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Indice degli argomenti Toggle Cosa sono le acque grigieDifferenze tra acque bianche, grigie e nerePerché il recupero delle acque grigie è importanteCome funziona il recupero delle acque grigieLe tecnologie per il recupero delle acque grigieApplicazioni principali: come riutilizzare le acque grigieI vantaggi del recupero delle acque grigieNormativa e RegolamentiFAQ – Recupero acque grigie: di cosa si tratta e che vantaggi offreLe acque grigie si possono bere dopo il trattamento?Quanto si risparmia con il recupero delle acque grigie?L’impianto di recupero delle acque grigie richiede manutenzione?L’impianto di recupero delle acque grigie rende più sostenibile la casa?Dove si compra un impianto di recupero delle acque grigie? Le risorse idriche stanno diventando sempre più un aspetto critico per la società di oggi, con una crisi globale crescente e continui fenomeni di siccità. I motivi sono molteplici, da un lato c’è una richiesta di acqua in continua crescita, dovuta sia ad usi civili che industriali, dall’altro gli effetti dei cambiamenti climatici, che incidono molto su eventi metereologici e risorse naturali. Il tema del trattamento e del riutilizzo dell’acqua nel contesto residenziale sta acquisendo sempre più rilevanza in relazione all’uso sostenibile delle risorse idriche. Nonostante l’incremento dell’attenzione su queste questioni, i dati indicano chiaramente che in Italia, nonostante la costante minaccia della crisi climatica e delle sempre più frequenti siccità, solo una percentuale modesta dell’acqua depurata è potenzialmente idonea al riutilizzo, rappresentando in media il 23% del totale. Tale cifra varia notevolmente a seconda delle regioni, con punte del 41% nel nord-ovest e valori inferiori, come il 6%, nel centro del paese. Inoltre, solamente il 4% di questa risorsa trattata viene effettivamente utilizzata nuovamente, principalmente a scopo irriguo, e prevalentemente nelle regioni settentrionali. Questo scenario sottolinea la necessità di un approccio più efficace al trattamento e al riutilizzo dell’acqua nelle diverse parti del paese. In questo contesto, anche il settore delle costruzioni è chiamato a rivedere il ciclo dell’acqua, individuando nuove strategie di risparmio. Emerge, allora, il ruolo significativo che può essere giocato dal recupero delle acque grigie, una soluzione che consente di ridurre drasticamente il consumo di acqua potabile negli edifici. Cosa sono le acque grigie Le acque grigie sono quelle acque domestiche usate nelle attività quotidiane che non contengono rifiuti tossici o contaminanti elevati. Queste includono l’acqua proveniente dai lavandini, dalle docce, dalle lavatrici e dalle vasche da bagno. Diversamente dalle acque nere, che provengono dai servizi igienici e contengono rifiuti umani, e dalle acque bianche, che sono le acque piovane non inquinate, le acque grigie rappresentano una risorsa relativamente pulita che può essere trattata e riutilizzata per scopi non potabili. Differenze tra acque bianche, grigie e nere Per comprendere appieno il concetto di recupero delle acque grigie, è importante distinguere tra acque bianche, grigie e nere: Acque Bianche: Queste sono le acque piovane non inquinate, provenienti dalle precipitazioni atmosferiche. Sono considerate la risorsa idrica più pulita e non richiedono trattamento per molti scopi. Acque Grigie: Le acque grigie provengono da lavandini, docce e lavatrici e possono contenere tracce di detergenti, sapone e piccole quantità di contaminanti organici. Richiedono un trattamento relativamente semplice per il riutilizzo. Acque Nere: Queste acque provengono dai servizi igienici e contengono rifiuti umani e tossici. Richiedono un trattamento rigoroso prima del riutilizzo o dello scarico nell’ambiente. La grande maggioranza delle acque reflue domestiche può essere recuperata, poiché contengono sostanze organiche che possono degradarsi rapidamente e una carica batterica che si presta facilmente al controllo. Le acque grigie, in particolare, sono costituite per circa il 50% da materiale organico, con una presenza di azoto di circa il 10%, mentre la restante parte è