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Rinnovabili 24/7: IRENA misura il costo dell’energia pulita programmabile

Il nuovo report IRENA analizza l’economia delle rinnovabili 24/7 e introduce il firm LCOE come parametro per misurare il costo dell’energia solare ed eolica resa più stabile grazie a BESS, sovradimensionamento e configurazioni ibride. Il documento evidenzia il ruolo crescente di fotovoltaico, eolico e storage per industria, data center e sicurezza energetica, ma chiarisce anche che la continuità della fornitura richiede un approccio di sistema, basato su reti, flessibilità, interconnessioni e accumuli di diversa durata.

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Rinnovabili 24/7: il report IRENA misura il costo dell’energia pulita sempre disponibile

Fotovoltaico ed eolico sono ormai tra le fonti più competitive per la nuova generazione elettrica, ma la transizione energetica sta entrando in una fase più complessa: non basta produrre energia pulita a basso costo, serve renderla disponibile nel momento in cui viene richiesta dal sistema, dalle imprese e dai grandi consumatori elettrici.

A questo tema è dedicato il report IRENA 2026 “24/7 Renewables: The economics of firm solar and wind”, che analizza l’economia delle rinnovabili “firm”: non solo il costo di produzione dell’energia da sole e vento, ma anche gli investimenti necessari per renderla più continua, programmabile e affidabile attraverso accumuli, sovradimensionamento degli impianti e configurazioni ibride.

Secondo l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili variabili sposta il baricentro del dibattito verso adeguatezza, flessibilità e sicurezza del sistema elettrico.

Il report introduce l’indicatore “firm levelised cost of electricity“, o F-LCOE. A differenza del LCOE tradizionale, che misura il costo medio dell’energia prodotta da un impianto lungo la sua vita utile, il firm LCOE incorpora anche il costo aggiuntivo necessario per rendere quella produzione più stabile. Tale costo è il firming premium, generato dall’impiego di sistemi di accumulo BESS, dal sovradimensionamento dell’impianto e dall’eventuale integrazione di più tecnologie rinnovabili.

Dal report emerge che nei siti caratterizzati da forte irraggiamento solare, buona ventosità e profili di generazione relativamente stabili, configurazioni ibride con fotovoltaico, eolico onshore e batterie possono già fornire elettricità rinnovabile 24/7 a costi competitivi rispetto alla nuova generazione fossile. IRENA precisa anche che l’affidabilità di un sistema elettrico resta il risultato di un portafoglio di soluzioni, che comprende storage, reti, interconnessioni, generazione dispacciabile rinnovabile, flessibilità della domanda e gestione intelligente dei carichi.

Dal LCOE al firm LCOE: perché cambia il modo di valutare le rinnovabili

Per oltre un decennio il LCOE ha rappresentato uno degli indicatori più utilizzati per confrontare le tecnologie di generazione elettrica. Il parametro resta utile, ma mostra un limite evidente quando viene applicato a sistemi elettrici con quote crescenti di rinnovabili variabili: misura il costo dell’energia prodotta, non il costo dell’energia disponibile in modo continuativo.

IRENA sottolinea che nel 2024 l’eolico onshore utility scale ha registrato il LCOE medio globale più basso, pari a 35 USD/MWh, seguito dal fotovoltaico utility scale con 44 USD/MWh e dall’idroelettrico con 58 USD/MWh. Sempre secondo il report, il 91% della nuova capacità rinnovabile entrata in esercizio nel 2024 ha prodotto energia a un costo inferiore rispetto all’alternativa fossile più economica. Nel 2025, inoltre, i costi medi globali di fotovoltaico utility-scale con strutture fisse ed eolico onshore si sono ulteriormente avvicinati, attestandosi intorno a 40 USD/MWh.

