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Il Servizio studi della Camera dei Deputati ha pubblicato il Dossier “Le fonti rinnovabili e i meccanismi incentivanti per il settore: prospettive e obiettivi”, con un’analisi sul peso delle energie rinnovabili rispetto al fabbisogno energetico del Paese, sugli obiettivi al 2020, sulla normativa relativa agli incentivi e le misure adottate per sostenere la crescita delle energia rinnovabili in Italia. Nel 2014 , con 118,6 Mtep di consumo interno lordo di energia, il nostro paese ha visto un decremento del fabbisogno energetico, una riduzione dell’incidenza del petrolio e del gas e una crescita della quota di rinnovabili, che hanno inciso sui consumi finali lordi di energia per il 17,07%, valore superiore al target assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020. La fonte rinnovabile che nel 2014 ha fornito il contributo più importante nel settore Elettrico è quella idraulica (48% della produzione elettrica da FER), seguita dalla fonte solare (19%), dalle bioenergie (15%), dalla fonte eolica (13%) e da quella geotermica (5%).Nel 2015 i dati preliminari del GSE pubblicati nel “Rapporto attività 2015” stimano che i consumi di energia siano stati pari a 21,1 Mtep, con un’incidenza coperta da FER sui consumi finali lordi intorno al 17,3%, dunque un valore – sia in termini assoluti che in termini percentuali – superiore rispetto agli impieghi del 2014. L’aumento degli impieghi delle FER è per oltre il 70% imputabile all’utilizzo delle biomasse nel settore termico. L’Italia, come certificato dalla Commissione Europea, ha dunque raggiunto il target del 17% di energia da fonti rinnovabili, ma la Commissione ha richiamato l’attenzione sul fatto che “Nonostante i suddetti progressi, l’Italia dovrà impegnarsi ancora al fine di migliorare la capacità di interconnessione e di ridurre i prezzi dell’energia elettrica che, in generale, sono sopra la media UE. Sul fronte degli incentivi il documento giustifica la norma spalma-incentivi introdotta per “diminuire l’onere annuo dell’incentivazione delle fonti rinnovabili che si scarica sulla componente A3”. Ricordiamo che tale normativa retroattiva è stata considerata anti costituzionale ed il Tar del Lazio ha sollevato davanti alla Corte la legittimità costituzionale sull’articolo 26, comma 3 del D.L. n. 91/2014. Le prime udienze davanti alla Corte Costituzionale sono previste il 6 dicembre 2016. La Legge di Stabilità 2016 si legge nel Rapporto ha invece introdotto misure suscettibili di determinare un aumento degli oneri della componente A3 a causa soprattutto della norma sulle biomasse. Nel dettaglio si legge che la legge di Stabilità “riconosce alla produzione di energia elettrica di impianti alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili, che hanno cessato al 1° gennaio 2016 o cessano entro il 31 dicembre 2016 di beneficiare di incentivi sull’energia prodotta – in alternativa all’integrazione dei ricavi prevista dall’articolo 24, comma 8 del D.Lgs. n. 28/2011 a favore degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili eserciti in assenza di incentivi (norma questa mai attuata) – un diritto a fruire fino al 31 dicembre 2020 di un incentivo all’energia prodotta. L’incentivo è pari all’80% di quello riconosciuto dal D.M 6 luglio 2012 agli impianti di nuova costruzione e di pari potenza, ed è erogato dal GSE secondo le modalità fissate dallo stesso D.M.”. Nel documento infine trovano spazio le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, di cui si sta aspettando il Decreto, e il Conto Termico, pubblicato in Gazzetta lo scorso marzo. Scarica il Dossier della Camera “Le fonti rinnovabili e i meccanismi incentivanti per il settore: prospettive e obiettivi” Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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