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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti Toggle Disboscamento illegale, il terzo crimine più redditizio al mondoI danni causati dal disboscamento e dal traffico di legname illegaleFAQ disboscamento illegaleChe cos’è l’EUDR e come potrebbe ridurre il commercio di legname illegale? Che differenza c’è tra EUTR ed EUDR?Perché è stata rimandata (ancora) l’attuazione del Regolamento? Il traffico di legname illegale non si ferma. Una delle più recenti operazioni criminali è avvenuta nello Stato brasiliano del Parà, la cui capitale Belém ha ospitato la COP30, Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. In un’area incontaminata nel territorio indigeno Munduruku, l’Environmental Investigation Agency ha scoperto e documentato tre siti di disboscamento con prove di riciclaggio o raccolta illegale di oltre 25mila metri cubi di legname. Quel legname è giunto poi negli Stati Uniti e in vari Paesi dell’Unione Europea. Inoltre, ha scoperto che un importatore statunitense avrebbe fornito prodotti realizzati con la stessa specie legnosa a clienti di lusso – il report cita, tra questi, due grosse catene alberghiere. Già il precedente rapporto dell’EIA uscito ad aprile 2025 aveva rivelato come 53mila m³ di legname in Pará – sufficienti per riempire 1.828 container – provenissero da cinque siti di taglio. Da qui è poi entrato nelle catene di approvvigionamento di 19 segherie, 16 esportatori e trenta importatori UE e statunitensi. La più recente scoperta, documentata dalla stessa EIA ha scoperto una massiccia operazione di disboscamento illegale nel territorio indigeno Munduruku in Pará. Le immagini satellitari ad alta risoluzione mostrano circa 1.200 m³ di tronchi accatastati. L’indagine rivela come questo tipo di legname sia “legalizzato”, documentando tre siti di disboscamento autorizzati in Pará con prove di riciclaggio o raccolta illegale di oltre 25mila m³ di legname, ovvero circa 830 container. Combinando i risultati del precedente rapporto dell’EIA, il volume totale di legname contaminato identificato supera i 78mila metri cubi. Disboscamento illegale, il terzo crimine più redditizio al mondo Il disboscamento illegale è il più redditizio crimine contro le risorse naturali del pianeta e il terzo crimine più profittevole dopo la contraffazione e il traffico di droga, secondo la US Customs and Border Protection. Il giro d’affari di questa pratica che comprende anche il traffico di legname illegale varia da 52 miliardi a 157 miliardi di dollari (Fonte: Global Financial Integrity). La massiccia operazione di disboscamento criminale avvenuta nel territorio indigeno Munduruku in Pará è solo uno degli esempi più recenti. Con circa 5mila ettari di foresta incontaminata (pari a 7.000 campi da calcio) accessibili tramite 60 km di strade. L’indagine rivela come questo tipo di legname sia “legalizzato”. Nei tre siti citati sono state documentate azioni di riciclaggio o raccolta illegale di oltre 25mila m³ di legname, ovvero circa 830 container. Un’intera filiera, comprensiva di 11 segherie che hanno preparato il legname per otto esportatori – molti dei quali multati e denunciati – mostrano un modello di business “ad alto rischio di illegalità”, segnala EIA. Gli esportatori hanno poi venduto prodotti a 11 importatori negli Stati Uniti, in Portogallo, Francia e Germania, molti dei quali denunciati anche nella precedente indagine dell’EIA, “con solide prove che suggeriscono violazioni dei divieti dell’EUTR e del Lacey Act sull’importazione di legname illegale, nonché degli obblighi di entrambe le leggi che impongono agli importatori di verificarne l’origine legale”. I danni causati dal disboscamento e dal traffico di legname illegale Il disboscamento illegale devasta le foreste, viola i diritti delle popolazioni indigene, devasta gli ecosistemi e alimenta la criminalità organizzata, erodendo al contempo lo stato di diritto. Il Brasile, quarto fornitore mondiale di legname tropicale, esporta enormi quantità di legname amazzonico, principalmente negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. “Eppure, cosa allarmante, si ritiene che il 35% del legname raccolto in Amazzonia sia illegale – probabilmente un eufemismo”, sottolinea l’Agenzia investigativa ambientale. Solo nello stato del Pará, una stima prudente suggerisce che l’estensione del disboscamento illegale copra quasi la metà dell’area totale soggetta a disboscamento. Proprio nei giorni della COP30 si ricorda che gli indigeni Munduruku del Pará (dove è avvenuto il disboscamento) hanno protestato contro il governo brasiliano per la mancata consultazione su grandi progetti infrastrutturali. Il disboscamento e la compravendita di legname illegale è un problema che li riguarda direttamente. La domanda è: USA e UE non possono inasprire le condizioni per ridurre sensibilmente l’acquisto di legname prodotto in maniera criminale? L’indagine sottolinea l’urgenza di attuare pienamente l’EUDR, dimostrando perché i requisiti di due diligence e il regime di applicazione più rigorosi previsti dalla legge siano necessari per impedire l’ingresso nel mercato UE di legname illegale, come quello identificato dalle indagini dell’EIA. Tuttavia, lo scorso dicembre, il Parlamento UE ha deciso di rinviarne l’adozione di 12 mesi (doveva entrare in atto alla fine del 2025) e ha introdotto modifiche accolte con pareri discordi. FAQ disboscamento illegale Che cos’è l’EUDR e come potrebbe ridurre il commercio di legname illegale? L’EU Deforestation Regulation – regolamento (UE) 2023/1115 del Parlamento e del Consiglio europeo – è stato adottato per ridurre la deforestazione e il degrado forestale. Stabilisce norme relative all’immissione e alla messa a disposizione sul mercato dell’Unione nonché all’esportazione dall’Unione di prodotti interessati. In particolare, l’EUDR mira a garantire che tali materie prime e prodotti interessati siano immessi o messi a disposizione sul mercato dell’Unione o esportati solo se sono a deforestazione zero, sono stati prodotti conformemente alla legislazione pertinente del paese di produzione e sono oggetto di una dichiarazione di dovuta diligenza. Che differenza c’è tra EUTR ed EUDR? L’EUTR (European Union Timber Regulation) è il regolamento UE sul legname illegale sostituito dall’EUDR, nuovo e più ampio regolamento che lo sostituisce, estendendo la lotta alla deforestazione a prodotti coinvolti. Perché è stata rimandata (ancora) l’attuazione del Regolamento? Già nel 2024 era stata rimandata l’attuazione dell’EUDR di un anno. Nella votazione di posticipo e di semplificazione normativa, votata a dicembre 2025 a larga maggioranza al Parlamento Europeo (402 voti a favore, 250 voti contrari, 8 astensioni), c’è stato “un ampio sostegno alla necessità di ridurre gli oneri amministrativi e garantire un’applicazione più realistica ed efficace del Regolamento sulla deforestazione”, rileva Confindustria. C’è chi, però, è critico sulle ultime decisioni UE prese a proposito del regolamento. Hugo Schally, l’autore originale della legge, oggi ritirato dalla Commissione europea , ha dichiarato al Guardian di ritenere che la legge sia stata “svuotata” dall’eliminazione degli obblighi per i commercianti a valle di verificare l’origine di materie prime come olio di palma, soia, legno, carne di manzo, gomma, cacao e caffè. Ha affermato: «Ora ci saranno meno attori con obblighi diretti, meno punti dati lungo la catena del valore e dati di origine meno precisi, il che renderà più difficili l’applicazione e l’eventuale azione penale». Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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