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Dissesto idrogeologico: cosa si dovrebbe fare per ridurre il rischio

Il dissesto idrogeologico comprende tutti quei fenomeni che compromettono il suolo e, di conseguenza, manufatti e centri urbani. Tra i fenomeni che concorrono al dissesto idrogeologico ci sono lerosione del suolo ed altri eventi catastrofici come frane e alluvioni. Possono essere prese diverse contromisure per ridurre il rischio e prevenire problematiche rilevanti.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

 Le cause del dissesto idrogeologico

Le cause del dissesto idrogeologico

La fragilità del suolo, in Italia, è un problema diffuso nella maggior parte del territorio, con conseguenze spesso molto ingenti, sia in termini economici, che ambientali.

 

Le cause del dissesto idrogeologico sono di varia natura, ma principalmente dovute all’attività antropica. Negli anni il consumo di suolo ha raggiunto livelli sempre maggiori, con la trasformazione di territori naturali in paesaggi antropizzati attraverso la realizzazione di costruzioni e infrastrutture.

 

Conseguenze di questo fenomeno sono i processi di deforestazione, per far posto a centri urbani, infrastrutture e strutture produttive e l’elevata cementificazione, che riduce la permeabilità del suolo.

 

Le cause del dissesto idrogeologico

 

A tutto ciò si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici in atto che, con intense precipitazioni in brevi periodi di tempo, possono aumentare il rischio di conseguenze disastrose. Secondo l’ultimo Rapporto sul Dissesto Idrogeologico curato dall’ISPRA, gli edifici situati in aree a rischio frane elevato e molto elevato in Italia sono più di 150 mila e quasi 38.000 i beni culturali. Sono di più gli edifici a rischio elevato di alluvioni, che raggiungono quasi le 500 mila unità, mentre sono quasi 14.000 i beni culturali esposti a pericolosità elevata.

 

Le contromisure da intraprendere

Per ridurre il rischio dovuto al dissesto idrogeologico è fondamentale insistere su azioni di previsione, prevenzione e mitigazione degli effetti.

 

La conoscenza del territorio, l’individuazione e la quantificazione dei rischi, permettono di prevedere eventuali disastri e calamità naturali, con l’obiettivo di ridurre al minimo i possibili effetti collaterali.

 

Combattere il dissesto idrogeologico

 

In Italia sarebbe necessario effettuare investimenti per mettere in sicurezza l’intero paese. Come? È importante pianificare gli interventi di gestione e cura del territorio, inclusa una regolare manutenzione. Il suolo è una risorsa preziosa, la cui difesa viene troppo spesso sottovalutata. Uso corretto del suolo e restituzione di parte di esso alla natura, insieme, possono fare la differenza, andando oltre ciò che si fa oggi come interventi principalmente concentrati a risolvere situazioni di emergenza o già molto critiche, ad esempio si effettuano lavori di adeguamento e ristrutturazione dei corsi d’acqua o interventi per stabilizzare pendici di montagne e colline.

 

Costruire nei luoghi giusti

Uno dei problemi che si intrecciano inevitabilmente con quello del dissesto idrogeologico è sicuramente l’aver costruito edifici in zone a rischio e non adeguate, generalmente in modo abusivo.

 

non si devono costruire in edifici a rischio idrogeologico

 

È importante controllare lo sviluppo territoriale e urbano, secondo logiche e informazioni precise, in modo da non costruire nuovi edifici in zone a rischio idrogeologico. Non è sufficiente non costruire, ma è opportuno anche costruire nel modo giusto, le modalità e le tecniche costruttive devono essere scelte tenendo conto della conformazione del suolo, delle sue caratteristiche e del rischio ad esso connesso. La pianificazione dell’uso del suolo, in sostanza, serve per garantire la difesa e il corretto uso del suolo, primo passo fondamentale per contrastare il rischio derivante dal dissesto idrogeologico.

 

L’importanza della permeabilità del suolo

Nei contesti urbani il problema della gestione delle acque meteoriche diventa più critico. La grande quantità di superficie costruita e cementificata fa sì che il suolo non riesca a drenare correttamente l’acqua meteorica. Precipitazioni particolarmente intense e continue possono provocare allagamenti e disagi anche molto forti.

 

Per questo in città è importante ripristinare aree a verde, evitare di utilizzare ulteriore suolo per costruire nuovi edifici e scegliere, per pavimentazioni esterne, piazze e altre superfici pubbliche materiali idonei.

 

Esistono diverse soluzioni per realizzare pavimentazioni drenanti permeabili, tra cui anche un particolare calcestruzzo che assorbe l’acqua piovana, pur garantendo tutti i requisiti prestazionali che offre il normale cemento. Inoltre, queste pavimentazioni sono ecocompatibili e facendo “respirare” il terreno favoriscono la mitigazione di un altro grave problema ricorrente dei centri urbani: quello dell’isola di calore.

 

Per progettare correttamente una pavimentazione drenante è opportuno conoscere in modo approfondito la morfologia del terreno e una stima indicativa dell’acqua mediamente raccolta dalla superficie, così dotare la pavimentazione del giusto grado di assorbenza. Si valuta la granulometria dello strato di sottofondo, allettamento e inerte, in modo da progettare la pavimentazione con la giusta permeabilità, per poi valutare come eseguire lo strato geosintetico. L’utilizzo di un materiale geotessile serve per migliorare le prestazioni della pavimentazione e renderla più durevole e resistente nel tempo. Questo strato filtrante serve anche per dividere strati di materiali diversi e ripartire in modo più uniforme i carichi che gravano sulla pavimentazione. Le pavimentazioni drenanti, infine, possono avere diverse forme, sia grigliati che lisce e compatte.

 

Pavimentazione drenante IPM Geodrena

IPM GeoDrena® è un sistema ad altissima capacità drenante, con inerte naturale a vista di pregio, privo di resina epossidica e poliuretanica particolarmente indicato per pavimentazioni outdoor.

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