Osservatorio FER 2026: il fotovoltaico regge, ma il margine sui target rinnovabili si azzera

L’Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili fotografa un mercato ancora fermo. Nel primo semestre 2026 sono entrati in esercizio 2.918 MW di nuova potenza, ai quali si aggiungono circa 550 MW di repowering. Il margine di 1,6 GW accumulato fino al 2025 permette di centrare l’obiettivo di burden sharing 2026, ma lo consuma per intero: dal 2027 i target salgono a 10 GW l’anno e il Paese resterebbe senza cuscinetto.

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Osservatorio FER 2026: il fotovoltaico regge, ma il margine sui target rinnovabili si azzera

ANIE Rinnovabili ha pubblicato i dati dell’Osservatorio FER aggiornati a giugno, elaborati su base Terna. Nei primi sei mesi dell’anno in Italia sono stati connessi alla rete 83.791 nuovi impianti per 2.918 MW di potenza, cui si sommano circa 550 MW derivanti da interventi di repowering, per un incremento complessivo di circa 3,4 GW. Il secondo trimestre segna un +14% tendenziale dopo sei mesi di contrazione, ma sui dodici mesi la crescita si ferma all’1%. Sommando i dati del semestre al margine di 1,6 GW accumulato tra il 2021 e il 2025, il sistema arriva a un progresso di circa 5 GW a fronte di un obiettivo annuale di burden sharing pari a 8,3 GW. Centrarlo è possibile, ma significa bruciare per intero il vantaggio accumulato proprio mentre gli obiettivi diventano più severi.

I numeri del primo semestre 2026: il fotovoltaico vale nove decimi della nuova potenza

Il fotovoltaico resta il motore quasi esclusivo dello sviluppo delle FER, con circa il 90% della nuova potenza installata. Le altre tecnologie viaggiano su volumi marginali e con andamenti discontinui: l’eolico arretra del 22% nel confronto tendenziale del secondo trimestre, l’idroelettrico del 73%, mentre le bioenergie segnano +94% su numeri molto piccoli.

Tecnologia Impianti connessi (H1 2026) Potenza (MW) Quota sulla nuova potenza Var. tendenziale Q2 2026/Q2 2025
Fotovoltaico 83.732 2.610,9 89,5% +18%
Eolico 21 295,2 10,1% −22%
Bioenergie 22 7,4 0,3% +94%
Idroelettrico 16 5,4 0,2% −73%
Totale FER 83.791 2.918 100% +14%

Fonte: elaborazione ANIE Rinnovabili su dati Terna, Osservatorio FER giugno 2026.

Sul piano congiunturale il secondo trimestre chiude a 1.523 MW contro i 1.395 MW del primo, con un incremento del 9%. Il parco rinnovabile nazionale supera così gli 86 GW di potenza installata, ripartiti tra solare (54%), idroelettrico (25%), eolico (16%) e bioenergie (5%). Sul fronte della generazione, a giugno 2026 le rinnovabili hanno coperto il 43% della richiesta elettrica nazionale, con il solare al 39%, l’idroelettrico al 27%, l’eolico al 19%, le bioenergie all’11% e il geotermoelettrico al 4%.

Il residenziale continua a perdere quota

Per quanto riguarda il fotovoltaico il residentiale (P ≤ 20 kW) prosegue per il terzo anno consecutivo la fase di rallentamento, con un −22% congiunturale e un −20% negli ultimi dodici mesi: l’effetto del ridimensionamento della detrazione fiscale e della fine della stagione del Superbonus continua a pesare sulla domanda delle famiglie. Il Commercial & Industrial (20 kW < P < 1 MW) tiene, con un +1% congiunturale e un +8% su base mobile, e nel semestre risulta il segmento con il maggior volume assoluto (882 MW). L’Utility Scale (1-10 MW) arretra del 12% rispetto al primo trimestre, mentre il Large Utility Scale (P > 10 MW) rimbalza del 197% congiunturale — dopo un trimestre privo di grandi entrate in esercizio — e cresce del 12% sui dodici mesi.

Divari regionali e distanza dai target delle aree idonee

La nuova potenza si concentra sempre più in poche regioni. Puglia, Sicilia e Lazio restano le più dinamiche grazie ai grandi impianti fotovoltaici ed eolici; Lombardia e Veneto si distinguono per la diffusione di impianti di piccola e media taglia, espressione della generazione distribuita. Il risultato è una polarizzazione crescente tra territori trainati dall’utility scale e territori sostenuti dall’autoconsumo diffuso.

Il confronto con i target del DM Aree Idonee segnala inoltre un ritardo aggregato: al 30 giugno 2026 risultano installati 28.318 MW dal gennaio 2021 a fronte di un obiettivo di 31.577 MW a dicembre 2026, con un delta nazionale di −3.259 MW. Solo sei regioni risultano oggi in anticipo sul proprio obiettivo, tra cui Lazio (+1.071 MW), Lombardia (+284 MW) e Friuli Venezia Giulia (+224 MW).

