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Indice degli argomenti Toggle Il metodo della ricerca: coinvolgimento e scientificitàI rifiuti raccolti e il problema dell’abbandonoRifiuti urbani: cosa manca alle città sostenibili Se vogliamo contare su città sostenibili, è bene ridurre la quantità di rifiuti abbandonati, specie nelle aree urbane, contesti dove si registra la maggiore concentrazione di spazzatura, con 62,57 tonnellate rimosse, pari al 52% del totale, rispetto ad aree verdi e costiere. È quanto emerge dal report Plastic Pull 2025 realizzato da Piantando, sulla base di un’analisi condotta in tutta Italia, durata tre anni di lavoro, e che ha combinato la partecipazione popolare a una metodologia scientifica per la raccolta e la catalogazione dei rifiuti. Il metodo della ricerca: coinvolgimento e scientificità Prima di trattare di rifiuti e di città sostenibili, è bene specificare il metodo che ha portato al risultato della ricerca. È frutto del progetto Plastic Pull, iniziativa che coinvolge una rete di associazioni e cittadini impegnati in tutta Italia nella raccolta e smaltimento dei rifiuti abbandonati. Il progetto si focalizza sulla raccolta di rifiuti da spiagge, strade, parchi, fiumi, documentando ogni singolo chilogrammo di pattume raccolto. Si parte, quindi, dalla rimozione dei rifiuti, ma non si ferma qui. Intende stabilire un nuovo standard di trasparenza ambientale. Come spiega Piantando, società benefit ideatrice, conduttrice e promotrice dell’iniziativa, mediante Plastic Pull si cerca di contribuire alla lotta contro l’inquinamento da rifiuti dispersi. L’approccio Plastic Pull segue un protocollo rigoroso di tracciabilità, ispirato agli standard internazionali come le linee guida ISO. I gruppi coinvolti in tutta Italia effettuano i cleanup e raccolgono i dati necessari, mentre il referente registra i dati sulla piattaforma Plastic Pull (foto, coordinate e peso). Gli analisti verificano i dati e li certificano. Ogni chilogrammo di rifiuto è tracciato, categorizzato con precisione e validato. Dopo ogni evento di raccolta, il gruppo organizzatore compila una scheda dettagliata che viene sottoposta a un processo di verifica a più fasi, tracciato in modo univoco. La stessa Piantando fa sapere che: “Questo passaggio di controllo qualità assicura che i dati sulla localizzazione, la data, i partecipanti e soprattutto il peso esatto di ogni categoria di rifiuto e le modalità di smaltimento siano corretti. Solo dopo questa validazione, l’attività diventa ‘certificata’ rendendo i dati definitivi e non modificabili”. Attraverso Plastic Pull, Piantando ha rimosso e certificato 257,42 tonnellate di rifiuti, in 303 giornate di pulizia (tutti eventi certificati), mobilitando 6745 partecipanti volontari. I rifiuti raccolti e il problema dell’abbandono Dalla raccolta effettuata è stato possibile dettagliare non solo il volume di rifiuti, ma anche il tipo (plastica, vetro, ingombranti, indifferenziato ecc.). Del totale, la metà circa (49,9%) riguarda indifferenziato, il 36,6% è costituito da ingombranti. A seguire è la plastica (8,5%), il vetro (4,3%) e metalli (0.7%). Questo primo dato mette in evidenza il problema dei rifiuti indifferenziati e ingombranti, che va ben oltre la plastica e pone un problema di un abbandono nell’ambiente di oggetti di grandi dimensioni e materiali misti, buona parte dei quali è catalogato come rifiuto urbano. Rifiuti urbani: cosa manca alle città sostenibili A proposito dei risultati della raccolta-indagine, è bene sottolineare che l’esito pone in luce un’esigenza riguardante le città sostenibili. Le aree urbane sono più sporche di spiagge e parchi: dal contesto cittadino proviene la maggior parte della spazzatura. Le aree urbane rappresentano l’ambiente con la maggiore concentrazione di rifiuti: su 125.597 kg raccolti su 303 eventi in tre anni di indagine sul campo, 62,57 tonnellate rimosse provengono dal tessuto cittadino. Come ha sottolineato, in una nota, Andrea Evangelista, cofondatore di Piantando: «Il fatto che oltre la metà dei rifiuti tracciati provenga dalle nostre strade, parchi cittadini e periferie, dimostra che la vera battaglia per l’ambiente comincia dal nostro quotidiano, dalla responsabilità di non gettare il sacchetto ‘sul marciapiede’. Non è solo un problema di bonifica, ma di educazione civica e rispetto del territorio che abitiamo». Dopo le aree urbane, si collocano le aree verdi (parchi, boschi e sentieri), con 38,39 tonnellate, mentre spiagge e ambienti marini, tradizionalmente percepiti come il fronte principale dell’emergenza, si attestano su valori inferiori nel campione tracciato. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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