Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Isole di calore urbane: lo studio ISPRA mostra come riforestazione e depavimentazione riducono le temperature 27/07/2026
Centrica Business Solutions diventa Joulz e punta su microgrid e asset management, finanziando direttamente l’innovazione 03/08/2026
Indice degli argomenti Toggle Lo stato della qualità dell’aria nel mondo: l’importanza dei datiInquinamento atmosferico nelle varie aree del mondoEuropa e Italia: il quadro migliora La pessima qualità dell’aria è un problema che affligge tanti, troppi Paesi nel mondo. Basta guardare quanto delinea il World Air Quality Report di IQAir, basato sulle concentrazioni di PM 2,5 a livello planetario. Posto che le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stabiliscono che le concentrazioni medie annuali di PM 2,5 non dovrebbero superare i 5 μg/m³, solo dieci nazioni su 134 possono contare su percentuali sotto soglia. Miglior Paese è la Polinesia Francese (3,2 μg/m³), seguita da Mauritius (3,5 μg/m³), Islanda, Grenada, Bermuda, Nuova Zelanda, Australia, Porto Rico, Estonia e Finlandia (4,9 μg/m³). Per contro, ci sono città che lo scorso anno hanno superato i 100 μg/m³: una di queste è Nuova Delhi, dove abitano 28 milioni di persone. In cinque Paesi i valori limite sono nove volte superiori a quello raccomandato dall’OMS (Tagikistan e Burkina Faso), se non dieci volte oltre (India), per non parlare di Pakistan (14 volte oltre) e Bangladesh, dove i valori sono addirittura 15 volte superiori. È bene ricordare che l’inquinamento atmosferico è letale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, esso è responsabile di circa sette milioni di morti premature ogni anno in tutto il mondo. È causa di un decesso su nove nel mondo, rappresentando la più grande minaccia ambientale per la salute umana. Lo stato della qualità dell’aria nel mondo: l’importanza dei dati Il rapporto annuale mondiale sulla qualità dell’aria, giunto alla sesta edizione, è un parametro di valore per comprendere l’andamento delle concentrazioni di polveri sottili nel mondo. «A differenza di molti altri report sulla qualità dell’aria che si basano su dati satellitari modellati, il nostro rapporto utilizza esclusivamente dati PM2.5 misurati empiricamente ottenuti da stazioni di monitoraggio dell’aria a livello del suolo», sottolineano gli autori dello studio, basato sui dati provenienti da oltre 30mila stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in 7.812 località di 134 Paesi. Esso rivela dettagli preoccupanti sullo stato dell’inquinamento atmosferico nei vari Paesi del mondo registrato lo scorso anno. Emerge una situazione largamente deficitaria in molte aree del mondo, con livelli decisamente sopra i parametri, in molti Paesi. Inquinamento atmosferico nelle varie aree del mondo Il quadro planetario che emerge dal report è preoccupante. Nessuna città dell’Asia occidentale (Armenia, Azerbaijan, Bahrain, Georgia, Iraq, Israele, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Palestina, Emirati Arabi Uniti) presenta concentrazioni sotto la soglia. In Asia orientale solo lo 0,2% delle città hanno soddisfatto questo parametro; va poco meglio in Asia sudorientale, centrale o meridionale, dove si arriva allo 0.9%. In India, ben tre città superano i 100 μg/m³. In Africa, la percentuale di città che può contare su valori sotto i limiti è pari al 3,8%. La scarsa qualità dell’aria è un problema anche in Europa dove solo il 6,7% delle città può contare su valori di PM 2,5. Va meglio negli Stati Uniti e in Canada, dove la percentuale si alza al 14% e le città peggiori non superano i 23 μg/m³. In America Latina la percentuale torna a essere bassa: solo il 5,9% delle città rispetta i valori limite OMS. Per