Questo dato conferma la maturità economica delle rinnovabili, ma non esaurisce il tema. Quando la produzione solare raggiunge il picco nelle ore centrali della giornata, oppure quando il vento è abbondante in fasce orarie a bassa domanda, i prezzi all’ingrosso possono scendere molto, fino a diventare nulli o negativi in alcuni mercati. Il risultato è una riduzione del capture rate, cioè del ricavo medio ottenuto dagli impianti rispetto al prezzo medio di mercato. Per i progetti standalone, questo fenomeno può comprimere i margini e rendere più difficile la bancabilità degli investimenti.

È qui che le configurazioni ibride diventano particolarmente interessanti. Abbinare un impianto fotovoltaico o eolico a un sistema di accumulo BESS permette di conservare l’energia prodotta nelle ore di maggiore disponibilità e utilizzarla quando la domanda è più alta o i prezzi sono più favorevoli. In questo modo si riducono gli sprechi di energia, si sfrutta meglio la connessione alla rete, si rende la produzione rinnovabile più vicina alle esigenze reali dei consumatori e lo storage diventa una componente capace di aumentare il valore economico dell’energia prodotta.

Il firming premium: quanto costa rendere stabile l’energia rinnovabile

Il firm LCOE proposto da IRENA parte dal LCOE tradizionale e aggiunge il cosiddetto firming premium, cioè il costo necessario per rendere più stabile e continua la produzione rinnovabile. In pratica, il report misura quanto costa trasformare l’energia variabile prodotta da un impianto fotovoltaico o eolico in una fornitura più regolare, grazie all’integrazione di batterie, capacità aggiuntiva e tecnologie rinnovabili complementari.

Si tratta di un modello utile per confrontare siti, tecnologie e mercati diversi, non di una rappresentazione esatta del funzionamento reale delle reti elettriche. IRENA considera infatti una domanda costante per tutte le 8.760 ore dell’anno, così da valutare quanto costerebbe garantire una fornitura rinnovabile stabile a grandi consumatori come data center, industrie avanzate, impianti per la produzione di idrogeno rinnovabile e grandi aziende che acquistano energia tramite contratti PPA.

Il dato più interessante riguarda la riduzione dei costi. Secondo IRENA, nei siti con forte irraggiamento solare e buone condizioni di produzione, il firm LCOE delle configurazioni fotovoltaico abbinato a batterie è sceso da oltre 100 USD/MWh nel 2020 a circa 54-82 USD/MWh nel 2025. Il report prevede ulteriori riduzioni: circa il 30% entro il 2030 e circa il 40% entro il 2035, con valori sotto i 50 USD/MWh nei siti più performanti.

Questa tendenza è legata al calo dei costi delle tecnologie. Tra il 2010 e il 2024, i costi del fotovoltaico sono diminuiti dell’87%, arrivando a 708 USD/kW; quelli dell’eolico onshore sono scesi del 55%, fino a 1.066 USD/kW; mentre i BESS hanno registrato la riduzione più marcata, pari al 93%, passando da 2.634 USD/kWh nel 2010 a 197 USD/kWh nel 2024.

Rinnovabili 24/7: costi in calo per fotovoltaico, eolico e BESS

Indicatore dal report IRENA 2026 Valore / evidenza Significato per il mercato
Riduzione dei costi del fotovoltaico tra 2010 e 2024 -87%, fino a 708 USD/kW Il solare conferma il proprio ruolo tra le tecnologie più competitive per nuova capacità elettrica utility scale.
Riduzione dei costi dell’eolico onshore tra 2010 e 2024 -55%, fino a 1.066 USD/kW L’eolico mantiene un ruolo strategico, soprattutto nei corridoi caratterizzati da risorsa stabile e persistente.
Riduzione dei costi dei BESS tra 2010 e 2024 -93%, da 2.634 a 197 USD/kWh Lo storage diventa un abilitatore economico della fornitura rinnovabile 24/7 e della gestione della flessibilità.
Firm LCOE del fotovoltaico con batterie nel 2025 Circa 54-82 USD/MWh nei siti favorevoli Le configurazioni rinnovabili con accumulo entrano nell’area di competitività con la nuova generazione fossile in diverse aree con risorsa favorevole.
Proiezione del firm LCOE al 2035 Sotto 50 USD/MWh nei siti migliori La riduzione dei costi potrebbe rafforzare il ruolo di fotovoltaico, eolico e storage per industria, data center e grandi carichi elettrici.

