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Fondo idrico, aperto il bando SFNIISSI per nuovi investimenti nelle infrastrutture idriche

Il MIT ha pubblicato l’Avviso del Fondo idrico SFNIISSI: un miliardo di euro per cofinanziare infrastrutture idriche, ridurre le perdite, aumentare la resilienza delle reti e migliorare la bancabilità degli investimenti.

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Fondo idrico, aperto il bando SFNIISSI per nuovi investimenti nelle infrastrutture idriche

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una nuova fase di investimento nel settore idrico nazionale con la pubblicazione dell’Avviso pubblico per la presentazione delle domande di sovvenzione a valere sullo SFNIISSI, lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico.

La misura rientra nel PNRR, Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 4 “Tutela del territorio e della risorsa idrica”, Investimento 4.5, dedicato al regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche. Il MIT ha presentato il bando come un intervento orientato a rafforzare sicurezza ed efficienza della rete idrica nazionale, ridurre le perdite e accelerare la modernizzazione delle infrastrutture.

Il tema si inserisce in un quadro nazionale in cui la gestione della risorsa acqua resta una priorità tecnica, ambientale e infrastrutturale. Secondo l’Istat, nel 2024 in Italia sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile, il livello più basso degli ultimi 25 anni, ma il Paese resta da oltre vent’anni il primo nell’UE per prelievi di acqua dolce a uso potabile. Sempre l’Istat segnala che nel 2025 2,7 milioni di famiglie hanno dichiarato irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nell’abitazione, pari al 10,2% del totale.

Fondo idrico SFNIISSI: cosa finanzia il nuovo bando PNRR

Il Fondo SFNIISSI nasce per sostenere investimenti infrastrutturali nel settore della gestione delle risorse idriche, con l’obiettivo di colmare il divario di redditività dei progetti e coprire il deficit di finanziamento che può limitarne la bancabilità. Il contributo pubblico a fondo perduto serve dunque a rendere finanziariamente sostenibili interventi che, senza sovvenzione, potrebbero non risultare idonei al finanziamento bancario, pur avendo un interesse pubblico rilevante.

Fondo idrico SFNIISSI: cosa finanzia il nuovo bando PNRR

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 1 miliardo di euro, a valere sulle risorse assegnate all’Investimento M2C4-I4.5 del PNRR dal Fondo Next Generation EU-Italia. Il bando prevede inoltre una riserva di almeno il 40% delle risorse per le Regioni del Mezzogiorno, individuate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per la Linea di intervento 2, relativa agli interventi dell’Allegato IV del DL 77/2021, le risorse massime disponibili sono pari a 300 milioni di euro.

Gli interventi ammissibili sono ricondotti a due grandi finalità:

  • l’efficientamento dell’uso della risorsa idrica, l’adeguamento e il mantenimento della sicurezza delle opere strutturali e l’aumento della resilienza delle infrastrutture;
  • la riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione.

Rientrano nel perimetro dello strumento gli interventi dell’Allegato 1 al DPCM 17 ottobre 2024, quindi inclusi nel PNIISSI, e gli interventi del settore idrico previsti dall’Allegato IV del DL 77/2021.

Sul piano tecnico, il riferimento alla digitalizzazione delle reti apre spazio a interventi di monitoraggio avanzato, sensoristica, distrettualizzazione, sistemi SCADA, pressure management, modellazione idraulica, smart metering e piattaforme di leak detection. Oltre a sostituire condotte o adeguare opere, l’obiettivo è costruire un’infrastruttura idrica più misurabile, controllabile e resiliente, capace di rispondere meglio agli effetti della scarsità idrica e degli eventi climatici estremi.

L’Avviso stabilisce anche alcune esclusioni. Non sono ammessi, tra gli altri, gli investimenti che comportano la costruzione di nuove dighe e quelli che rientrano nell’ambito dell’articolo 4, paragrafo 7, della Direttiva 2000/60/CE, oltre agli investimenti non conformi al principio DNSH, “Do No Significant Harm. Gli interventi devono inoltre essere coerenti con il tagging climatico previsto dal Regolamento RRF e con il codice di intervento relativo alla gestione e conservazione delle risorse idriche.

Domande, beneficiari e criteri di accesso al Fondo idrico

Possono presentare domanda le imprese e i soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe nel campo della gestione delle risorse idriche, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, purché rispettino i requisiti indicati nell’Avviso. Tra le condizioni previste figurano la regolare costituzione e iscrizione al Registro delle imprese, la piena operatività giuridica, la regolarità contributiva, la titolarità della concessione di derivazione idrica o dell’utenza di prelievo formalmente riconosciuta e l’accreditamento come gestore del servizio idrico integrato presso l’anagrafica ARERA.

Per gli interventi dell’Allegato IV al DL 77/2021 possono essere ammessi anche enti pubblici non economici, a condizione che garantiscano un cronoprogramma coerente di affidamento, realizzazione, messa in esercizio e gestione dell’infrastruttura.

