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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Andamento dei segmenti di mercatoRallentamento del residenzialeProtagonisti C&I e utility scaleDistribuzione territoriale: il Nord traina il mercato degli accumuli abbinati al fotovoltaicoFAQ – Sistemi di accumulo in ItaliaQuali sono i principali trend del mercato italiano dei sistemi di accumulo nel 2025?Perché gli accumuli residenziali stanno rallentando dopo anni di espansione?Cosa sta guidando la crescita degli impianti C&I e degli accumuli utility scale?Quali vantaggi offre oggi uno storage industriale a un’azienda?Quali regioni italiane guidano la diffusione dei sistemi di accumulo? Il mercato italiano dei sistemi di accumulo sta attraversando una fase di trasformazione. Secondo l’elaborazione di ITALIA SOLARE su dati Gaudì – Terna, al 30 settembre 2025 risultano connessi 848.814 sistemi di accumulo elettrochimici, per una capacità totale di 17.416 MWh e una potenza complessiva di 7.068 MW. Rispetto al terzo trimestre 2024 si registra una crescita significativa: +23% nel numero di impianti, +52% della capacità complessiva e +40% della potenza. Una dinamica che conferma l’espansione del mercato ma anche un cambio di equilibrio tra i segmenti: il residenziale rallenta, mentre C&I e stand-alone utility scale registrano un’accelerazione senza precedenti. La capacità cumulata degli accumuli abbinati a impianti fotovoltaici raggiunge 10.467 MWh, in aumento rispetto agli 8.537 MWh registrati alla fine del terzo trimestre 2024, con una crescita pari a +18%. Parallelamente, gli accumuli stand-alone evidenziano un progresso ancora più marcato: la capacità passa infatti a 6.891 MWh, contro i 2.788 MWh dello stesso periodo del 2024, segnando un incremento del 147%. Come sintetizzato da Fabio Zanellini, co-coordinatore del Gruppo di Lavoro Accumuli e Idrogeno di Italia Solare, “il settore utility scale sta crescendo, in parallelo a quello residenziale e C&I, contribuendo così all’adeguatezza e al bilanciamento del sistema”. Andamento dei segmenti di mercato Rallentamento del residenziale Dopo anni di crescita sostenuta dagli incentivi fiscali, il segmento degli accumuli per impianti domestici (<20 kW) registra una flessione evidente. L’inversione di tendenza appare chiara già nei primi trimestri del 2025: Q1: 231 MWh connessi Q2: 221 MWh Q3: 185 MWh Il mese di agosto contribuisce al rallentamento, come spesso accade per via della stagionalità delle connessioni. Nei primi nove mesi dell’anno il residenziale totalizza 637 MWh, contro i 965 MWh dello stesso periodo del 2024: –51% in un anno. L’attenuazione del ritmo di crescita è attribuibile a diversi fattori, tra cui la progressiva riduzione degli incentivi, la saturazione del mercato delle abitazioni unifamiliari e l’incertezza normativa legata ai benefici fiscali post-Superbonus. Protagonisti C&I e utility scale La crescita complessiva del parco accumuli è sempre più guidata dagli impianti stand-alone di grande scala. Nei primi nove mesi del 2025: 17 nuovi impianti connessi, 735 MW di potenza aggiunta, 2.984 MWh di capacità installata. Un segmento che beneficia dell’entrata in esercizio dei BESS vincitori delle aste del Capacity Market 2024, cui seguiranno gli impianti aggiudicatari del 2026 e 2027. Nel 2028 entreranno in funzione anche gli impianti MACSE (Mercato della Capacità con Servizi Essential), la cui prima asta si è svolta il 30 settembre 2025. L’accelerazione del C&I Il comparto industriale (P > 20 kW) mostra segnali di crescita costante e progressiva. La capacità installata che era pari a 90 MWh nel 2024 ha raggiunto 78 MWh nei primi nove mesi del 2025, con trend trimestrale positivo. Un’evoluzione sostenuta da due driver principali: Riduzione dei costi secondo BloombergNEF, i prezzi “chiavi in mano” dei sistemi industriali sono diminuiti di circa il 40% su base annua il costo dei pacchi batterie al litio si è ridotto di oltre il 90% negli ultimi 15 anni il 2025 conferma un’ulteriore discesa dei listini, come indicato dagli operatori della filiera Maggiore familiarità tecnologica delle imprese Le aziende percepiscono lo storage come strumento strategico per incrementare l’autoconsumo, ridurre i picchi di domanda, stabilizzare i costi