Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo 2026: un mare da record tra Marine Heatwaves ed El Niño 08/07/2026
Climatizzazione intelligente in estate: i consigli Airzone per gestire il caldo a intermittenza 17/07/2026
Efficienza energetica negli impianti idrici: l’intelligenza integrata nelle pompe a velocità variabile 15/07/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Perché le pompe di calore sono strategiche per l’EuropaCosti di installazione e costi di esercizio: un equilibrio ancora sfavorevoleIl peso dei costi inizialiEfficienza elevata, ma bollette poco favorevoliPrezzi dell’elettricità e scelte di policyTariffe intelligenti e flessibilità come leva aggiuntiva Le pompe di calore sono considerate da tempo una delle tecnologie chiave per la decarbonizzazione del settore residenziale europeo. Elevata efficienza, integrazione con le fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni e maggiore sicurezza energetica le rendono uno strumento centrale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione. Eppure, la loro diffusione procede a ritmi disomogenei e spesso inferiori alle aspettative, soprattutto se confrontata con le ambizioni dichiarate nei principali pacchetti strategici europei. Il report di EMBER “Plugging heat in: smart policy can help electrify household heating in Europe” mette in evidenza un aspetto centrale: il principale ostacolo alla diffusione delle pompe di calore non è tecnologico, né legato alle prestazioni, ma risiede nell’assetto economico e regolatorio dei prezzi dell’energia. In particolare, l’elevato costo dell’elettricità rispetto al gas continua a penalizzare il riscaldamento elettrico, rendendo meno conveniente, dal punto di vista dei consumatori, una tecnologia che sul piano energetico risulta nettamente più efficiente. Perché le pompe di calore sono strategiche per l’Europa Il report pone il tema del riscaldamento domestico all’interno di una cornice più ampia che riguarda sicurezza energetica, competitività industriale e dipendenza dalle importazioni. Oggi circa un terzo del riscaldamento residenziale europeo è alimentato da gas fossile, in larga parte importato. Nel solo 2023 il settore domestico ha consumato 75 miliardi di metri cubi di gas, pari a oltre un terzo della domanda complessiva dell’Unione, con una quota di importazioni che supera il 90%. In questo contesto, le pompe di calore rappresentano un’ottima opportunità per sostituire combustibili fossili importati con elettricità prodotta sempre più da fonti rinnovabili domestiche. La loro diffusione consentirebbe non solo di ridurre le emissioni, ma anche di contenere l’esposizione dell’Europa alla volatilità dei mercati internazionali dell’energia, rafforzando al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il tessuto industriale. Tra il 60 e il 70% delle pompe di calore installate in Europa è prodotto all’interno dell’Unione, e circa il 15% della produzione globale ha base europea. L’espansione di questo mercato avrebbe quindi ricadute positive anche in termini occupazionali e di sviluppo industriale, coerentemente con gli obiettivi di REPowerEU, che punta a raddoppiare il numero di installazioni ogni quattro anni fino al 2030. Costi di installazione e costi di esercizio: un equilibrio ancora sfavorevole Se i benefici sistemici delle pompe di calore sono evidenti, il report sottolinea come il problema principale resti il costo complessivo per il consumatore. Il costo lungo l’intero ciclo di vita di un impianto si distribuisce in modo abbastanza equilibrato tra investimento iniziale e costi di esercizio, ma entrambi gli aspetti presentano criticità. Il peso dei costi iniziali I costi di installazione variano in modo significativo tra i diversi Paesi europei. Secondo i dati citati nel report, un impianto completo può costare circa 12.000 euro nel Regno Unito, mentre in Germania si arriva a sfiorare i 30.000 euro, a fronte di una caldaia a gas che oggi può essere installata con una spesa intorno ai 3.000 euro. Le differenze sono imputabili a diversi fattori, tra cui il costo della manodopera, l’IVA, la complessità normativa e, soprattutto, la scarsità di installatori qualificati, che contribuisce ad aumentare i prezzi. Efficienza elevata, ma bollette poco favorevoli Dal punto di vista energetico, una pompa di calore è in grado di fornire due o tre volte più calore rispetto all’energia primaria che consuma, rendendola nettamente più efficiente rispetto a una caldaia tradizionale. Tuttavia, questo vantaggio viene spesso annullato dalla struttura delle tariffe energetiche. In molti Paesi europei l’elettricità