Effetti economici del Superbonus? Facciamo un po’ di chiarezza

55 i miliardi di investimenti legati all’utilizzo del Superbonus che hanno generato un valore della produzione totale di oltre 115 miliardi di euro e impiegato 900.000 unità di lavoro dirette e indirette, garantendo circa il 40% del risparmio del gas che il Governo si è posto come obiettivo per l’inverno in arrivo. I risultati nello studio realizzato dal Censis “Ecobonus e superbonus per la transizione energetica del Paese”.

Effetti economici del Superbonus? Facciamo un po' di chiarezza

E’ stata presentata ieri mattina la ricerca realizzata dal Censis, in collaborazione con Harley&Dikkinson e la filiera delle costruzioni – Ance, CNI, CNA, Confartigianato, Assocond-Conafi – “Ecobonus e superbonus per la transizione energetica del Paese”, occasione per comprendere gli effetti dei vari bonus edilizi sull’economia, l’occupazione, la sostenibilità a livello finanziario e il ruolo che svolgono per per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza e riqualificazione energetica, verso la neutralità climatica al 2050.

I numeri del Superbonus, oltre le parole

Secondo i dati Enea, nel periodo tra agosto 2020 e ottobre 2022, il Superbonus ha attivato 55 miliardi di euro di investimenti, generando “direttamente un valore della produzione nella filiera delle costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 79,7 mld € (effetto diretto) a cui si aggiungono 36 mld € di produzione attivati in altri settori del sistema economico connesso alle componenti dell’indotto (effetto indiretto)“, per un totale quindi di almeno 115 miliardi di euro.

Per quanto riguarda gli effetti fiscali, una spesa così alta, legata anche ai bonus, ha generato un significativo aumento del gettito fiscale (+ 11% nei primi 9 mesi del 2022 rispetto all’anno precedente). Secondo lo Studio il “gettito fiscale derivante da tale produzione aggiuntiva inciderebbe per circa il 70% della spesa a carico dello Stato, il che significherebbe che 100 euro di spesa per incentivo, costerebbero in modo effettivo allo Stato 30 euro, ridimensionando in questo modo il valore reale del disavanzo generato dall’incentivo stesso“.

A livello occupazionale, nel periodo agosto 2020-ottobre 2022 gli impiegati del settore edile sono aumentati, tra lavoratori diretti e indiretti, di 900mila addetti, con un impatto particolarmente significativo nei primi 10 mesi dell’anno in corso, con circa 411.000 occupati diretti e 225.000 indiretti nei lavori di efficientamento energetico degli edifici.

Impatto del Superbonus sul risparmio energetico

Intervenire sulla riqualificazione e l’efficientamento degli edifici ha anche impatti positivi sul valore delle abitazioni, stimato tra un +3% e +5%. In particolare secondo lo Studio del Censis la spesa di 55 miliardi di euro crea un risparmio di 11.700 Gwh/anno, che insieme ai circa 150 GWh/anno di nuova potenza rinnovabile installata, assicurano un risparmio di “1,1 miliardi di metri cubi di gas, pari al 40% del risparmio energetico prefissati dal Piano emergenziale di riduzione dei consumi del settore domestico per l’autunno-inverno 2022-2023 (2,7 miliardi di metri cubi di gas)“.

Per quanto riguarda le emissioni di CO2 si stima una riduzione di 1,4 miliardi di tonnellate di mancate emissioni grazie agli interventi di efficientamento realizzati con il Superbonus. Si tratta di numeri importanti considerando che il nostro patrimonio edilizio è vetusto e particolarmente energivoro.

In conclusione quello che è evidente dalla ricerca è che il Governo nel decidere se rimodulare i bonus edilizi e in particolare il Superbonus, dovrebbe fare un’analisi accurata dell’impatto economico e sociale nel medio-lungo periodo delle varie misure, considerando “le risorse economiche attivate, l’occupazione, il risparmio energetico assicurato e il gettito fiscale che copre una parte della spesa dello Stato“.

 

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