energetici e migliorare la competitività dei processi. Questi elementi stanno consolidando il ruolo del C&I come segmento in crescita stabile e con un’elevata prospettiva di sviluppo. Distribuzione territoriale: il Nord traina il mercato degli accumuli abbinati al fotovoltaico La geografia delle connessioni conferma la tradizionale leadership delle regioni settentrionali. Nel 2025, considerando gli accumuli associati a impianti fotovoltaici, i dati mostrano: Lombardia al primo posto per capacità connessa (1.803 MWh) e numero di impianti (144.599 MWh) Veneto in seconda posizione (1.334 MWh) Emilia-Romagna a seguire (952 MWh) Lazio (752 MWh) e Piemonte (722 MWh) completano le prime cinque Il Sud cresce, ma rimane meno dinamico sul fronte degli SdA abbinati al fotovoltaico. Le regioni settentrionali continuano a beneficiare di ampia diffusione del fotovoltaico su edifici residenziali e commerciali, maggiore densità abitativa e forte eredità degli interventi realizzati tramite il Superbonus Un ecosistema che ha favorito l’adozione massiccia di sistemi di accumulo e la maturazione del mercato locale. FAQ – Sistemi di accumulo in Italia Quali sono i principali trend del mercato italiano dei sistemi di accumulo nel 2025? I dati aggiornati al terzo trimestre 2025 mostrano un mercato in espansione sul piano complessivo, ma con dinamiche molto diverse tra i segmenti. Il residenziale rallenta, mentre crescono in modo significativo gli impianti stand-alone utility scale e quelli dedicati al mondo C&I. A livello cumulato, la capacità installata aumenta del 52% rispetto al 2024, confermando un cambio di passo verso applicazioni di scala sempre più ampia, integrate nella gestione della rete. Perché gli accumuli residenziali stanno rallentando dopo anni di espansione? La flessione è riconducibile a diversi fattori: fine degli incentivi fiscali più generosi, che avevano favorito una forte accelerazione durante il periodo del Superbonus rallentamento fisiologico del mercato unifamiliare, oggi in parte saturo incertezze normative che incidono sulla propensione all’investimento stagionalità delle connessioni, con cali marcati durante il periodo estivo Nonostante il rallentamento, il segmento rimane centrale nella diffusione dello storage abbinato al fotovoltaico. Cosa sta guidando la crescita degli impianti C&I e degli accumuli utility scale? Due fattori risultano determinanti: Riduzione dei costi I prezzi chiavi in mano degli impianti industriali sono scesi sensibilmente, mentre il costo dei moduli batteria al litio continua a diminuire secondo le analisi internazionali. Evoluzione del sistema elettrico Le aste del Capacity Market (2024, 2026, 2027) e la nascita del nuovo meccanismo MACSE stanno favorendo la realizzazione di impianti di grande scala. Questi asset sono fondamentali per migliorare bilanciamento, adeguatezza e sicurezza della rete in uno scenario caratterizzato da una quota crescente di rinnovabili non programmabili. Quali vantaggi offre oggi uno storage industriale a un’azienda? Gli accumulatori C&I permettono alle imprese di: incrementare l’autoconsumo da impianti fotovoltaici ridurre i picchi di potenza e contenere gli oneri in bolletta stabilizzare la domanda elettrica e mitigare la volatilità dei prezzi aumentare la resilienza dei processi produttivi partecipare in prospettiva a servizi di rete e mercati della flessibilità Sono elementi che rendono gli impianti C&I una soluzione sempre più strategica nelle politiche di efficientamento energetico e di competitività industriale. Quali regioni italiane guidano la diffusione dei sistemi di accumulo? L’analisi regionale conferma la prevalenza del Nord Italia, con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ai primi posti per capacità installata e numero di sistemi connessi. Questo risultato deriva da un’elevata diffusione del fotovoltaico su edifici residenziali e commerciali, forte densità abitativa, ampia eredità degli interventi realizzati durante il Superbonus e maggiore maturità del tessuto industriale Il Sud mostra segnali di crescita soprattutto nel segmento utility scale, mentre rimane più contenuto nelle applicazioni residenziali. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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