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Attestato Prestazione Energetica: definizione, normativa e costi

L’Attestato di Prestazione Energetica, che ha sostituito il precedente ACE, ha lo scopo di comunicare e dimostrare i consumi energetici di un edificio, classificandolo in una scala di dieci valori a seconda del fabbisogno energetico calcolato. La legge definisce quando è obbligatorio, chi lo può redigere e secondo quali modalità.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Attestato Prestazione Energetica: definizione, normativa e costi


Che cos'è l'Attestato di Prestazione Energetica (APE)

L’Attestato di Prestazione Energetica, da cui APE, è un documento che fornisce informazioni in merito le prestazioni energetiche di un edificio. Sulla base dei consumi, l’immobile oggetto di analisi, viene classificato mediante una scala che va dalla A alla G. Il certificato APE è utile per informare, ad esempio, i potenziali acquirenti di un immobile in merito le sue prestazioni energetiche o a comunicare sul mercato il valore degli edifici ad alto risparmio energetico.

 

Riassumendo, l’Attestato di Prestazione Energetica è un documento che comunica in modo immediato l’efficienza energetica di quell’edificio, determinata dall’integrazione di diversi fattori, come l’isolamento termico delle pareti opache o l’efficienza degli impianti. L’obbligo di APE, nonché la definizione delle sue caratteristiche e delle modalità di redazione, è stato introdotto nel 2013 con la legge 63/2013.

 

Che cos'è l'attestato di prestazione energetica

Quando va fatto l’APE e chi lo redige

Sono passati ormai quasi dieci anni dall’entrata in vigore dell’obbligo di APE per la compravendita degli immobili, avvenuto nel luglio 2009. Inoltre, dal 2010, l’APE è obbligatorio anche per la locazione. Per una chiarezza sempre maggiore, poi, la Legge 90/2013 ha approfondito la regolamentazione sulla redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica, elencano tutti i casi in cui vige l’obbligo.

 

Tra questi, oltre ai già citati compravendita e affitto, ci sono il trasferimento a titolo gratuito di un immobile ad un familiare, la redazione di un annuncio di vendita e la ristrutturazione che riguardi più del 25% della superficie del fabbricato. Per quest’ultimo caso, l’obbligo vige anche se è già stato redatto un APE dell’edificio precedente alla riqualificazione o ristrutturazione.

 

Quando va fatto l'Ape e chi lo redige

 

Oltre a sapere quando è obbligatorio, è importante sapere chi può redigere un Attestato di Prestazione Energetica, in modo da rivolgersi al professionista giusto. La persona giusta da chiamare, infatti, è un certificatore energetico che ha svolto un percorso di formazione adeguato ed è accreditato dalla Regione di appartenenza.

 

Generalmente, il certificatore che fa l’APE è un tecnico abilitato come un ingegnere, un architetto o un geometra. Per eseguire l’analisi energetica dell’immobile, il certificatore deve eseguire almeno un sopralluogo, che lo aiuti a raccogliere tutte le informazioni relative alle caratteristiche dell’edificio, come la geometria, le tipologie di strutture con cui è realizzato e gli impianti presenti. Dopo questa prima fase, grazie al supporto di appositi software, procederà a effettuare tutti i calcoli necessari per la redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica, rilasciando infine la Targa Energetica. Una volta redatto, l’Attestato di Prestazione Energetica ha una durata massima di dieci anni.

 

Blumatica Energy, software per la certificazione energetica degli edifici

Blumatica Energy è il software per la certificazione energetica degli edifici, tra le molte funzioni permette il calcolo e la verifica delle prestazioni energetiche, l'elaborazione di APE, AQE, la relazione tecnica e di calcolo (Legge 10).

 

Le differenze tra l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), l’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE) e la Certificazione Energetica (ACE)

Sia l’APE che l’ACE hanno lo scopo di comunicare il consumo energetico di un edificio. Con l’entrata in vigore del decreto legge 63/2013, l’Attestato di Prestazione Energetica sostituisce l’Attestato di Certificazione Energetica, recependo la direttiva europea 2010/31/UE.

 

L’APE non introduce novità a livello di modalità di calcolo, ma è più indirizzato al miglioramento dell’efficienza energetica, richiedendo l’inserimento dei consumi estivi (oltre agli invernali), di quelli per la ventilazione, per il riscaldamento dell’acqua potabile, per l’illuminazione e, dove applicabile, per il funzionamento di impianti di movimentazione come ascensori o scale mobili. È chiaro, quindi, che le informazioni raccolte con l’APE sono molto più complete e necessarie a conoscere i reali consumi globali di un edificio.

 

Perché si deve fare l'Attestato di Prestazione energetica

 

Gli Attestati di Certificazione Energetica esistenti prima del 2013, rimangono validi fino allo scadere dei 10 anni. Va fatta attenzione anche a non confondere l’Attestato di Prestazione Energetica con l’Attestato di Qualificazione Energetica, che invece viene redatto in fase progettuale da un tecnico coinvolto nella costruzione dell’immobile, al fine di prevedere un’ipotetica classe energetica. L’AQE viene firmato dal direttore lavori ed è poi consegnato in Comune, anziché in Regione.

 

I costi dell’Attestato di Prestazione Energetica

Il costo della redazione di un APE non è fisso, ma può variare a seconda dell’immobile oggetto di attestazione, della città e del professionista coinvolto. Il costo di un Attestato di Prestazione Energetica per un appartamento è generalmente inferiore di quello per una villa o una funzione differente, come un negozio. Informandosi sui prezzi di un APE è possibile notare come questi siano molto variabili, andando dai 50 ai 300 euro. Proprio per questo è importante richiedere e confrontare più preventivi. Quando dobbiamo cercare un professionista che rediga un Attestato di Prestazione Energetica, è inoltre sempre opportuno diffidare sia di prezzi eccessivamente bassi, sia di chi non effettua il sopralluogo, obbligatorio per legge.

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