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A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle Il target «35×35»: su cosa si basa e perché riguarda anche gli edificiLe dichiarazioni dei protagonistiEdifici, città resilienti e rifiuti: gli altri obiettivi dell’Action AgendaDa COP28 a COP32: dalle rinnovabili agli usi finaliFAQ COP31 ed elettrificazioneChe cos’è il target «35×35» annunciato dalla Presidenza COP31?Il target sull’elettrificazione è vincolante per i Paesi?Quali obiettivi riguardano il settore edilizio?Perché l’elettrificazione da sola non basta a ridurre le emissioni?Quando e dove si terrà la COP31? In vista della COP31, in programma ad Antalya dal 9 al 20 novembre 2026, la Presidenza turca ha scelto l’elettrificazione come asse portante della propria agenda. L’annuncio è arrivato il 9 giugno alla Conferenza di Bonn, la sessione tecnica che ogni anno prepara il terreno negoziale del vertice. Il Presidente designato della COP31 e Ministro turco dell’Ambiente, dell’Urbanistica e del Cambiamento Climatico, Murat Kurum, ha lanciato un obiettivo globale: aumentare la quota di domanda finale di energia coperta dall’elettricità da poco più del 20% di oggi al 35% entro il 2035. La proposta rientra nell’Action Agenda, il percorso volontario e non negoziato che affianca le trattative formali. Non richiede quindi il consenso dei quasi 200 Paesi del processo UNFCCC, ma punta a costruire una coalizione di adesioni. A guidare l’iniziativa è una presidenza a due voci: la Türkiye di Kurum tiene la regia politica della COP31, l’Australia del Ministro per il Clima e l’Energia Chris Bowen presiede il tavolo negoziale. Una scelta che arriva nel pieno della crisi dei prezzi dei combustibili fossili innescata dalle tensioni in Medio Oriente, con sicurezza energetica e indipendenza dalle importazioni tornate in cima all’agenda dei governi. Il target «35×35»: su cosa si basa e perché riguarda anche gli edifici L’obiettivo, battezzato «35×35», poggia sulle analisi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), ed è calibrato sulla traiettoria di contenimento del riscaldamento entro 1,5 °C prevista dall’Accordo di Parigi. A tracciare la rotta è soprattutto la roadmap di IRENA, il cui scenario rivisto proietta l’elettricità dall’attuale 23% circa dei consumi finali globali al 35% nel 2035, fino a superare il 50% nel 2050, quando diventerebbe il principale vettore energetico mondiale. Contemporaneamente i combustibili fossili dovrebbero scendere dall’80% di oggi a circa il 50% nel 2035 e al 20% o meno entro la metà del secolo. Il traguardo del 35% al 2035 è dunque una tappa intermedia di questo percorso. Per il settore delle costruzioni l’obiettivo incide in maniera significativa. Elettrificare vuol dire sostituire le tecnologie che bruciano combustibili fossili — la caldaia a gas, il motore diesel, il calore di processo industriale — con alternative alimentate a corrente. Nelle note ufficiali la Presidenza traduce il principio in scelte concrete e quotidiane: veicoli e apparecchi elettrici nelle case, processi produttivi convertiti nelle imprese, trasporto pubblico elettrificato nelle città, fotovoltaico, accumulo e pompe di calore negli edifici. È su quest’ultimo fronte che il «35×35» tocca da vicino il mondo dell’edilizia e dell’efficienza energetica. A sostegno dell’iniziativa, la Presidenza COP31 ha commissionato alla IEA due Special Report: il primo sui percorsi per raggiungere il «35×35» rafforzando al tempo stesso la sicurezza energetica, il secondo sui benefici della riduzione dei rifiuti e di sistemi di gestione più circolari. I promotori sottolineano comunque che resta un nodo: l’elettrificazione produce benefici climatici solo se la nuova elettricità arriva da fonti pulite. Su questo fronte il quadro si muove nella direzione giusta. Nel 2025, secondo il think tank Ember, le rinnovabili hanno toccato il 34% della generazione elettrica globale, superando per la prima volta in cento anni il carbone, fermo al 33% Le dichiarazioni dei protagonisti Kurum ha definito l’obiettivo «una delle priorità che caratterizzeranno la nostra Presidenza» e ha annunciato l’intenzione di costruire «una solida coalizione globale» sulla strada verso Antalya, riconoscendo che i Paesi partono da punti diversi e seguiranno percorsi diversi, con attenzione particolare al sostegno tecnico e finanziario alle economie in via di sviluppo. Bowen ha legato esplicitamente elettrificazione e sicurezza energetica, definendo l’elettrificazione dell’economia globale «la via più rapida per rafforzare la sicurezza energetica, tagliare le emissioni e ridurre i costi». Per il Segretario Esecutivo dell’UNFCCC, Simon Stiell, ricablare l’economia globale serve a «liberare il mondo dalla dipendenza da carbone, petrolio e gas» e a riportare sotto controllo i costi dell’energia. Sul piano industriale, il Direttore Esecutivo della IEA, Fatih Birol, ha parlato di un’accelerazione verso «l’era dell’elettricità», spinta anche dalla domanda crescente legata a intelligenza artificiale, climatizzazione e veicoli elettrici. Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera, ha definito l’elettrificazione «una delle soluzioni più immediate, scalabili ed efficienti in termini di costi» oggi disponibili. La Camera ha aggiunto che la cooperazione internazionale sarà determinante per accelerare l’elettrificazione globale, e che IRENA è pronta a mettere a disposizione la propria membership a sostegno dell’Action Agenda della Presidenza COP31. Non sono mancate le voci di cautela. L’analista di E3G Alden Meyer ha posto il problema in modo diretto: elettrificare aumentando contemporaneamente il carbone svuoterebbe l’operazione di significato, perché occorre espandere l’elettrificazione e ridurre i fossili nel sistema elettrico allo stesso tempo. Edifici, città resilienti e rifiuti: gli altri obiettivi dell’Action Agenda Oltre all’elettrificazione, sotto la priorità «Resilient Cities», la Presidenza ha introdotto un obiettivo che riguarda da vicino la filiera edilizia: ridurre l’intensità dei consumi energetici nel settore degli edifici di almeno il 25% entro il 2035. Una misura presentata come strumento di tutela di famiglie e imprese dai costi energetici crescenti, e che si salda con le politiche europee su efficienza, riqualificazione del patrimonio costruito e diffusione di pompe di calore e generazione distribuita. Il terzo pilastro riguarda i rifiuti, con l’obiettivo di dimezzare la crescita dei rifiuti globali entro il 2035 nell’ambito dell’agenda «zero waste». A pesare è soprattutto lo spreco alimentare, responsabile da solo di circa il 10% delle emissioni globali: a generarle è in larga parte il metano, un gas serra fino a 80 volte più climalterante della CO₂ nel breve periodo. Attorno a questo obiettivo si muovono altre iniziative ancora in fase di definizione, dalla sicurezza alimentare ai materiali circolari nella manifattura, fino alla formazione climatica. Da COP28 a COP32: dalle rinnovabili agli usi finali Il target di elettrificazione si colloca in continuità con gli impegni dei vertici precedenti. Alla COP28 i Paesi avevano concordato di triplicare la capacità rinnovabile e di avviare la transizione fuori dai fossili; alla COP29 era stato sostenuto l’ampliamento di accumulo e reti, insieme all’obiettivo di mobilitare almeno 300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035 a favore dei Paesi in via di sviluppo. In questa architettura, la Presidenza COP31 presenta il «35×35» come il passaggio che traduce gli impegni sulla generazione in cambiamenti reali nei consumi. Un percorso pensato per proseguire alla COP32, prevista in Etiopia, con l’orizzonte 2035 come traguardo comune. Per il comparto edilizio ed energetico, oltre alla decarbonizzazione della produzione elettrica, l’attenzione si sposta sugli usi finali, dove edifici, impianti e mobilità diventano il terreno concreto della transizione. FAQ COP31 ed elettrificazione Che cos’è il target «35×35» annunciato dalla Presidenza COP31? È l’obiettivo di portare la quota di domanda finale di energia coperta dall’elettricità da poco più del 20% attuale al 35% entro il 2035. È stato presentato a Bonn il 9 giugno 2026 come iniziativa di punta dell’Action Agenda della Presidenza turca della COP31 e si basa sulle analisi di IEA e IRENA. Il target sull’elettrificazione è vincolante per i Paesi? No. Rientra nell’Action Agenda, il percorso volontario e non negoziato che affianca le trattative formali della COP. Non richiede l’approvazione consensuale dei quasi 200 Paesi del processo UNFCCC e si fonda sull’adesione volontaria a una coalizione di Stati e attori non statali. Quali obiettivi riguardano il settore edilizio? Sotto la priorità «Resilient Cities», la Presidenza ha fissato la riduzione di almeno il 25% dell’intensità dei consumi energetici nel settore degli edifici entro il 2035. A questo si aggiunge la spinta all’elettrificazione degli usi finali, con riferimento esplicito a pompe di calore, fotovoltaico e sistemi di accumulo negli edifici. Perché l’elettrificazione da sola non basta a ridurre le emissioni? Perché i benefici climatici dipendono dalla provenienza dell’elettricità. Se la nuova domanda elettrica fosse coperta da fonti fossili, l’effetto sulle emissioni sarebbe limitato. Per questo l’elettrificazione deve procedere insieme all’espansione delle rinnovabili e alla riduzione dei fossili nel mix elettrico. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 34% della generazione globale, superando il carbone. Quando e dove si terrà la COP31? La COP31 si svolgerà ad Antalya, in Türkiye, dal 9 al 20 novembre 2026. La Presidenza è affidata alla Türkiye, con Murat Kurum, mentre l’Australia, attraverso il Ministro Chris Bowen, presiede i negoziati. La Conferenza di Bonn di giugno ne ha rappresentato la tappa preparatoria. 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