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Museo degli insetti – ex Stazione Bacologica di Padova


  • Luogo
    Padova
  • Superficie di intervento
    500 mq
  • Committente
    Provincia di Padova
  • Aziende fornitrici
    SCHÜCO
  • Categoria di intervento
    MUSEI E GALLERIE
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Tetto fotovoltaico

 

Il nuovo complesso, ora sede del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura, sezione di bachicoltura dell’Istituto Sperimentale di Zoologia Agraria e del museo vivente degli insetti (in fase di allestimento), oltre che istituto di ricerca, sarà a breve una area espositiva di primario interesse.
l museo ospiterà le collezioni seriche con più di 100 anni di storia del baco da seta, una ricca biblioteca, un vasto assortimento di attrezzature per la lavorazione della seta,le collezioni di insetti viventi e una apposita sezione riservata all’apicoltura e alla produzione del miele.
Ma non è solo un museo vivente degli insetti: in nome della qualità dell'ambiente e della salute degli animali ospitati, l'area di 37.800 mq, tra gelseto, edificio centrale e bigattiera, nata per la ricerca sui bachi da seta, diverrà anche un punto di sperimentazione per le fonti energetiche alternative.
La progettazione del sito museale, infatti, è stata finalizzata al risparmio energetico, attraverso criteri di bioarchitettura e l’impiego di impianti a fonti rinnovabili.
La radicale ristrutturazione del complesso, un tempo stazione sperimentale per l’allevamento e la cura del baco da seta, ha destinato ben 500 mq di superficie ad impianti alimentati dalla radiazione solare, offrendo una comoda osservazione degli impianti fotovoltaici a scolaresche e visitatori. 
La Stazione Bacologica di Padova impiega tre tipi di moduli fotovoltaici: in silicio monocristallino, policristallino e in silicio amorfo.
Questa scelta, per un totale di tre impianti da 20kWp ciascuno, è dovuta alla volontà di studiare e testare la resa delle diverse tipologie di moduli in un unico sito, con le stesse condizioni meteorologiche, ma con prestazioni e installazioni diverse.
Un display a 5 righe, mostrerà l'andamento dei valori di irraggiamento, temperatura, potenza istantanea, energia prodotta e emissioni CO2, in tempo reale.
Per ogni tipologia di modulo impiegata, sono stati scelte tre aziende internazionali di primaria importanza, ma solamente i moduli policristallini SP-165 Schuco, testati uno ad uno, garantiscono una tolleranza di resa nel tempo solamente positiva (–0/+5%), con un potenza nominale di 165W. 
Il marchio Schüco è stato scelto anche per i telai di supporto ai moduli, gli unici ad avere il certificato di staticità che garantisce la non alterazione o deformazione della struttura nel corso degli anni.
Le strutture di supporto in alluminio Schüco, inoltre, permettono una perfetta compatibilità con i moduli, anche se di diverso tipo, e un rapido montaggio.
La differenza di inclinazione dei moduli a fine tetto costituisce un ulteriore vantaggio nello studio e nell’incrocio dei dati di resa degli impianti.
L’installazione è stata eseguita a regola d’arte dalla azienda Maniero Elettronica, che da ormai molto tempo si occupa di energie alternative.
La ditta padovana ha proposto soluzioni che combinano gli aspetti estetici e funzionali e grazie all’esperienza acquisita con le molteplici installazioni eseguite su tutto il territorio nazionale, ha messo in funzione l’impianto in breve tempo seguendo tutte le pratiche per l’allacciamento alla linea elettrica. 
Il museo ha previsto anche un impianto di sfruttamento per l’energia geotermica, per facilitare la refrigerazione in estate e il riscaldamento d'inverno e supportata, quando necessario, da pompe di calore alimentate da moduli fotovoltaici.
In questo modo, rispetto ad un impianto di tipo convenzionale, l’edificio abbassa il fabbisogno termico dell’edificio del 50% e riduce al minimo le emissioni inquinanti di CO2.  
Il nuovo museo di Padova, dunque, si configura come grande laboratorio per testare l’efficienza delle tecnologie fotovoltaiche nei grandi impianti.  
Schüco ha partecipato al progetto della Provincia di Padova per l’applicazione  e lo studio delle energie alternative nella ex sede della Stazione Bacologica di Padova.
I moduli fotovoltaici policristallini Schüco scelti per questo progetto sono gli unici sul mercato ad avere una tolleranza di resa solo positiva (0/+5%).

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Sulla falda del tetto sono stati installati tre tipi di moduli fotovoltaici: in silicio monocristallino, policristallino e in silicio amorfo
Particolare del tetto fotovoltaico
Il Pannello sinottico mostra l’andamento dei valori di irraggiamento, temperatura, potenza istantanea, energia prodotta e emissioni di CO², per conoscere in tempo reale le potenzialità della tecnologia fotovoltaica e il funzionamento dell’impianto

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