composta da fosforo. La situazione è molto diversa per le acque nere, che derivano dai rifiuti dei WC e richiedono un processo di trattamento più complesso e prolungato. Il contenuto di materia organica nelle acque grigie è inferiore alla metà di quello presente nelle acque nere, e in pochi giorni è possibile rimuovere fino al 90% delle sostanze in esse contenute, una percentuale doppia rispetto a quanto si riesce a ottenere con le acque nere. Perché il recupero delle acque grigie è importante Le acque grigie rappresentano una quota rilevante dei reflui domestici dovuti a attività quotidiane, superando anche la metà dei volumi idrici utilizzati quotidianamente. Non rientrano nella definizione le acque di scarico dei servizi igienici, che vengono classificate come acque nere. Si parla, quindi, di scarichi che provengono da lavandini, docce, vasche da bagno, lavatrici. In sostanza, le acque grigie sono tutte quelle acque che, per quanto da sottoporre ad appositi trattamenti, non si caratterizzano per carica organica e batterica eccessivamente elevate. Sono più semplici da trattare e potenzialmente adatte al riutilizzo, ma ciò avviene ancora in modo molto limitato e solo una piccola parte delle acque depurate viene effettivamente reimpiegata. Il recupero delle acque grigie, in ambito domestico, può essere una risorsa strategica, in quanto riduce la richiesta di nuova acqua potabile e un trattamento in loco sarebbe anche in grado di ridurre il carico sugli impianti di depurazione pubblici, sempre più sotto stress. Come funziona il recupero delle acque grigie Il recupero delle acque grigie consiste in un insieme di processi tecnici finalizzati a raccogliere le acque in modo separato, proprio in base all’origine e alle caratteristiche, per poi trattarle e riutilizzarle. Il trattamento deve avvenire mediante appositi sistemi di depurazione, che assicurano anche la massima sicurezza per il successivo uso, per quanto non potabile. In sostanza, si crea un sistema di riciclo locale, che integra la gestione idrica dell’edificio. Tutto ciò è possibile se si progetta in modo adeguato la rete interna all’edificio, prevedendo una rete di scarico delle acque nere separata da quella delle acque grigie. Questa separazione è cruciale perché evita contaminazioni biologiche, consente trattamenti più semplici e riduce i costi di gestione. In alcuni sistemi avanzati la raccolta è già dotata di filtri grossolani iniziali. Le fasi del recupero delle acque grigie Il processo di recupero delle acque grigie coinvolge la raccolta delle acque provenienti da lavandini, docce e lavatrici, il loro trattamento per rimuovere particelle e contaminanti, e il loro riutilizzo per scopi diversi da quelli potabili. Fase Come funziona Raccolta separata Le acque grigie provenienti da docce, lavandini, vasche e in alcuni casi lavatrici vengono convogliate in una rete dedicata, separata da quella delle acque nere dei WC. Prefiltrazione Una prima filtrazione elimina i residui più grossolani, come capelli, fibre tessili e particelle sospese, proteggendo il sistema nelle fasi successive. Trattamento L’acqua raccolta viene trattata con sistemi di filtrazione, processi biologici o fisici e una fase finale di disinfezione, così da renderla idonea agli usi non potabili. Accumulo Dopo il trattamento, l’acqua viene stoccata in serbatoi dedicati, pronti ad alimentare gli utilizzi successivi all’interno o all’esterno dell’edificio. Redistribuzione Una rete separata distribuisce l’acqua trattata verso le utenze non potabili, mantenendo distinta la rete destinata all’acqua per il consumo umano. Riutilizzo Le acque grigie recuperate possono essere impiegate per scarichi dei WC, irrigazione, lavaggio di superfici esterne e altri usi compatibili che non richiedono acqua potabile. Manutenzione Filtri, serbatoi, pompe e sistemi di disinfezione richiedono controlli periodici per garantire efficienza, sicurezza igienica e continuità di esercizio. Le tecnologie per il recupero delle acque grigie Un impianto di recupero delle acque grigie si configura come un sistema che prevede più fasi funzionali, progettato per garantire un trattamento efficace e sicuro dell’acqua destinata