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A cura di: Fabiana Valentini Nel panorama energetico italiano, il 2023 ha decretato un significativo aumento della presenza dei sistemi di accumulo. I dati forniti da Italia Solare sono incoraggianti e rivelano una crescita considerevole rispetto al 2022. Secondo il report “Sistemi di accumulo Q4”, il 2023 si è chiuso con quasi 520 mila impianti connessi alla rete, con una potenza pari a 3,37 GW e una capacità complessiva di 6,65 GWh. Questo dato da solo testimonia l’espansione notevole che il settore ha vissuto nell’ultimo anno. Il mercato italiano dell’energia solare sta manifestando segnali di importante crescita, segno di una maggiore consapevolezza dell’importanza delle energie rinnovabili e dell’avanzamento tecnologico nel settore degli accumulatori di energia. I sistemi storage stanno diventando una parte integrante delle infrastrutture elettriche italiane. Lo confermano le parole di Mauro Moroni, co-coordinatore del GdL Accumuli e Idrogeno di Italia Solare che spiega: “Lo scenario degli accumuli è destinato a cambiare rapidamente a causa dell’importante diminuzione di costi di moduli e batterie, e questo si tradurrà a breve in incrementi di vendite significativi. Il 2024 sarà poi l’anno dell’inizio del mercato dello storage nel C&I, mentre per gli impianti utility scale probabilmente sarà il 2025 l’anno chiave di partenza. Per tutti questi motivi si prevede un’accelerazione del settore rispetto all’anno scorso, con una previsione di capacità installata nel 2024 di circa una volta e mezzo rispetto all’attuale”. Sistemi di accumulo: da 311.188 a 520 mila impianti connessi alla rete Secondo i dati raccolti da Italia Solare, il numero di sistemi di accumulo in Italia si avvicina al raddoppio rispetto ai valori riportati a marzo 2023. In quel periodo, gli impianti connessi ammontavano a 311.188 unità, mentre ora si è arrivati a toccare la soglia dei 520 mila impianti connessi alla rete. In particolare, il 96% della capacità totale connessa è attribuibile agli accumuli collegati agli impianti fotovoltaici. Di questi, il 94,2% è costituito da impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kW, che rappresentano 515.567 unità. La restante capacità connessa è suddivisa tra accumuli stand-alone (210 MWh) e quelli associati a impianti termoelettrici (56 mWh) ed eolici (2 MWh). I dati indicano un’espansione notevole dell’adozione di sistemi di accumulo, soprattutto in concomitanza con l’energia solare, che rappresenta la maggioranza dei sistemi collegati. Nel panorama delle tecnologie di sistema di accumulo, la batteria agli ioni di litio rimane saldamente in cima, mantenendo una posizione di predominio con il 99,5% della capacità totale connessa. Dall’analisi di Italia Solare emerge anche una tendenza alla diversificazione con l’introduzione di altre tecnologie. Tra queste, gli accumuli elettrochimici con batterie al piombo rappresentano un totale di 13 MWh e oltre 1500 impianti. Inoltre, si assiste all’emergere degli accumuli ad idrogeno ( 5 MWh e 49 impianti) e dei supercondensatori (3,74 MWH e 339 impianti) che stanno gradualmente entrando nel mercato. Nel corso del 2023, è emerso che in Italia sono stati connessi complessivamente 287.706 sistemi di accumulo, rappresentanti una potenza totale di 2,02 GW e una capacità complessiva di 3,84 GWh. Questi numeri indicano un notevole aumento rispetto all’anno precedente, con una crescita del 58% nella capacità connessa cumulata e un notevole 89% della capacità connessa durante l’anno precedente. Una delle tendenze più evidenti è la maggioranza degli accumuli associati agli impianti fotovoltaici di potenza minore di 20 kW, i quali rappresentano il 92% della capacità connessa nel 2023, corrispondente a 3,53 GWh. Al contrario, gli accumuli associati agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW rappresentano solo il 2% della capacità connessa, mentre i sistemi stand-alone costituiscono poco più del 5%, con una capacità di circa 203 MWh. Italia Solare sottolinea inoltre che nel corso del 2023 sono stati connessi 8 dei 9 sistemi stand-alone nel Paese, di cui 5 sono entrati in funzione nel quarto trimestre dell’anno, indicando un interesse crescente per queste soluzioni di accumulo indipendenti. Analizzando nel dettaglio la capacità connessa degli accumuli associati agli impianti fotovoltaici nel corso dei trimestri del 2023, emerge un quadro dinamico. Si registra un aumento del 32% nel quarto trimestre del 2022 rispetto al primo trimestre del 2023, seguito da due decrementi del 19% e del 21% rispettivamente nel secondo e terzo trimestre del 2023. Verso la fine dell’anno, nel quarto trimestre del 2023, si è osservato un nuovo aumento del 11% rispetto al trimestre precedente. Tra le Regioni spicca la Lombardia con oltre 97 mila sistemi di accumulo La capofila dell’innovazione energetica? È la Lombardia con oltre 97.000 sistemi di accumulo connessi. La Lombardia, con una capacità di accumulo associata agli impianti fotovoltaici pari a 1.198 MWh, si distingue nettamente dalle altre Regioni italiane. È seguita dal Veneto, con 911 MWh, dall’Emilia Romagna, con 620 MWh, e dal Piemonte, con 470 MWh. Questi dati confermano la leadership della Lombardia non solo in termini di capacità connessa per regione, ma anche in termini di potenza connessa per regione (MW) e numero di sistemi di accumulo connessi. La capacità connessa delle quattro regioni principali (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte) rappresenta oltre il 50% della capacità totale degli accumuli associati agli impianti fotovoltaici in Italia. Mentre la Lombardia si pone al vertice della classifica, altre Regioni italiane dimostrano un significativo impegno verso l’energia verde e l’accumulo di energia. Il Lazio, la Toscana, la Sicilia e la Puglia seguono da vicino, con capacità connessa rispettivamente di 425 MWh, 419 MWh, 383 MWh e 329 MWh. Gli accumuli stand-alone, ovvero gli impianti non connessi alla rete di distribuzione dell’energia elettrica, sono ripartiti in modo uniforme sul territorio italiano. Regioni come Piemonte, Veneto, Liguria, Umbria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna dimostrano un interesse e un’adozione significativi di questa tecnologia, contribuendo così alla diversificazione delle fonti energetiche e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. 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