costa dal doppio al quadruplo del gas per il consumatore finale, una differenza sufficiente a rendere i costi di esercizio comparabili, se non superiori, a quelli dei sistemi fossili. Il report individua nel rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas uno degli indicatori chiave per valutare la competitività del riscaldamento elettrico. Secondo l’European Heat Pump Association, questo rapporto dovrebbe essere pari o inferiore a 2 per rendere economicamente attrattive le pompe di calore. Nel 2024 la media europea si attestava invece a 2,85, con punte superiori a 4 in alcuni Stati membri. Prezzi dell’elettricità e scelte di policy Un aspetto centrale dell’analisi riguarda la composizione delle bollette elettriche. Oltre ai costi di produzione e fornitura, che rappresentano circa la metà del prezzo finale, una quota significativa è costituita da oneri di sistema, costi di rete e tassazione. In alcuni Paesi questi elementi non legati direttamente all’energia arrivano a rappresentare fino a tre quarti del prezzo dell’elettricità, penalizzando tutte le tecnologie elettriche e, in particolare, quelle destinate al riscaldamento. Il report evidenzia come una revisione delle politiche fiscali e tariffarie potrebbe produrre effetti immediati. La rimozione degli oneri di sistema dalle bollette elettriche, il loro trasferimento sui combustibili fossili o l’applicazione di aliquote IVA ridotte sono tutte misure che abbasserebbero sensibilmente il rapporto tra prezzo dell’elettricità e del gas, migliorando la convenienza delle pompe di calore senza intervenire sulla tecnologia. Un caso emblematico è quello dei Paesi Bassi, che hanno adottato meccanismi di contenimento dei prezzi elettrici finanziati attraverso il bilancio pubblico. Questa scelta ha portato il rapporto tra elettricità e gas a uno dei livelli più bassi in Europa e ha favorito una diffusione delle pompe di calore nettamente superiore rispetto a Paesi con un differenziale di prezzo più elevato. Tariffe intelligenti e flessibilità come leva aggiuntiva Accanto alla revisione dei costi in bolletta, il report richiama l’attenzione sul ruolo delle tariffe innovative e della flessibilità della domanda. Sistemi tariffari che incentivano i consumi elettrici in determinate fasce orarie o dedicati specificamente al riscaldamento elettrico possono ridurre in modo significativo i costi di esercizio. In alcuni casi, come dimostrano esperienze già attive in diversi mercati europei, l’adozione di tariffe dinamiche consente di avvicinare il costo effettivo dell’elettricità a livelli compatibili con la competitività del riscaldamento elettrico. “L’elettrificazione del calore non è solo una questione tecnologica, ma una scelta di politica energetica e fiscale”, sottolinea il report, evidenziando come le pompe di calore possano diventare uno strumento centrale della transizione solo se inserite in un contesto normativo coerente. Il documento si inserisce nel dibattito più ampio sulle politiche europee per l’energia accessibile e la decarbonizzazione, richiamando la necessità di completare la revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia e di rendere l’elettricità la fonte meno gravata da oneri fiscali. In questa prospettiva, il futuro Piano europeo per l’elettrificazione rappresenta un passaggio chiave per allineare obiettivi climatici, politiche industriali e convenienza economica per i cittadini. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
10/07/2026 Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione A cura di: Raffaella Capritti Il Gas Market Report IEA prevede domanda globale di gas in calo dello 0,5% nel 2026, ...
08/07/2026 HEYSUN 2026, l'hub euro-mediterraneo per la transizione energetica A cura di: Erika Bonelli Dal 30 settembre al 2 ottobre a Catania torna HEYSUN 2026, la fiera della transizione energetica ...
06/07/2026 Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva A cura di: Erika Bonelli Inaugurato in Val di Non Intacture, primo data center europeo in miniera attiva: PUE sotto 1,25 ...
03/07/2026 Qualità dell'aria in Europa: nel 2025 migliora, ma persistono gli episodi critici A cura di: Raffaella Capritti Il report CAMS 2025 conferma il miglioramento della qualità dell'aria in Europa, ma persistono episodi di ...
26/06/2026 Rapporto SDG 7 2026: 655 milioni di persone senza elettricità, progressi diseguali verso l'energia per tutti A cura di: Stefania Manfrin Tracking SDG 7 2026: 655 milioni senza elettricità, rinnovabili in crescita ma efficienza e fondi insufficienti ...
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...