Fotovoltaico, eolico e BESS: una nuova classe di asset per i grandi consumatori

Il report descrive le configurazioni ibride fotovoltaico + eolico + BESS come sistemi in forte crescita che permettono di rendere la produzione rinnovabile più stabile e di rispondere alla domanda di elettricità continua da parte di data center, infrastrutture digitali, industria avanzata e impianti per la produzione di idrogeno rinnovabile.

Per questi consumatori non conta solo acquistare energia pulita, ma poter contare su una fornitura prevedibile, disponibile per molte ore e meno esposta alla volatilità dei mercati fossili. Una volta realizzato l’impianto, infatti, il costo dell’energia rinnovabile dipende soprattutto dalla tecnologia installata, dal capitale investito e dalla gestione dell’asset, non dal prezzo internazionale di gas, carbone o petrolio.

Un esempio citato da IRENA è la centrale solare Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, che combina 5,2 GW di fotovoltaico e 19 GWh di batterie per fornire 1 GW continuo di elettricità pulita, con un costo stimato di circa 70 USD/MWh. È un progetto significativo perché mostra come un sistema rinnovabile ibrido possa raggiungere una scala paragonabile a quella di una grande centrale convenzionale.

Il report segnala inoltre che negli Stati Uniti il solare utility scale abbinato allo storage sta diventando una configurazione sempre più comune, mentre in India le aste per energia rinnovabile round-the-clock richiedono agli sviluppatori di garantire livelli minimi di disponibilità attraverso portafogli combinati di solare, eolico e accumulo.

Perché combinare solare ed eolico riduce i costi

Un aspetto importante del report riguarda la complementarità tra fotovoltaico ed eolico. Il solare ha un profilo giornaliero relativamente prevedibile: produce soprattutto durante le ore di luce e richiede batterie per utilizzare parte dell’energia la sera e la notte. L’eolico, invece, può avere periodi di bassa produzione più lunghi, anche per diversi giorni, e questo rende più costoso garantirne la continuità solo con batterie.

Per questo, secondo IRENA, la soluzione più efficiente non è rendere “firm” ogni singola tecnologia, ma costruire portafogli rinnovabili diversificati. Solare ed eolico possono compensarsi: quando una fonte produce meno, l’altra può contribuire a ridurre il deficit. Nel caso analizzato in Namibia, ad esempio, l’aggiunta di una componente solare a una configurazione eolico + BESS riduce il firm LCOE, con un target di affidabilità del 95%, da 95 USD/MWh a 60 USD/MWh.

Questo significa che la competitività delle rinnovabili 24/7 dipenderà sempre più dalla qualità della progettazione: scelta dei siti, mix tecnologico, dimensionamento dello storage, profilo dei consumi e regole di mercato. Nei contesti meno favorevoli potranno invece assumere un ruolo maggiore altre soluzioni, come accumuli di lunga durata, idroelettrico, bioenergia, geotermia, CSP e interconnessioni tra Paesi.

Dalle Garanzie di Origine orarie al GHG Protocol

La crescita delle rinnovabili 24/7 è legata anche all’evoluzione degli strumenti di certificazione dell’energia pulita. Finora molte imprese hanno compensato i propri consumi acquistando energia rinnovabile su base annua. Questo sistema, però, non garantisce che l’energia pulita venga prodotta nello stesso momento e nello stesso luogo in cui viene consumata.

