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Indice degli argomenti Toggle Rinnovo dei target per le rinnovabili in Italia: il 39,4% entro il 2030La biomassa e il principio dell’uso a cascataL’idrogeno come vettore energetico: focus sul 2030Obblighi edilizi e rinnovabili: nuove regole per gli edificiI commenti delle Associazioni Il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, sancisce il recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413, conosciuta come RED III, che aggiorna le politiche europee in materia di energie rinnovabili. La direttiva introduce misure ambiziose per accelerare la transizione energetica, incrementare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. In Italia, il decreto introduce misure per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi europei di transizione energetica, inclusi target più stringenti per l’uso delle energie rinnovabili entro il 2030. Il provvedimento coinvolge vari settori, tra cui l’edilizia, l’industria, le biomasse, l’idrogeno e le infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, definendo gli obblighi di integrazione di energia rinnovabile termica (OIERT) e nuove normative per la promozione delle fonti rinnovabili. Il decreto sarà operativo dal 4 febbraio. Rinnovo dei target per le rinnovabili in Italia: il 39,4% entro il 2030 Il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026 modifica i principali obiettivi energetici nazionali per il 2030, fissando al 39,4% la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto ai precedenti target stabiliti dal D.Lgs. 199/2021 (che recepiva la RED II). Questi nuovi target rafforzano l’impegno dell’Italia nella lotta contro il cambiamento climatico e il raggiungimento degli obiettivi europei, in particolare per quanto riguarda la decarbonizzazione e la sostenibilità. Obiettivo rinnovabili negli edifici: Entro il 2030, si prevede che almeno il 40,1% dell’energia consumata negli edifici provenga da fonti rinnovabili, inclusa quella immessa nella rete. Settore industriale: Il Decreto stabilisce due obiettivi distinti per l’industria, il primo relativo a un aumento annuale di 1,6 punti percentuali nella quota di energie rinnovabili utilizzate (sia per scopi energetici che non) durante i periodi 2021-2025 e 2026-2030. Il secondo riguarda il raggiungimento di almeno 42% di combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) nell’idrogeno utilizzato per il settore industriale, con l’ambizione di arrivare al 60% entro il 2035. La biomassa e il principio dell’uso a cascata Un aspetto importante del decreto riguarda la gestione delle biomasse. Con l’introduzione del principio dell’uso a cascata, l’Italia dà priorità al riutilizzo e al riciclo del legno e dei suoi derivati, limitando l’uso energetico della biomassa solo quando non esistono alternative. Questo approccio mira a ridurre l’impatto ambientale della biomassa, favorendo applicazioni a più alto valore aggiunto, come la produzione di prodotti a base di legno e il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti esistenti. Stop agli incentivi per la biomassa forestale: Non saranno concessi incentivi per impianti a biomassa forestale destinati esclusivamente alla produzione di energia elettrica, tranne che in zone di transizione giusta o nel caso in cui siano utilizzati sistemi di cattura e stoccaggio della CO2. Sostenibilità delle biomasse: Viene stabilito un divieto di approvvigionamento da foreste primarie e terreni ad alta biodiversità, imponendo che l’uso della biomassa per la produzione di energia rispetti rigorosi criteri di riduzione delle emissioni di gas serra. Per gli impianti con una potenza superiore a 10 MW, la riduzione dovrà essere del 70% fino al 2029 e dell’80% dal 2030. Per gli impianti sotto i 10 MW, la riduzione sarà del 70% nei primi 15 anni di attività e dell’80% successivamente. L’idrogeno come vettore energetico: focus sul 2030 Nel settore dei trasporti e dell’industria, il Decreto Legislativo dà un forte impulso all’uso dell’idrogeno verde come vettore energetico. Entro il 2030, il settore dei trasporti dovrà raggiungere una quota di 29% di rinnovabili, con almeno 1% coperto da idrogeno verde. Questo segna un chiaro impegno per promuovere l’adozione dell’idrogeno rinnovabile, un obiettivo fondamentale per ridurre le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti, ancora altamente dipendente dai combustibili fossili. In industria, l’idrogeno avrà un ruolo ancor più rilevante, con il decreto che impone che almeno 42% dell’idrogeno utilizzato a fini energetici provenga da fonti rinnovabili entro il 2030, con un’ulteriore crescita prevista fino al 60% nel 2035. Obblighi edilizi e rinnovabili: nuove regole per gli edifici Il capitolo relativo agli edifici è uno degli aspetti più significativi del Decreto Legislativo. Per la nuova costruzione e le ristrutturazioni importanti, il decreto stabilisce che le fonti rinnovabili dovranno coprire almeno il 60% dei consumi per acqua calda sanitaria e per il totale dei consumi energetici (compresi riscaldamento e climatizzazione). Le ristrutturazioni minori sono soggette a obblighi inferiori, ma comunque rilevanti: Edifici di nuova costruzione: Obbligo del 60% di copertura da fonti rinnovabili per l’acqua calda sanitaria e per il totale dei consumi (climatizzazione e acqua calda). Ristrutturazioni importanti: Obbligo del 40% per l’acqua calda sanitaria e per la somma dei consumi totali. Edifici esistenti con ristrutturazioni minori: Obbligo del 15% di copertura da fonti rinnovabili per i consumi di climatizzazione. Inoltre, il decreto stabilisce l’obbligo di aggiornamento quinquennale degli obblighi edilizi per garantire che siano sempre in linea con le evoluzioni tecnologiche. I commenti delle Associazioni ASSISTAL, l’Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e dei Servizi di Efficienza Energetica, esprime soddisfazione per l’inclusione delle proprie proposte nel decreto. In particolare, il decreto prevede salvaguardie per i contratti già esistenti, evitando che gli obblighi OIERT vengano applicati retroattivamente. Questa misura tutela la stabilità giuridica e la sostenibilità economica dei contratti di fornitura e gestione energetica già attivi, proteggendo le imprese da eventuali impatti negativi. Inoltre, l’applicazione graduale degli obblighi è una delle principali modifiche introdotte, consentendo alle imprese di pianificare gli investimenti necessari per l’adattamento tecnologico senza impatti immediati sui costi. Un approccio ritenuto essenziale per garantire che la transizione energetica avvenga in modo sostenibile e che le imprese possano affrontare le sfide senza compromettere la loro competitività. «Il legislatore ha riconosciuto l’importanza di rendere gli obblighi OIERT attuabili in modo concreto», commenta Roberto Rossi, presidente di ASSISTAL. «Le nuove regole devono essere certe e proporzionate, per evitare di ostacolare gli investimenti e l’innovazione nel settore». Alberto Dossi, Presidente di H2IT, esprime soddisfazione per il recepimento della RED III in Italia, sottolineando che l’idrogeno rinnovabile diventa un pilastro della strategia di decarbonizzazione nazionale. Il decreto fornisce certezza regolatoria per il settore e tutela gli investimenti già avviati, incluso quelli del PNRR. Dossi evidenzia l’importanza del dialogo tra industria e Governo, che ha reso possibile questo risultato, fondamentale per rafforzare la competitività delle imprese italiane e raggiungere gli obiettivi europei di sostenibilità. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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