Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Installare le valvole termostatiche e accedere alla detrazione senza sostituire l’impianto 27/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Mini VRF Tadiran per i grandi volumi: la climatizzazione della Biblioteca Inclusiva Bertini di Milano 23/10/2026
Recupero della RSA di Cingia de’ Botti: involucro e protezione antincendio firmati ROCKWOOL 22/10/2026
Indice degli argomenti Toggle Come funziona IdroGEO?Il rapporto sul dissesto idrogeologico ISPRA La notizia della frana di Niscemi (provincia di Caltanissetta) ha lasciato l’Italia senza parole. Il 25 gennaio scorso, una frana di scivolamento di proporzioni enormi ha colpito il paese siciliano recando ingenti danni e portando all’evacuazione di 1500 abitanti. L’evento disastroso ha interessato il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10, mettendo a rischio infrastrutture e residenti. La geologia di Niscemi è peculiare: il paese sorge su un pianoro delimitato al margine da una scarpata naturale. La combinazione di terreni è caratterizzata da sabbie con livelli di arenaria poggianti su argille. Questo si traduce in instabilità e pericolosità, specialmente in presenza di forti precipitazione o variazioni del regime idrico sotterraneo. La storia del territorio conta altri tristi episodi: l’area di Santi Croci è già stata colpita nel 1997 da una frana di vasta proporzioni. La tragedia naturale verificatasi a Niscemi è solo una parte di un ampio quadro ben più preoccupante in cui il consumo di suolo nazionale continua ad aumentare. Se nel 2023 si è registrato un rallentamento, il fenomeno delle frane è tornato ad accelerare. Si conta un incremento di 1.303 ettari nelle zone a pericolosità idraulica media e di 600 ettari nelle zone a pericolosità da frana. Questi dati raccontano di un Paese che continua a costruire e impermeabilizzare suolo in aree già esposte a rischio naturale, riducendo la capacità di drenaggio dei terreni e aumentando la vulnerabilità delle comunità insediate. I geologi della Regione Sicilia sono stati immediatamente impegnati nei sopralluoghi sul campo con l’obiettivo di procedere alla mappatura dettagliata della frana, con conseguente aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), lo strumento fondamentale per la pianificazione territoriale e la mitigazione del rischio. A livello nazionale il lavoro di ISPRA è di collaborare con le Regioni e le Provincie Autonome censendo quotidianamente i principali eventi franosi e dei danni che questi causano a edifici, beni culturali, infrastrutture di comunicazione e tessuto economico e produttivo. I dati raccolti sono consultabili sulla piattaforma IdroGEO, lo strumento digitale pensato per condividere pubblicamente le informazioni sul dissesto idrogeologico in Italia. Come funziona IdroGEO? L’approccio di ISPRA si fonda sui dati: aggregando le informazioni provenienti dall’inventario IFFI, dai Piani di Assetto Idrogeologico regionali e dal monitoraggio continuo degli eventi, IdroGEO offre una visione aggiornata e georeferenziata del rischio su tutto il territorio nazionale. IdroGEO è uno strumento digitale semplice e accessibile, utilizzabile anche tramite smartphone, realizzato dall’ISPRA per incentivare la partecipazione dei cittadini e rafforzare la conoscenza dei rischi che caratterizzano il territorio. Grazie alla funzione “Verifica pericolosità”, è possibile cercare un indirizzo o utilizzare la propria posizione sulla mappa per individuare il livello di pericolosità da frane e alluvioni in un’area di 500 metri attorno al luogo di interesse, come abitazioni o attività economiche e produttive. La frana di Niscemi ci fa capire quanto sia importante rafforzare l’infrastruttura conoscitiva per avere dati sempre aggiornati da tradurre in politiche concrete. All’avanguardia nello studio scientifico e nell’innovazione tecnologica, ISPRA promuove lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni avanzate per il monitoraggio delle frane. Tra le azioni messe in campo dall’ente rientra il fotomonitoraggio, basato sull’impiego di sensori fotografici in grado di documentare nel tempo l’evoluzione e i cambiamenti del territorio, insieme all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per la raccolta, l’analisi e l’archiviazione delle informazioni relative agli eventi franosi. L’AI permette inoltre di migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei dati per i cittadini attraverso la piattaforma IdroGEO, grazie all’integrazione di un assistente virtuale capace di interagire con gli utenti, fornendo informazioni e rispondendo a domande sul dissesto idrogeologico. Il rapporto