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Casa da classe G a NZEB con materiali e scelte green

È possibile trasformare un’abitazione, mono o plurifamiliare, da energivora a classe A grazie a un’attenta progettazione e all’uso di materiali naturali. Antonio Glielmi, architetto e presidente ANAB ci spiega come.

A cura di: Andrea Ballocchi

Casa da classe G a NZEB con materiali e scelte green

 

Sappiamo quanto il patrimonio edilizio e immobiliare italiano sia energivoro. Ma è possibile risanarlo e renderlo a prova di efficienza energetica rispettando però il benessere di chi vive ambienti residenziali o lavorativi?

 

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Non solo è possibile, ma è fondamentale. «Prima ancora che l’economia circolare, per quanto sia virtuosa e necessaria, la prima risorsa fondamentale su cui investire è la salute, quella di chi vive in un’abitazione realizzata in un determinato modo, con una progettazione attenta ai principi bio-climatici». Lo afferma Antonio Glielmi, architetto e presidente ANAB, che sottolinea l’importanza di un’attenta progettazione alla base del progetto per trasformare una casa da energivora a NZEB, e rileva la necessità di scelte naturali alla base di una casa attenta al benessere della persona: «ogni individuo ha “tre pelli”: la prima è l’epidermide, la seconda è costituita dagli indumenti, la terza è l’edificio. Occorre privilegiare la traspirabilità in ognuno di essi». 

Casa efficiente e green: attenzione ai costi, ma soprattutto alla salute

Abbracciare scelte eco sostenibili non significa dover effettuare un investimento impossibile. Tutt’altro: «la spesa necessaria per costruire o per fare un’attenta ristrutturazione in modo eco sostenibile è avvicinabile ai costi di un edificio in edilizia tradizionale». Pur premettendo che ogni progetto è peculiare, rileva che «lo scarto di spesa tra scelte tradizionali e green è mediamente del 20% in più se si punta a soluzioni green. Ma questo plus lo si recupera in salute e in sostenibilità ambientale ed è una tendenza che è sempre più percepita».

 

Riqualificare casa in modo ecosostenibile non costa molto di più di una ristrutturazione tradizionale

 

Torniamo alla corretta progettazione, primo fondamentale concetto. Esso deve prevedere un’attenzione ai fattori climatici, geologici, alla scelta dei materiali. «Partendo dall’involucro, deve garantire elevate doti d’isolamento termico; è bene prestare attenzione particolare a tutte le pareti, specialmente a quella esposta a nord, più massiccia, assicurando sempre doti di traspirabilità. La parete a sud può essere pensata anche in vetro, potendo creare una vera e propria serra solare, catturando il calore e mantenendolo. Se si opta per il vetro occorre evitare, invece, l’eccessivo riscaldamento d’estate, che sarà possibile limitare con una schermatura, tramite parti mobili oppure pensando a vetrate retrattili, che permettono così la giusta ventilazione».

La ventilazione è un altro punto fermo in una casa attenta sì alle prestazioni energetiche, ma allo stesso tempo alla salubrità dell’aria indoor e al corretto equilibrio termo-igrometrico. «Dato che spesso le abitazioni sono chiuse durante il giorno, va privilegiata la traspirabilità oltre che l’efficienza energetica – spiega sempre Glielmi – Proprio per questo vanno privilegiati, per il cappotto termico, materiali quali fibra di legno e sughero. Nel caso di ristrutturazione, si può ricorrere anche alla cellulosa insufflata oppure al sughero in granuli da introdurre nella camera d’aria interna. Altrettanto utile, nel caso di riqualificazioni profonde o di nuove costruzioni, è la scelta di muri in mattoni in terracotta legati con calce idraulica, mescolata con pozzolana, cocciopesto o sabbia di fiume».

 

Altrettanta attenzione va posta anche all’intonaco, naturale, in grado di migliorare l’isolamento e la traspirabilità. Anche in questo caso, la calce naturale, mista a sabbia è una soluzione ideale. 

Riscaldare o raffrescare casa, le decisioni da prendere

Nelle decisioni da prendere rientra anche le scelte riguardanti il riscaldamento e raffrescamento. «Spesso nelle abitazioni e negli uffici sono presenti impianti di condizionamento, che apportano sì caldo o fresco, ma in maniera superficiale; al loro spegnimento, l’effetto scompare rapidamente. Contare invece su una casa ben isolata, oltre a elevare il grado di efficienza, e migliorare la sua classe energetica, consente di mantenere una temperatura moderata», sottolinea l’architetto e presidente ANAB.

 

«Occorre fare attenzione al giusto sfasamento termico, ovvero alla proprietà di trasmettere il flusso di calore dalla parete esterna a quella interna nei tempi quanto più lunghi possibile. In pratica, se il calore durante il giorno viene trasmesso all’interno di sera, è possibile smaltirlo aerando i locali e permettendo il suo deflusso in maniera naturale, senza alcun supporto di climatizzazione», rileva Glielmi.

 

Riscaldamento a pavimento per un'edilizia green

 

Nel caso del riscaldamento, «se si mantengono i radiatori, basta azionare un sistema di ventilazione a pale per muovere l’aria che favorisce la distribuzione del calore. Se si pensa, invece, a un intervento di riqualificazione energetica, la misura preferibile sarebbe adottare il riscaldamento a pavimento. È una soluzione attuabile anche nei condomini già esistenti, grazie a soluzioni a basso spessore (6/7 cm). Se si combina col solare termico è possibile contare su acqua preriscaldata, garantendo un notevole risparmio energetico», ed è utilizzabile come sistema di raffrescamento naturale estivo, conclude.

 

Vedi anche:

25 principi da considerare per costruire in bioedilizia

Come scegliere i materiali per la bioedilizia

 

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