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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Ingegneria naturalistica e gestione delle acqueMonte Stella: un parco con una storia importanteIl valore economico delle Nature-Based Solutions: i dati ISPRA e UNEP Stantec — azienda specializzata nella progettazione sostenibile in ambito ingegneristico, architettonico e ambientale — è stata incaricata da CityLife S.p.A., società del Gruppo Generali, di studiare soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions, NbS) per la riqualificazione dell’area del Parco Monte Stella di Milano, in un progetto che unisce rispetto della storia dell’area, attenzione al paesaggio e resilienza climatica. Le proposte progettuali tengono infatti conto del progetto originale dell’architetto Piero Bottoni e delle indicazioni raccolte attraverso un processo di consultazione pubblica promosso dall’Associazione Monte Stella e patrocinato dal Municipio 8 del Comune di Milano. Dopo decenni di utilizzo intenso e di esposizione agli agenti atmosferici, il parco presenta alcune criticità che richiedono interventi mirati: dai percorsi interni agli arredi urbani, dalle recinzioni alla gestione del verde, fino alle problematiche idrogeologiche ed erosive dei versanti. Il progetto intende affrontare tutto questo senza ricorrere all’ingegneria tradizionale, ma attraverso un approccio nature-based che mette al centro i servizi ecosistemici. Ingegneria naturalistica e gestione delle acque Il cuore tecnico dell’intervento riguarda la regimazione delle acque superficiali. La scelta progettuale esclude le tubazioni convenzionali privilegiando sistemi che rallentano il deflusso idrico attraverso elementi vegetali e strutture drenanti: arbusti, trincee drenanti e strutture sotterranee che favoriscono l’infiltrazione nel suolo. L’obiettivo è aumentare la capacità di ritenzione idrica del parco, riducendo il rischio di erosione e migliorando la risposta del sistema verde agli eventi meteorici intensi, sempre più frequenti nel contesto dell’adattamento climatico urbano. Per il consolidamento dei versanti, il team ha scelto tecniche di bioingegneria: materiali naturali, talee radicate e arbusti che diventano parte integrante del paesaggio. Un approccio che garantisce continuità visiva con il contesto e, nel tempo, un aumento della copertura vegetale stabile. Render progetto di riqualificazione Parco Monte Stella Milano Sul fronte della biodiversità, il progetto prevede l’eliminazione delle specie alloctone e la reintroduzione di specie autoctone, per ripristinare l’ecosistema vegetale e faunistico originario, eroso nel corso degli anni da dinamiche di colonizzazione spontanea non controllata. Gli interventi riguarderanno anche i percorsi interni, gli spazi ricreativi, compreso il parco giochi, e gli arredi, con attenzione a materiali innovativi e sostenibili che garantiscano durabilità nel tempo senza compromettere la coerenza paesaggistica. Il team di progetto è volutamente multidisciplinare: ingegneri idraulici, architetti paesaggisti e urbanisti, agronomi e ingegneri impiantisti lavorano in sinergia con i partner Ogginni e Paisà. «I cambiamenti climatici stanno trasformando il modo in cui progettiamo: come professionisti abbiamo una grande responsabilità nel trovare, o ritrovare, soluzioni di adattamento che rispettino l’ambiente e le persone», afferma Marco Lassini, Industrial Market Leader e Climate Solution Lead for Europe di Stantec. «Al Parco Monte Stella stiamo studiando soluzioni naturali per la gestione delle acque superficiali, con attenzione anche agli altri servizi ecosistemici che possono essere generati, come la biodiversità e gli usi ricreativi.» Monte Stella: un parco con una storia importante Il Parco Monte Stella non è uno spazio verde qualsiasi. Progettato da Piero Bottoni nell’immediato dopoguerra, fu realizzato riutilizzando le macerie degli edifici milanesi distrutti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Quella collina artificiale — chiamata affettuosamente dai milanesi “la montagnetta” — è entrata a far parte dell’identità della città al punto da essere considerata un monumento urbano. Intervenire su Monte Stella significa quindi confrontarsi con una stratificazione storica, simbolica e paesaggistica che richiede una progettazione sensibile e non invasiva. In questo senso, l’approccio nature-based si dimostra coerente non solo con le esigenze tecniche del sito, ma anche con il suo significato culturale: le soluzioni scelte non alterano il profilo del parco né lo snaturano, ma ne rafforzano la capacità di resistere e di evolvere. Il risultato atteso è un parco più sicuro, più fruibile, e più capace di rispondere alle sfide di un clima che cambia, restituendo ai cittadini uno spazio che appartiene alla storia di Milano Il valore economico delle Nature-Based Solutions: i dati ISPRA e UNEP Il progetto Monte Stella si inserisce in un quadro economico e normativo in cui le NbS sono una risposta ambientalecon ritorni misurabili. Secondo ISPRA/SNPA, nel 2023 la sola riduzione della capacità di assorbimento del suolo — il cosiddetto “effetto spugna” — ha generato in Italia un costo stimato in oltre 400 milioni di euro l’anno. Se si considera la perdita complessiva dei servizi ecosistemici legata al consumo di suolo, la valutazione sale tra 8,22 e 10,06 miliardi di euro annui. Su scala globale, UNEP segnala che gli investimenti in NbS restano ancora largamente insufficienti: il gap di finanziamento è stimato in circa 700 miliardi di dollari l’anno, con solo il 17% dei capitali oggi mobilitati proveniente da finanza privata. Il World Economic Forum stima che una transizione verso un’economia nature-positive potrebbe generare fino a 395 milioni di posti di lavoro entro il 2030, evidenziando come le NbS combinino adattamento climatico, riduzione dei rischi e ritorni economici diffusi per territori, imprese e comunità. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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