respirare aria più pulita si deve andare in Oceania, dove più della metà (54,9%) dei centri urbani può contare su quantitativi di polveri sottili entro i limiti. Europa e Italia: il quadro migliora Nei 43 Paesi compresi in Europa (Russia inclusa) la situazione generale, una buona qualità dell’aria si registra solo in Islanda, Estonia e Finlandia: solo qui i livelli medi annuali di PM2,5 sono inferiori a 5 μg/m³. In fondo alla classifica c’è la Bosnia Erzegovina, il Paese europeo più inquinato. Qui si è registrata una concentrazione media annua di 27,5 μg/m3. Va detto, però, che si è ravvisata una diminuzione del 18% nei livelli di PM 2,5 nel 2023 rispetto al 2022. Il report evidenzia anche la positiva performance della Croazia, che ha mostrato i progressi più sensibili nel 2023 nell’abbassare i valori di polveri sottili di oltre il 40% rispetto al 2022. In generale, i livelli medi annuali di PM2,5 sono diminuiti in 36 paesi della regione. Nel 2023, meno del 7% delle oltre duemila città europee ha raggiunto la linea guida annuale dell’OMS per il PM 2,5 di 5 μg/m3, comprese tutte le città dell’Islanda. Il dato va letto considerando anche i miglioramenti significativi in diverse aree urbane. Il Regno Unito ha il maggior numero di città europee che hanno raggiunto il livello previsto dalle linee guida annuali dell’OMS, con 30 aree urbane che registrano concentrazioni medie annuali inferiori a 5 μg/m3; a seguire c’è la Finlandia con 27 città e la Svezia con 14. Nel complesso, si è verificata una tendenza generale verso livelli medi annui di polveri sottili più bassi per le città europee lo scorso anno. Basti pensare che nel 2022 la percentuale di centri urbani in “area verde”, ovvero tra 5 e 10 μg/m3, era pari al 39% delle città europee, l’anno successivo si è arrivati al 54%. In questo scenario, come si posiziona l’Italia? È il decimo peggior Paese in Europa per concentrazioni di PM 2,5, con una media di 15 μg/m³. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
30/07/2026 Earth Overshoot Day 2026: il 30 luglio l'umanità esaurisce le risorse della Terra A cura di: Raffaella Capritti Oggi è l’Overshoot Day, le risorse rinnovabili sono finite, dal 31 luglio inizia il sovrasfruttamento della ...
29/07/2026 Dalle acque reflue all'acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS A cura di: Stefania Manfrin GF e H2O Innovation trasformano le acque reflue in acqua potabile e rimuovono i PFAS: in ...
28/07/2026 Legambiente e i “Comuni Ricicloni”: salgono a 657 le realtà rifiuti free in Italia A cura di: Fabiana Valentini L’Italia green fotografata da Legambiente: cresce arrivando a 657 la quota dei Comuni virtuosi nel campo ...
27/07/2026 Cresce la domanda elettrica: nel 2026 le rinnovabili superano il carbone A cura di: Stefania Manfrin Domanda elettrica globale +3,6% nel 2026: le rinnovabili superano il carbone, prezzi all'ingrosso in rialzo in ...
22/07/2026 Supercondensatori al grafene: l’idea green italiana per stoccare energia A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto del Polito studia la possibilità di realizzare supercondensatori al grafene capaci di accumulare energia ...
21/07/2026 Città Osmotiche: a Roma nasce l'Osservatorio scientifico per rigenerare i territori A cura di: Laura Murgia Il metabolismo delle città ha bisogno di revisione: dal B-CAD di Roma parte la sfida di ...
10/07/2026 Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione A cura di: Raffaella Capritti Il Gas Market Report IEA prevede domanda globale di gas in calo dello 0,5% nel 2026, ...
08/07/2026 HEYSUN 2026, l'hub euro-mediterraneo per la transizione energetica A cura di: Erika Bonelli Dal 30 settembre al 2 ottobre a Catania torna HEYSUN 2026, la fiera della transizione energetica ...