sul dissesto idrogeologico ISPRA Oltre agli aggiornamenti riportati sul portale IdroGEO, ISPRA si dedica attivamente al monitoraggio del dissesto idrogeologico in Italia: la pubblicazione triennale dedicata al tema offre un riferimento completo sulla pericolosità e sui rischi che corre il nostro Paese. L’ultimo report ha fotografato una situazione al limite: il 2024 ha registrato un incremento del consumo di suolo ben superiore alla media, con quasi 84 km² di territorio trasformati in aree artificiali, segnando un nuovo record negativo. Nonostante le politiche europee e le azioni messe in campo per contrastare il fenomeno, il consumo netto ha raggiunto i 78,5 km², il valore più critico dell’ultimo decennio. Ogni ora in Italia scompaiono circa 10.000 metri quadrati di suolo naturale che va a minare l’equilibrio dell’ecosistema. Nel report ISPRA definisce il 2024 come periodo più caldo del triennio monitorato, caratterizzato da eventi idro-geologici di eccezionale intensità. I dati presentati nell’ultimo rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio” sono particolarmente negativi: il 94,5% dei comuni italiani, pari a 7.463 amministrazioni, è esposto a fenomeni quali frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera. Circa 1,28 milioni di cittadini risiedono in aree caratterizzate da pericolosità da frana elevata o molto elevata (classi P3 e P4, dati 2024), mentre 6,8 milioni di persone sono potenzialmente coinvolte da eventi alluvionali nello scenario di pericolosità idraulica media. Il maggior numero di cittadini esposti si trovano attualmente nelle zone di Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia e Liguria. Ciò ci fa comprendere come la diffusione dei rischi naturali sia capillare, interessando sia aree del nord che del sud del Paese. Analizzando nello specifico il rischio da frana, ISPRA inserisce l’Italia tra i Paesi europei maggiormente esposti a questo fenomeno. I dati parlano chiaro: nell’inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), realizzato da ISPRA in collaborazione con Regioni, Province autonome e Agenzie regionali per la protezione ambientale, risultano censite oltre 636.000 frane, registrate in un arco temporale che va dal 1116 al 2024. Il 28% della quota è costituita da frane molto rapide e ad alta capacità distruttiva. Tra gli episodi più tragici del periodo 2022-2024 rientrano infatti le frane che hanno colpito l’isola di Ischia nel novembre 2022, i diffusi fenomeni verificatisi in Emilia-Romagna nel maggio 2023 e l’evento di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, nel 2024. Le pagine del report analizzano anche il tema alluvioni ed erosione costiera. Parlando di questo secondo aspetto, il report riassume come tra il 2006 e il 2020 circa 1.899 lm di costa hanno subito modifiche rilevanti pari al 23% dell’intera linea costiera. Il Rapporto offre anche una panoramica dei principali eventi idro-meteorologici e dell’andamento delle precipitazioni nel triennio 2022-2024, evidenziando tra gli episodi più rilevanti le diffuse esondazioni nelle Marche nel settembre 2022, i severi eventi alluvionali che hanno interessato l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 e le intense piogge di giugno 2024 che hanno colpito Valle d’Aosta e Piemonte settentrionale Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
22/10/2026 Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29 A cura di: Stefania Manfrin Ember: i target dei sistemi di accumulo al 2030 salgono a 822 GW, ma restano lontani ...
20/10/2026 Rigenerazione urbana, il Rapporto TEHA 2026 indica dove e come investire A cura di: Erika Bonelli Rapporto TEHA 2026 sulla rigenerazione urbana. Nuovi indici su casa, smart city e waterfront, i casi ...
19/10/2026 Restructura 2026, a Torino il salone per riqualificare e rigenerare l’esistente A cura di: Stefania Manfrin Restructura 2026 a Torino dal 12 al 14 novembre, tra efficienza energetica, rigenerazione urbana e oltre ...
14/10/2026 Data center, AI ed energia: la competitività dell'Italia passa anche da qui A cura di: Andrea Ballocchi AI for Energy Report 2026 di E&S: la crescita dell'intelligenza artificiale sta trasformando i data center ...
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...
01/10/2026 Il paesaggio come sistema vivente: a Bergamo il Landscape Festival A cura di: Laura Murgia La XVI edizione di Landscape Festival, organizzata con il Comune di Bergamo e dedicata al "Nuovo ...
29/09/2026 Emissioni in cantiere: misurare il lato nascosto per ridurne l’impatto A cura di: Andrea Ballocchi Misurare le emissioni in cantiere è il primo passo per ridurle. Uno studio Deerns rivela il ...