DL Energia e Legge di Bilancio 2024: l’opinione di chi opera nel campo delle fonti rinnovabili

Sul Decreto Legge Energia e la futura Legge di Bilancio sono intervenute le principali associazioni del settore rinnovabili che hanno espresso il loro parere su provvedimenti a forte impatto sul settore

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DL Energia e Legge di Bilancio 2024: l’opinione di chi opera nel campo delle fonti rinnovabili

Sul DL Energia e sulla Legge di Bilancio 2024 in approvazione è bene considerare l’opinione delle associazioni rappresentative degli operatori energetici delle fonti rinnovabili. Sono state sollevate obiezioni, ma non mancano giudizi positivi e auspici sui provvedimenti che avranno un impatto sul settore energia.

Si parte dal Decreto Legge 181/2023, sintetizzato come “DL Energia”, che pone disposizioni “urgenti per la sicurezza energetica del Paese”, ma anche utili a promuovere il ricorso alle fonti rinnovabili e a sostenere le imprese a forte consumo di energia.

In esso, come sintetizza il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, viene previsto un fondo per Regioni e Province Autonome da 350 milioni l’anno fino al 2032 per misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale a fronte dell’installazione di impianti rinnovabili in aree idonee. Inoltre il provvedimento introduce un sistema di incentivazione a installare impianti a fonti rinnovabili “rivolto a circa 3800 imprese a forte consumo di energia elettrica come quelle della chimica, del vetro e del tessile”.

Viene anche fornito sostegno all’eolico galleggiante nel Mezzogiorno, con l’individuazione di due aree portuali del Sud per sviluppare investimenti nel settore, funzionali a ospitare piattaforme galleggianti. Tra le misure inserite, sono previste semplificazioni sullo sviluppo delle smart grid e sulla loro resilienza, nonché di 15 nuovi progetti di teleriscaldamento.

Per quanto riguarda la manovra di Bilancio, si tratta di un documento complesso che è in dirittura d’arrivo

La posizione di Elettricità Futura: elementi positivi e criticità

Elettricità Futura, contattata da InfobuildEnergia, ha voluto esprimere il proprio parere sul DL Energia e sulla Legge di Bilancio.

«Diamo complessivamente un giudizio positivo del Decreto Sicurezza Energetica (o DL Energia) – ha affermato Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura –. L’Art. 1 del Decreto è dedicato alla promozione dell’autoproduzione da rinnovabili per le imprese energivore a rischio delocalizzazione, e prevede un ordine di priorità per la realizzazione di impianti fotovoltaici e eolici a favore delle imprese energivore, nei casi di istanze concorrenti per la concessione di superfici, fino al 31 dicembre 2030».

DL Energia e legge di Bilancio: la posizione di Elettricità Futura: elementi positivi e criticità

La misura – ha ricordato – si applica ad impianti con potenza minima di 1 MW anche realizzati da soggetti terzi che stipulino con l’impresa contratti di approvvigionamento a termine.  Nelle more della realizzazione dell’impianto le imprese energivore hanno facoltà di richiedere al GSE l’anticipazione, per un periodo di 36 mesi, di una quota parte delle quantità di energia elettrica rinnovabile, e delle relative garanzie di origine.

«È una misura positiva che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la maggior competitività economica, oltre che ambientale, delle energie rinnovabili. Riteniamo sia positivo, inoltre, che il testo finale del Decreto preveda che gli impianti possano essere realizzati da soggetti terzi perché apre opportunità di crescita anche per le imprese energetiche e per lo sviluppo dei PPA».

Tra le misure contenute nel Decreto Sicurezza Energetica, c’è l’istituzione di un fondo di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale le cui risorse dovrebbero incentivare le regioni e le province ad ospitare gli impianti rinnovabili. La misura prevede che i produttori di energia rinnovabile con impianti di potenza superiore a 20 kW saranno tenuti a versare un contributo di 10 €/kW per tre anni a partire dal 1° gennaio 2024.

Elettricità Futura sta interloquendo con il MASE e il GSE per comprendere come sarà gestito il fondo di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale e se queste risorse versate dalle imprese possano effettivamente trasformarsi in un incentivo per le Regioni e le Provincie ad ospitare i nuovi progetti rinnovabili.