Per questo sta assumendo importanza l’hourly matching, cioè la corrispondenza oraria tra energia consumata ed energia rinnovabile prodotta. In Europa questo principio è già presente nelle regole per l’idrogeno rinnovabile e si collega allo sviluppo delle Garanzie di Origine orarie e dei Granular Certificates, strumenti pensati per rendere più precisa la tracciabilità dell’energia pulita.

Anche la revisione del GHG Protocol Scope 2 Guidance va nella stessa direzione, perché punta a rendere più rigorose le dichiarazioni emissive delle imprese. Per i grandi consumatori elettrici, questo potrebbe rendere sempre più importante non solo acquistare energia rinnovabile, ma dimostrare che quella energia è disponibile nelle ore effettive di consumo.

In Europa il tema si intreccia anche con l’aumento delle ore a prezzo zero o negativo nei mercati con molta produzione solare. Gli impianti fotovoltaici standalone rischiano di vendere energia proprio quando il valore di mercato è più basso, mentre gli asset ibridi con storage possono spostare la produzione verso ore più remunerative. Per questo, secondo IRENA, storage e configurazioni ibride stanno diventando sempre più rilevanti anche per la stabilità dei ricavi e la bancabilità dei progetti.

FAQ sulle rinnovabili 24/7 e sul report IRENA

Che cosa sono le rinnovabili 24/7?

Le rinnovabili 24/7 sono configurazioni di generazione pulita progettate per fornire energia in modo più continuo e affidabile su base oraria. Non si tratta semplicemente di installare fotovoltaico o eolico, ma di integrare queste fonti con accumuli, sovradimensionamento, complementarità tra tecnologie, reti e flessibilità della domanda. Nel report IRENA, il concetto viene analizzato soprattutto a livello di asset, attraverso configurazioni con solare, eolico onshore e BESS.

Che cos’è il firm LCOE?

Il firm LCOE, o F-LCOE, è un indicatore che misura il costo dell’energia rinnovabile resa più stabile e disponibile rispetto a un determinato livello di affidabilità. A differenza del LCOE tradizionale, include anche il firming premium, cioè il costo aggiuntivo di batterie, capacità rinnovabile extra e tecnologie complementari necessarie per trasformare una produzione variabile in una fornitura più continua.

Perché le batterie sono così importanti per le rinnovabili 24/7?

I BESS consentono di accumulare energia prodotta nelle ore di maggiore generazione e rilasciarla quando la domanda aumenta o la produzione rinnovabile diminuisce. Sono particolarmente efficaci per lo spostamento giornaliero dell’energia solare, ma da soli non risolvono tutti i problemi di continuità, soprattutto in presenza di eventi di bassa generazione che durano più giorni. Per questo IRENA evidenzia la necessità di portafogli ibridi, accumuli di lunga durata e soluzioni di sistema.

Le rinnovabili 24/7 possono competere con gas e carbone?

Secondo IRENA, nei siti con forte irraggiamento solare, buona ventosità e profili di generazione stabili, configurazioni ottimizzate con fotovoltaico, eolico e BESS possono già raggiungere costi competitivi rispetto alla nuova generazione fossile. Il report indica che il firm LCOE del solare con batterie è sceso a circa 54-82 USD/MWh nel 2025 in molte aree favorevoli, con ulteriori riduzioni attese al 2030 e al 2035.

Le rinnovabili 24/7 sono la soluzione per tutti i sistemi elettrici?

No. IRENA chiarisce che la fornitura continua a livello di singolo impianto non deve essere considerata un obiettivo universale. L’affidabilità del sistema elettrico dipende da un insieme di risorse: accumuli, reti, interconnessioni, domanda flessibile, generazione rinnovabile dispacciabile e gestione digitale. Le configurazioni 24/7 sono particolarmente rilevanti per grandi consumatori, contesti con vincoli di rete, sistemi isolati o mercati in cui la qualità temporale dell’energia pulita assume crescente valore economico e regolatorio.

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