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Manifesto di Legambiente per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

Necessario ripensare il sistema energetico, eliminando le barriere che limitano lo sviluppo delle fonti rinnovabili

In occasione della Conferenza che si è svolta nei giorni scorsi a Pesaro: "Le comunità dell’energia", organizzata da Legambiente, Comune di Pesaro e Provincia di Pesaro e Urbino, l'Associazione ambientalista ha presentato Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di valorizzare i vantaggi che l’autoproduzione da fonti green e un sistema distribuito possono portare nei territori, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e aiutando le amministrazioni pubbliche a promuovere interventi che vanno nella direzione di territori al 100% rinnovabili.

"Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili - si legge nel comunicato di Legambiente - hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano e gli impianti di questo tipo sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali. Ma per continuare in questa direzione occorre intervenire sulle barriere che impediscono di cogliere appieno i vantaggi di questa prospettiva, a partire dalla riduzione dei 51 miliardi di bolletta energetica italiana spesi per importare fonti fossili, per aiutare famiglie e imprese a risparmiare e prodursi da soli l’elettricità e il calore di cui hanno bisogno, per ridurre inquinamento e emissioni di gas serra, creando lavoro nel campo della gestione e manutenzione, muovendo investimenti in ricerca e in una innovazione che oggi ha al centro sistemi di accumulo e di gestione dell’energia attraverso smart grid e applicazioni nella mobilità elettrica.

 

Il Manifesto di Legambiente si muove in 4 direzioni principali:

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni. Dando la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale. Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1MW.

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini, dove vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese. Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodurre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.

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