Dal 2027 traiettoria più sfidante: autorizzazioni e stabilità normativa restano il collo di bottiglia

Il burden sharing prevede una progressione degli obiettivi annuali: 10 GW nel 2027, 11 GW nel 2028, 13 GW nel 2029 e 15 GW nel 2030. Con un ritmo di installazioni analogo a quello attuale, il sistema arriverebbe al 2027 senza margine di sicurezza e con un obiettivo superiore di oltre il 20% a quello di quest’anno. Sul fronte cumulato, il traguardo di 131 GW al 2030 richiede circa 44 GW aggiuntivi in poco più di quattro anni, un ritmo medio di oltre 10 GW l’anno contro i circa 6 GW installati nel 2026 su base annualizzata.

Le criticità indicate da ANIE Rinnovabili riguardano soprattutto normativa e burocrazia “Gli ultimi due anni hanno rappresentato una fase particolarmente complessa per il settore delle rinnovabili“, ha dichiarato Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili. “Tutti i comparti tecnologici e i relativi segmenti di mercato sono stati interessati da profondi cambiamenti normativi e regolatori, che hanno aumentato l’incertezza e la percezione del rischio, frenando la piena espressione del potenziale economico e ambientale di una filiera strategica per la competitività e la sicurezza energetica del Paese“. Cristini ha chiesto a Ministeri, Regioni e Comuni di intervenire sugli iter autorizzativi e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di sbloccare i pareri di valutazione di impatto ambientale relativi ai 13 GW attualmente rimessi alla sua valutazione, insieme a “un quadro normativo e strumenti di policy stabili e prevedibili” per il prossimo quadriennio.

A livello normativo, la legge 4/2026 di conversione del DL 175/2025 ha ridefinito la disciplina delle aree idonee modificando il Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024), con le Regioni impegnate nell’adozione delle rispettive leggi attuative. Sul fronte incentivi, il decreto FER X definitivo firmato dal MASE il 18 giugno 2026, dopo il via libera della Commissione europea dell’8 giugno, mette a disposizione un contingente di 37,15 GW fino al 2030, di cui 10 GW riservati agli impianti fino a 1 MW in accesso diretto e 27,15 GW alle procedure competitive del GSE. Le regole operative pubblicate ad agosto hanno aperto la fase di qualifica preliminare, con le prime aste attese in autunno. Restano aperti il nodo dei tempi autorizzativi, che l’associazione segnala come ben più lunghi di quelli fissati dalla normativa, e l’annunciata riforma del meccanismo di assegnazione della capacità di connessione.

Un ultimo elemento di contesto riguarda i prezzi. Nel primo semestre 2026 il PUN medio si è attestato a 127,2 €/MWh, con giugno a 133 €/MWh e variazioni tendenziali positive da marzo in poi, dopo il calo di gennaio e febbraio. Un livello che mantiene interessanti i business case di autoconsumo industriale, ma che conferma la volatilità con cui devono confrontarsi gli investimenti in nuova capacità.

FAQ – Osservatorio FER ANIE giugno 2026

Quanta potenza rinnovabile è stata installata in Italia nel primo semestre 2026?

Nei primi sei mesi del 2026 sono stati connessi alla rete 83.791 impianti per 2.918 MW di nuova potenza. Considerando anche circa 550 MW di repowering, l’incremento complessivo si attesta a circa 3,4 GW.

Che cos’è il burden sharing delle fonti rinnovabili?

È il meccanismo che ripartisce gli obiettivi nazionali di sviluppo delle rinnovabili definendo una traiettoria annuale di nuova potenza da installare. Per il 2026 il target è di 8,3 GW, in progressione a 10 GW nel 2027, 11 GW nel 2028, 13 GW nel 2029 e 15 GW nel 2030.

Perché si parla di “tesoretto” da 1,6 GW?

Tra il 2021 e il 2025 l’Italia ha installato più potenza di quanta ne prevedesse la traiettoria, accumulando un margine positivo di circa 1,6 GW. Sommato ai 3,4 GW del primo semestre 2026, porta il progresso a circa 5 GW. Per centrare gli 8,3 GW dell’anno servono altri 3,3 GW nel secondo semestre, con l’effetto di azzerare quel margine.

Quanta potenza rinnovabile è installata oggi in Italia e quanta ne serve al 2030?

Il parco rinnovabile nazionale ha superato gli 86 GW. Per raggiungere il target di 131 GW al 2030 sarà necessario installare circa 44 GW in poco più di quattro anni.

Quali sono i principali ostacoli allo sviluppo delle rinnovabili in Italia?

ANIE Rinnovabili indica i tempi autorizzativi più lunghi di quelli previsti dalla normativa, i 13 GW di progetti in attesa di pareri di valutazione di impatto ambientale presso la Presidenza del Consiglio, l’instabilità del quadro normativo e regolatorio e la riforma annunciata del meccanismo di assegnazione della capacità di connessione.

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