le entrate si è scoperto che l'economicità dipende da tanti fattori, di cui i più importanti sono: costi d'investimento, modalità di finanziamento, valore della tariffa incentivante, utilizzo o meno di co-fermenti, valorizzazione del calore prodotto ed infine efficienza nella gestione dell'impianto.


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