Le domande possono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma SFNIISSI predisposta e gestita da Invitalia, in qualità di Implementing Partner. La fase di accreditamento dei soggetti proponenti è attiva dal 29 aprile 2026, mentre le domande possono essere trasmesse dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 alle ore 12:00 del 28 maggio 2026. Invitalia precisa che la misura è attiva e che le modalità di presentazione sono definite nell’Avviso pubblico.

Contributi fino al 90% e obbligo di cofinanziamento

Le sovvenzioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto. L’intensità massima può arrivare al 90% per gli interventi di efficientamento dell’uso della risorsa idrica, sicurezza strutturale e resilienza delle infrastrutture, e all’85% per gli interventi finalizzati alla riduzione delle perdite nelle reti tramite digitalizzazione. Il proponente deve comunque garantire una quota minima di cofinanziamento con risorse proprie: almeno il 10% nel primo caso e almeno il 15% nel secondo. Per la Linea di intervento 1, il contributo non può superare il limite massimo di 100 milioni di euro per domanda.

Per essere ammissibili, gli interventi devono dimostrare sostenibilità economico-finanziaria attraverso il PEF Intervento, essere coerenti con la pianificazione d’ambito e sovraordinata del servizio idrico integrato, disporre almeno del DOCFAP ed essere dotati di CUP. Devono inoltre essere ultimati e aver conseguito il collaudo tecnico-amministrativo entro il 30 giugno 2031.

La procedura è valutativa e prevede la formazione di una graduatoria. Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti e tiene conto del livello di priorità e strategicità dell’intervento, della maturità progettuale, della complementarità con altri investimenti PNRR del settore idrico, della percentuale di cofinanziamento e delle eventuali forme di aggregazione tra proponenti.

Perché il bando interessa la filiera delle costruzioni e dell’ingegneria

Per la filiera tecnica delle costruzioni, dell’ingegneria idraulica e della digitalizzazione infrastrutturale, il Fondo idrico è interessante perché concentra risorse su opere ad alta complessità: reti, adduttrici, schemi idrici, sistemi di monitoraggio, interventi di resilienza e infrastrutture a servizio del ciclo idrico. La progettazione dovrà integrare dimensione tecnica, sostenibilità finanziaria, rispetto dei principi PNRR, coerenza con la regolazione ARERA e capacità di rendicontazione.

Il bando introduce inoltre un’impostazione fortemente orientata alla bancabilità. Il PEF Intervento è uno strumento di verifica della redditività e della sostenibilità finanziaria dell’opera. In fase di richiesta dell’anticipazione o della prima richiesta di rimborso, il beneficiario dovrà presentare l’asseverazione del PEF da parte di soggetti abilitati, tra cui istituti di credito, intermediari finanziari, società di revisione o revisori legali. Le sovvenzioni saranno erogate in non più di cinque tranche, con ultima quota a saldo non inferiore al 20% del contributo concesso, e sarà possibile richiedere un’anticipazione fino al 30% previa garanzia fideiussoria.

In questo quadro, la qualità della progettazione, la disponibilità di livelli progettuali avanzati, la tracciabilità dei costi e la solidità del cronoprogramma diventano elementi determinanti per l’accesso alle risorse.

FAQ Fondo idrico SFNIISSI

Che cos’è il Fondo idrico SFNIISSI?

Il Fondo idrico SFNIISSI è lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. È previsto nell’ambito del PNRR M2C4-I4.5 e finanzia, tramite contributi a fondo perduto, interventi infrastrutturali destinati a migliorare gestione, sicurezza, efficienza e resilienza delle risorse idriche.

Quanto vale il bando Fondo idrico 2026?

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 1 miliardo di euro, comprensiva degli oneri di gestione dello strumento. Almeno il 40% delle risorse allocabili territorialmente è riservato alle Regioni del Mezzogiorno.

Quali interventi finanzia il Fondo idrico?

Il bando finanzia interventi di efficientamento dell’uso della risorsa idrica, adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali, maggiore resilienza delle infrastrutture e riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione. Sono ammissibili gli interventi PNIISSI e quelli del settore idrico ricompresi nell’Allegato IV del DL 77/2021, se conformi ai requisiti dell’Avviso.

Chi può presentare domanda per il Fondo idrico?

Possono presentare domanda imprese e soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe nella gestione delle risorse idriche, di qualsiasi dimensione e operanti sul territorio nazionale, purché rispettino i requisiti soggettivi previsti dall’Avviso. Per alcune opere dell’Allegato IV del DL 77/2021 sono ammessi anche enti pubblici non economici, se in grado di garantire un cronoprogramma coerente.

Quando scade il bando Fondo idrico SFNIISSI?

Le domande possono essere presentate online tramite la piattaforma SFNIISSI dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 alle ore 12:00 del 28 maggio 2026. L’accreditamento dei soggetti proponenti è attivo dal 29 aprile 2026.

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