«Certamente questa misura rappresenta un ulteriore aggravio economico per le imprese, già messe in difficoltà da una serie di fattori: sono aumentate le spese per la logistica, è salito il costo delle materie prime, il costo del denaro è triplicato. A peggiorare la situazione continuano le lungaggini autorizzative. A fronte di questo quadro, lo scotto di un ulteriore contributo pagato dalle imprese dovrebbe essere legato, come la ratio della previsione sembrerebbe suggerire, a un efficientamento dei procedimenti autorizzativi a partire dal rispetto da parte delle Regioni delle tempistiche fissate per la conclusione dei medesimi, unica garanzia questa per poter costruire gli impianti che servono al Paese per aumentare la sicurezza e l’indipendenza nazionale», ha sottolineato Re Rebaudengo.

L’Art. 5 istituisce un meccanismo per la contrattualizzazione di capacità produttiva alimentata da bioliquidi sostenibili, con riferimento agli impianti già in esercizio. Fino a fine 2024 è prevista l’applicazione dei Prezzi Minimi Garantiti agli impianti coinvolti nel meccanismo.

Secondo Elettricità Futura, la misura è positiva, ma la previsione dei prezzi minimi – che ancora nemmeno sono stati adottati – fino al 2024 è riduttiva, peraltro la bozza precedente del DL prevedeva la scadenza al 2026. Inoltre, non favorisce configurazioni in cui l’impianto a bioliquidi è al servizio di realtà industriali.

La stessa Associazione, infine, giudica positive anche le semplificazioni autorizzative previste dall’Articolo 6 per consentire l’installazione di sistemi di raffreddamento ad aria quando le centrali di produzione di energia elettrica con potenza >300 MW si trovano a non poter essere raffreddate dall’acqua a causa della siccità. “Tuttavia, le semplificazioni autorizzative dovrebbero essere estese anche ad altre soluzioni tecniche”.

All’Art. 14, il Decreto fissa al 10 gennaio 2024 le aste per il passaggio dei clienti domestici non vulnerabili dal Servizio di Maggior Tutela a quello a Tutele Graduali, dando mandato ad ARERA di fissarne la data di avvio. Per i clienti vulnerabili invece è prevista la realizzazione di un servizio ad hoc, il “Servizio di vulnerabilità”, le cui condizioni saranno regolate da ARERA.

«Preoccupa la misura del DDl Bilancio 2024 che prevede la tassazione dei proventi derivanti dalla cessione del diritto di superficie dei terreni agricoli destinati ad ospitare impianti rinnovabili perché provocherà un aumento del prezzo dell’energia elettrica», ha concluso il presidente di Elettricità Futura.

DL Energia e sulla Legge di Bilancio 2024: i punti oscuri rilevati da ANIE Rinnovabili

Su DL Energia e sulla Legge di Bilancio 2024 si è espresso già a fine novembre ANIE Rinnovabili. All’epoca il decreto legge 181 era ancora a livello di bozza: su di esso l’Associazione aveva messo in evidenza l’istituzione presso il MASE di un fondo di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale per incentivare le regioni e le province autonome ad ospitare impianti a fonti rinnovabili.

A tale proposito il presidente Alberto Pinori ANIE Rinnovabili ha affermato:

«Il termine compensazione ha senso nel settore dell’oil&gas, per attenuare l’impatto ambientale che questi impianti hanno sull’ambiente. Si tratta di un erroneo retaggio del passato che mal si coniuga con le fonti rinnovabili, necessarie per contrastare i cambiamenti climatici e quindi, esse stesse, opere di compensazione per il riequilibrio ambientale e territoriale. Mentre invece avrà un impatto negativo sulla sostenibilità finanziaria degli impianti FER e non si comprende il motivo per cui questo contributo di 10 euro per kW non debba essere versato, a maggior ragione, dagli impianti non FER».

Secondo ANIE, questo aspetto impatterà sugli impianti che beneficiano delle detrazioni fiscali, sugli impianti dei DM Comunità energetiche, FER X e FER 2, sugli impianti in autoconsumo per la manifattura italiana, sugli impianti utility scale merchant e sui contratti PPA.

Per quanto riguarda la posizione di ANIE Rinnovabili sulla Legge di Bilancio, l’Associazione ha messo in evidenza la tassazione dei contratti di diritto di superficie di durata ventennale utilizzati nel settore delle fonti rinnovabili e necessari per affittare le aree destinate agli impianti riguardanti fonti rinnovabili.

