Città più green e in rete per affrontare il clima che cambia

La seconda Conferenza Nazionale delle Green City ha messo in luce problemi, ma anche opportunità e buone pratiche per affrontare il climate change. Una possibile soluzione: città sempre più verdi ed economia circolare

a cura di Andrea Ballocchi

Seconda Conferenza Nazionale delle Green City: Città più green e in rete per affrontare il clima che cambia

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Le città sono particolarmente vulnerabili al cambiamento climatico. Di fronte a uno scenario in cui le cose stanno peggiorando, come affrontarlo in modo efficace? Una possibilità è fare rete, condividere conoscenze, esperienze e competenze per mettere in atto misure efficaci di adattamento climatico.

Ed è da qui che trae forza l’azione di Green City Network: l’iniziativa unisce diverse città italiane, e in occasione della seconda Conferenza Nazionale delle Green City, ha visto insieme rappresentati istituzionali nazionali ed europei per parlare di questi temi e fare proposte concrete. Tra gli spunti offerti diversi sono stati gli accenni alla necessità di rendere più verdi le città, puntando anche sull’economia circolare

Città più vulnerabili, l’impegno di fare rete

L’intervento di Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, ha voluto mettere in luce quanto sta accadendo oggi. A partire dalla crisi climatica che si sta aggravando: «fa impressione in particolare l’andamento degli ultimi due anni (2017/2018) relativo alle emissioni di gas serra che a livello globale sono aumentate parecchio: in totale si parla di più di un miliardo di tonnellate».

crisi climatica: le città sono più vulnerabili

Il problema, rileva ancora, è che gli effetti del cambiamento climatico dureranno comunque ancora per molti decenni. Tra l’altro, l’Italia, rispetto ad altri Paesi europei, è più vulnerabile agli impatti del climate change. È al secondo posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici con più di 63 miliardi di euro, nel periodo 1980-2016, sui 436 miliardi del totale UE. A livello comunitario, a fronte di questa situazione, solo un quarto delle città (26%) ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre il 33% non ha nessun piano locale per il clima.

Da qui prende forza l’iniziativa del Green City Network che intende promuovere un maggiore e più qualificato impegno delle città italiane per l’adattamento climatico. Fare rete non è solo uno slogan, ma un modo concreto per condividere azioni virtuose. Come quelle che passano dalle iniziative del Politecnico di Milano, messe in campo per rendere più green il campus e per puntare maggiormente su economia circolare ed efficienza energetica, come segnalato dal prorettore delegato dell’ateneo, Emilio Faroldi. Tra l’altro proprio l’università milanese ha da poco presentato il Piano di Mitigazione delle emissioni di CO2.

Ma l’aspetto importante, come ha sottolineato l’assessore per la mobilità e l’ambiente del Comune milanese, Marco Granelli, è la volontà di impegnarsi per mutare le sorti. «Le città hanno l’opportunità di far capire che questo cambiamento in atto deve essere trasversale» anche a livello di competenze. 

Verde urbano ed economia circolare, dalla green economy alla città

La città, ha sottolineato Mauro Petriccione, direttore generale Clima della Commissione europea, assumono particolare importanza, «di laboratorio dove le politiche del clima incontra politiche locali e dove i cittadini possono toccare con mano gli effetti di tali politiche». Inoltre, nelle città si concentra gran parte del patrimonio immobiliare su cui occorre intervenire per ridurre consumi, spesso sprechi, e attuare interventi mirati di ristrutturazione edilizia.

L'importanza del verde urbano per città sostenibili

Tanto quanto è importante l’efficientamento, lo è anche l’apporto di verde urbano. A questo proposito Edoardo Croci, coordinatore dell’osservatorio Green Economy presso l’Università Bocconi, ha presentato il progetto URBAN GreenUP finanziato dall’UE che mira a sviluppare, applicare e convalidare una metodologia per la rinaturalizzazione dei piani urbani per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, migliorare la qualità dell’aria e la gestione delle acque e aumentare la sostenibilità delle città attraverso soluzioni innovative basate sulla natura.

E ha posto l’accento sui concetti di resilienza, sull’efficienza delle risorse, sull’economia circolare alla base della green economy, ma che trovano valido campo di applicazione nelle città.


Vedi anche Città e clima, la resilienza parte dall’ambiente costruito

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