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Indice degli argomenti Toggle Lo stato delle foreste mondialiLa deforestazione è in diminuzioneIl quadro regionaleLe politiche in atto contro la deforestazione Un terzo della superficie terrestre è ricoperto dalle foreste, la cui magnificenza offre un habitat sicuro per gran parte della biodiversità mondiale. Secondo il report Global Forest Resources Assessment 2025 realizzato dalla FAO, il ritmo della deforestazione è in diminuzione. I dati raccolti mostrano uno scenario in cui si è passati da 10,7 milioni di ettari disboscati negli anni ’90 a 4,12 milioni di ettari nel periodo 2015-2025. Il Direttore generale della FAO, QU Dongyu, commenta i dati del report: “I rapporti FRA sono le valutazioni più complete e trasparenti a livello mondiale sulle risorse forestali, sullo stato in cui si trovano, su come sono gestite e sull’uso che ne viene fatto, e trattano tutti gli aspetti della gestione sostenibile delle foreste. I dati forniti sono utili per una molteplicità di scopi, tra cui informare la comunità mondiale sullo stato delle foreste e sui cambiamenti a cui vanno incontro, e sostenere decisioni, politiche e investimenti riguardanti le foreste e i loro servizi ecosistemici.” Nonostante i segnali di miglioramento, gli ecosistemi forestali rimangono vulnerabili e richiedono un impegno costante per preservarne la bellezza e l’importanza vitale per il futuro del nostro pianeta. Lo stato delle foreste mondiali La superficie forestale globale nel 2025 ammonta a 4,14 miliardi di ettari, pari al 32% della superficie totale delle terre emerse. Questo valore corrisponde a circa 0,50 ettari di foresta per ogni abitante del pianeta, anche se la distribuzione è tutt’altro che uniforme, sia dal punto di vista geografico che demografico. Il 45% delle foreste mondiali si trova nella zona tropicale, seguito da quella boreale (28%), temperata (17%) e subtropicale (11%). A livello regionale, l’Europa rappresenta il 25% della superficie forestale mondiale, seguita da Sud America (20%), Nord e Centro America (19%), Africa (16%), Asia (15%) e Oceania (4%). Un dato rilevante riguarda la concentrazione delle risorse forestali: oltre la metà (54%) della superficie forestale mondiale si trova in soli cinque paesi: Federazione Russa, Brasile, Canada, USA e Cina. Complessivamente, i dieci paesi con maggiore copertura forestale rappresentano circa due terzi del totale globale. All’estremo opposto, sette territori hanno dichiarato l’assenza completa di foreste, mentre in altri 49 paesi le foreste occupano meno del 10% della superficie terrestre. Esistono però anche realtà dove la copertura forestale supera il 90% del territorio. Secondo il Global Forest Resources Assessment 2025, le foreste a rigenerazione naturale rappresentano il 92% (3,83 miliardi di ettari) della superficie forestale totale mondiale. Queste foreste costituiscono il 98% della copertura forestale in Africa e Sud America, il 97% in Oceania, e rappresentano il 100% delle risorse forestali in 38 paesi. Dal punto di vista della capacità di stoccaggio del carbonio, gli esperti FAO hanno raccolto dati incoraggianti. Si stima che il volume di biomassa sia pari a 630 miliardi di metri cubi, mentre le riserve di carbonio immagazzinate nelle foreste sono aumentate, raggiungendo un totale di 714 gigatonnellate, sottolineando il ruolo fondamentale delle foreste come alleate naturali nella mitigazione del riscaldamento globale. La deforestazione è in diminuzione Si intravede uno spiraglio di “positività”: il report FAO mostra come il fenomeno della deforestazione stia diminuendo sempre di più. La perdita forestale netta annua si è ridotta, passando dai 10,7 milioni di ettari degli anni ’90 a 4,12 milioni di ettari nel periodo 2015–2025. Dal 1990 si stima che siano stati persi, a causa della deforestazione, 