“La Legge di Bilancio dispone (art. 23, comma 5, lettera b), a decorrere dal 1° gennaio 2024, la tassazione dei contratti di diritto di superficie di durata ventennale utilizzati nel settore delle fonti rinnovabili e necessari per affittare le aree destinate agli impianti FER. Oggi l’affitto di tali aree è classificato come compravendita di un patrimonio e quindi è esente da tasse. La Legge di Bilancio stabilisce invece che il canone del diritto di superficie percepito dal proprietario dell’area sia considerato non più come patrimonio, ma come reddito soggetto a una tassazione che potrebbe arrivare anche al 43%. L’aggravio di tassazione espone i proprietari delle aree a costi non preventivati e ciò determinerà un aumento dei costi delle aree stesse, compromettendo anche i progetti i cui procedimenti autorizzativi sono tuttora in corso e quelli già autorizzati per i quali il contratto definitivo del diritto di superficie non si perfezionerà entro il 31 dicembre 2023, inficiando completamente il lavoro svolto sino ad oggi sia dalla pubblica amministrazione sia dagli operatori”.

L’auspicio di ANIE, sottolineato dalle parole del presidente Pinori è che le istituzioni ripensino alle due misure «per ridurne l’impatto negativo e destinino risorse per il potenziamento degli organici della pubblica amministrazione in affanno negli iter autorizzativi. Soprattutto chiederemo maggior dialogo con le istituzioni per delineare un quadro normativo coerente con le sfide che attendono il Paese».

ANEV: “Governo sulla carta poco convinto a sostenere le rinnovabili”

Anche l’Associazione nazionale energia del vento, che rappresenta il riferimento degli operatori nazionali sull’energia eolica ha formulato la sua opinione su DL Energia e sulla Legge di Bilancio 2024. Le sue dichiarazioni riportate in nota non lasciano dubbi sul parere verso i contenuti dei due provvedimenti:

“Sebbene il nostro Esecutivo dichiari di voler intraprendere un approccio inclusivo e di sostegno nei confronti delle fonti rinnovabili, strumento imprescindibile per il raggiungimento dei nostri obiettivi di decarbonizzazione e salvaguardia climatica, sulla carta non sembra poi così convinto, in conflitto peraltro con quanto richiede la stessa maggioranza fra i banchi del Parlamento”.

A proposito del DL Energia, la considerazione fatta all’indomani dell’approvazione del testo mette in evidenza che esso istituisce un fondo per Regioni e Province Autonome con 350 milioni l’anno fino al 2032 per spingere la realizzazione di impianti rinnovabili in aree idonee, finanziato in parte dagli stessi operatori del settore, “non considerando il rischio di un arresto degli investimenti causato dall’eccessivo carico di costi per la realizzazione degli impianti”.

Inoltre – prosegue ANEV – nella Legge di Bilancio 2024 il Governo ha introdotto una norma all’art.23 comma 5 che, modificando il Testo Unico delle imposte sui redditi, potrebbe avere un forte impatto sullo sviluppo di impianti rinnovabili. “Sembrerebbe infatti applicare una sorta di “patrimoniale” sulle rinnovabili prevedendo che i proprietari di terreni che cedono in affitto l’uso della superficie per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici paghino le tasse su quel reddito.

Ci chiediamo dunque, alla luce delle tante dichiarazioni in favore delle rinnovabili come si inquadrino nel disegno politico del Governo queste disposizioni contradditorie e che rischiano di bloccare nuovamente lo sviluppo delle FER”.

L’auspicio di AIEL sulla Legge di Bilancio: si mantenga Iva al 10% sul pellet

AIEL – Associazione italiana energie agroforestali si è espressa su un aspetto specifico che rientra nella Legge di Bilancio: la possibilità di mantenere l’Iva al 10% sul pellet.

Su questo aspetto «abbiamo riscontrato un forte interesse politico, che ci auguriamo possa essere confermato anche in fase di discussione del maxi-emendamento governativo alla prossima Legge di Bilancio preannunciato nei giorni scorsi dal Ministro Giorgetti», ha affermato Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL a seguito delle numerose interlocuzioni con rappresentanti del governo e del parlamento avvenute nelle scorse settimane.

Un ulteriore segnale che conferma l’attenzione dell’Esecutivo sulla possibilità di prorogare la misura – ricorda la stessa Associazione – è la recente approvazione di un ordine del giorno al Dl Tutela Risparmio che impegna il Governo ad estendere i benefici del GPL in termini di IVA al 5% anche al pellet. L’ordine del giorno è stato accolto con parere favorevole da parte del Governo.

«Sono segnali incoraggianti, anche se dobbiamo tener conto – continua Paniz – che la Manovra di quest’anno si scontra con una condizione economica e di mercato difficile e una generale assenza di coperture che impone al Governo scelte estremamente selettive. Proprio per questo è necessario allargare il ventaglio delle forze politiche che supporteranno gli emendamenti, anche in considerazione del fatto che la maggioranza, su richiesta dell’Esecutivo, non ha presentato alcun emendamento alla manovra finanziaria».

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