al riuso. Dopo la raccolta separata delle acque reflue, avviene una filtrazione preliminare, fondamentale per rimuovere i solidi sospesi più grossolani, come capelli, fibre tessili e particelle sabbiose. L’elemento più importante dell’intero sistema è il trattamento biologico o fisico, che può essere realizzato mediante diverse tecnologie, come i filtri a membrana, i sistemi a fanghi attivi, oppure i biofiltri. A valle di questa fase, inoltre, può essere integrata un’ulteriore filtrazione per trattenere le particelle più piccole. In ogni caso, il processo si conclude con la disinfezione, essenziale per garantire la sicurezza, attraverso tecniche come raggi UV, clorazione o ozonizzazione. Infine, le fasi di accumulo e redistribuzione dell’acqua trattata per usi non potabili chiudono il ciclo. In alternativa, ci sono anche dei sistemi naturali, come la fitodepurazione, che sfrutta piante acquatiche e substrati filtranti per ottenere un trattamento efficace con ridotti consumi energetici. Si tratta per lo più di soluzioni a integrazione delle tecnologie viste. Chiaramente, nel caso di applicazioni di grandi dimensioni, come hotel o grossi edifici, il sistema diviene più complesso e oneroso, anche per la capacità che deve garantire. Wilo-HiDrainLift 3 è la stazione di sollevamento per la raccolta delle acque grigie in applicazioni residenziali. Applicazioni principali: come riutilizzare le acque grigie Quando si parla di recupero e riutilizzo delle acque grigie si fa riferimento all’utilizzo di acque che, grazie al trattamento di depurazione, diventano una nuova risorsa da utilizzare in casa. Il ciclo dell’acqua cambia e si riducono sia gli ingressi di risorse potabili, che le uscite sottoforma di scarico. In particolare, le acque grigie trattate possono essere riutilizzate per alimentare gli scarichi dei wc, ma anche per sistemi di irrigazione dei giardini o di altre aree verdi, per finalità antincendio, piuttosto che per applicazioni generiche non potabili, come lavaggio pavimenti o superfici all’aperto. In sostanza, può essere utilizzata per tutti gli scopi in cui non è necessario garantire la potabilità e la sicurezza per le persone. Ecco, in sintesi, alcuni esempi di sistemi di recupero delle acque grigie: Sistemi Centralizzati: Questi sistemi raccolgono e trattano le acque grigie da più unità abitative o edifici in un’unica struttura. Questo approccio è efficace per edifici residenziali o commerciali di grandi dimensioni. Sistemi Decentralizzati: In questo caso, ciascuna unità abitativa o edificio ha il proprio sistema di raccolta e trattamento delle acque grigie. Questo è adatto per edifici più piccoli o situazioni in cui la separazione e il trattamento localizzato sono pratici. Sistemi Greywater-toilet (GWTS): Questi sistemi collegano direttamente le acque grigie al sistema di scarico dei WC. Le acque grigie trattate vengono utilizzate per lo scarico dei servizi igienici, riducendo così il consumo di acqua potabile. Sistemi di Irrigazione: Le acque grigie possono essere utilizzate per l’irrigazione del giardino e delle piante. Questo riduce la necessità di acqua potabile per mantenere un giardino verde. Sistemi di Lavaggio per Auto: In alcune applicazioni commerciali, le acque grigie trattate possono essere utilizzate per il lavaggio di veicoli, contribuendo a risparmiare acqua potabile. I vantaggi del recupero delle acque grigie Recuperare, trattare e riutilizzare le acque grigie all’interno degli edifici è una pratica che può offrire differenti importanti vantaggi. Prima di tutto, come detto in principio, va ricordato quanto sia preziosa l’acqua potabile, soprattutto a fronte di una crisi sempre più significativa e preoccupante, anche in Italia. Di conseguenza, è semplice comprendere perché i primi vantaggi da citare sono di natura ambientale, grazie alla riduzione del prelievo da fonti idriche naturali, una diminuzione degli scarichi in fognatura e un maggior contributo all’economica circolare, fondamentale per lo sviluppo sostenibile. A questi, poi, si aggiungono anche alcuni benefici economici per chi vive gli edifici e utilizza l’acqua, visto che si riducono le bollette del servizio idrico e si aggiunge valore all’immobile. Inoltre, una maggior autonomia aumenta anche la resilienza dell’edificio, in un tempo in cui le difficoltà e le crisi climatiche sono sempre più frequenti e l’edilizia deve rispondere con dinamicità e flessibilità. Normativa e Regolamenti La disciplina del recupero e del riutilizzo dell’acqua varia in base al contesto normativo di riferimento e richiede sempre la verifica delle disposizioni nazionali, regionali e locali applicabili, oltre agli eventuali adempimenti autorizzativi e igienico-sanitari previsti per l’installazione degli impianti. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’Environmental Protection Agency (EPA) mette a disposizione linee guida sul water reuse e strumenti di consultazione delle regole statali, mentre la disciplina operativa del riuso non potabile è definita soprattutto a livello dei singoli Stati. Nel contesto europeo, il riferimento principale è il Regolamento (UE) 2020/741, applicabile dal 26 giugno 2023, che introduce requisiti minimi armonizzati per il riutilizzo sicuro delle acque reflue urbane trattate in irrigazione agricola. Il regolamento stabilisce criteri relativi alla qualità dell’acqua, al monitoraggio, alla gestione del rischio, alle autorizzazioni e alla trasparenza dei progetti di riuso. Non si tratta quindi di una disciplina generale dedicata in modo specifico ai sistemi di recupero delle acque grigie negli edifici. In Italia, il riutilizzo delle acque reflue è disciplinato dall’articolo 99 del D.Lgs. 152/2006, che demanda a un regolamento statale la definizione di criteri, modalità e condizioni per il riutilizzo, mentre assegna alle Regioni il compito di promuovere norme e misure volte a favorire il riciclo dell’acqua e il riuso delle acque reflue depurate. Il quadro nazionale si è storicamente fondato anche sul DM 12 giugno 2003, n. 185, la cui abrogazione è prevista dalla normativa più recente a decorrere dall’entrata in vigore del nuovo regolamento previsto dallo stesso articolo 99. FAQ – Recupero acque grigie: di cosa si tratta e che vantaggi offre Le acque grigie si possono bere dopo il trattamento? Le acque grigie, dopo il trattamento che le rende pronte per essere reimmesse in circolo, non si possono bere, in quanto non risultano adatte al consumo umano. L’acqua, infatti, non può essere considerata potabile se non sottoposta a specifici processi e controlli, che un impianto domestico di recupero delle acque grigie non gestisce. Quanto si risparmia con il recupero delle acque grigie? Il risparmio assicurato dal recupero delle acque grigie dipende strettamente dalla riduzione dei consumi dalla rete pubblica, dai quali dipende la fatturazione. In generale, è possibile ridurre il prelievo idrico di circa il 30%, fino a un 50% in caso domestico con un impianto efficiente. L’impianto di recupero delle acque grigie richiede manutenzione? Come tutte le soluzioni tecnologiche installate in casa, anche l’impianto di recupero delle acque grigie richiede opportune opere di manutenzione ordinaria. Programmare e gestire gli interventi in modo puntuale, inclusa la semplice pulizia del sistema, permette di allungarne la vita utile ed evitare imprevisti. L’impianto di recupero delle acque grigie rende più sostenibile la casa? Recuperare e riutilizzare le acque grigie, mediante un impianto di raccolta, trattamento e ridistribuzione dell’acqua trattata, rende più sostenibile l’edificio in quanto riduce in modo significativo il consumo di risorse naturali, in particolare di acqua potabile. Proprio per questo, infatti, ne aumenta anche il valore immobiliare. Dove si compra un impianto di recupero delle acque grigie? Un impianto di recupero delle acque grigie domestico deve essere progettato e dimensionato in modo opportuno, in quanto può richiedere anche un intervento diretto sulla rete di scarico interno a casa. Per questi motivi, è necessario rivolgersi a tecnici e imprese qualificati, esperti del settore, che possono suggerire e progettare l’impianto su misura per ogni esigenza. Articolo aggiornato – prima pubblicazione 2023 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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