489 milioni di ettari di foreste nel mondo, anche se il ritmo di questa perdita ha mostrato un progressivo rallentamento. Nel periodo 2015–2025 la deforestazione è valutata a 10,9 milioni di ettari l’anno, un dato inferiore rispetto ai 13,6 milioni l’anno registrati tra il 2000 e il 2015 e ai 17,6 milioni l’anno del periodo 1990–2000. Il periodo più buio per le foreste si è verificato tra il 1990 e il 2025 nell’area tropicale, dove fortunatamente si registra in tempi moderni anche il miglioramento più marcato: il tasso annuo è diminuito da 15,9 milioni di ettari nel 1990-2000, a 11,9 milioni di ettari nel 2000-2015, fino a 9,42 milioni di ettari nel 2015-2025. Anche nell’area subtropicale il tasso annuo di deforestazione è diminuito, da 1,09 milioni di ettari nel 1990-2000 a 0,73 milioni di ettari nel 2015-2025. Tuttavia, destano preoccupazione i lievi aumenti registrati nei domini temperato e boreale. Il quadro regionale Analizzando le variazioni nette della superficie forestale, alcune aree del mondo hanno sofferto maggiormente l’impatto della deforestazione. Il Sud America ha registrato la perdita netta più elevata nel periodo 2015-2025, pari a 4,10 milioni di ettari all’anno, in calo rispetto ai periodi precedenti. Il Brasile, in particolare, ha ridotto significativamente il suo tasso di perdita netta, passando da 5,77 milioni di ettari annui nel 1990-2000 a 2,94 milioni nel 2015-2025. La seconda più alta perdita netta si è verificata in Africa, con 2,96 milioni di ettari all’anno nel 2015-2025, principalmente concentrata nelle regioni orientale, meridionale, occidentale e centrale del continente. Un segnale positivo arriva dall’Asia che ha registrato il più elevato incremento netto annuo di superficie forestale nel periodo 2015-2025, pari a 1,62 milioni di ettari. Un contributo importante viene anche dall’Indonesia, che ha invertito la tendenza passando da una perdita netta di 2,44 milioni di ettari annui nel 1990-2000 a un incremento di 94.100 ettari nell’ultimo decennio. Le politiche in atto contro la deforestazione Per essere efficace, lo sviluppo delle politiche deve essere accompagnato da strumenti giuridicamente vincolanti: le leggi e i regolamenti che disciplinano l’uso e la conservazione delle foreste devono essere coerenti con le politiche e costituire la base concreta per la loro attuazione. Il report FAO ci mostra che attualmente le politiche e legislazioni nazionali a sostegno della gestione sostenibile delle foreste sono in vigore in 192 paesi e aree, che rappresentano oltre il 95% della superficie forestale globale. Per garantire l’efficacia delle politiche forestali è essenziali il coinvolgimento degli stakeholder. Le piattaforme multi-stakeholder facilitano processi partecipativi che garantiscono che le diverse prospettive e interessi sulle risorse forestali siano pienamente considerati nel processo decisionale. Il 64% dei paesi (152 su 236, rappresentando quasi il 95% delle foreste mondiali) ha indicato di disporre di piattaforme nazionali per la partecipazione degli stakeholder allo sviluppo delle politiche forestali, con una percentuale particolarmente elevata in Africa (85%). Un altro sistema fondamentale per garantire la legalità la sostenibilità è la tracciabilità dei prodotti forestali. In questo modo è possibile contribuire alla conformità legale, alla formalizzazione dei mercati e alla repressione del commercio illegale di legname. Secondo i dati FAO, 102 paesi (43%), che rappresentano il 77% della superficie forestale globale, hanno istituito sistemi nazionali di tracciabilità per i prodotti legnosi. Il Sud America presenta la percentuale più alta di sistemi di tracciabilità nazionali e subnazionali (rispettivamente l’86% e il 36% dei paesi della regione). Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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