Enorme potenziale occupazionale del fotovoltaico: fino a 1,1 milione di impiegati nel 2030

Nell’EU Solar Jobs Report 2021 pubblicato da SolarPower Europe emerge che entro la fine del decennio i posti di lavoro impiegati in Europa nel fotovoltaico potrebbero perfino triplicare, arrivando a 1,1 milione di unità, ma perché ciò avvenga è necessario che gli Stati membri dell’UE facilitino la necessaria formazione e lo sviluppo di una forza lavoro qualificata 

Enorme potenziale occupazionale del fotovoltaico

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Il fotovoltaico, che è ormai la fonte di energia più flessibile e a basso costo, in Europa deve espandersi rapidamente per garantire la sicurezza energetica, soddisfare gli impegni dell’Accordo di Parigi e raggiungere la neutralità del carbonio nel 2050, di conseguenza è destinata a crescere in maniera importante anche la forza lavoro.

La conferma arriva da due progetti pubblici di SolarPower Europe: l’EU Solar Jobs Report 2021 e la campagna #SolarWorks – che hanno cercato di analizzare questa crescente necessità.

Dal solare potenziale di oltre un milione di occupati

L’EU Solar Jobs Report 2021 evidenzia che nel 2020 i posti di lavoro a tempo pieno nel solare in Europa erano 357.000 e stima le prospettive di crescita a 5 e 10 anni a seconda dei diversi livelli di ambizione. In particolare, se la Commissione europea dovesse adottare la proposta di obiettivo del 45% di energie rinnovabili per il 2030, ci si potrebbe aspettare una crescita più che triplicata di occupati, fino a 1,1 milioni entro il decennio. Anche ai livelli attuali di ambizione – l’obiettivo proposto del 40% di FER entro il 2030 – i posti di lavoro solari raddoppieranno a 742.000 entro la stessa data. Nel medio termine, lo studio prevede la creazione di 584.000 posti di lavoro nel FV nell’UE entro il 2025 – un aumento del 64% in cinque anni.

Ma non solo, il fotovoltaico, oltre a guidare la transizione green, avrà la capacità di assorbire i 500.000 lavoratori dell’UE impiegati nel carbone, per la metà dei quali è possibile aspettarsi l’eliminazione graduale entro il decennio del loro lavoro. Ne sono un esempio i parchi solari nelle ex regioni ad alta intensità di carbone in Brandeburgo, Sassonia e Nord Reno-Westfalia che stanno già creando nuovi posti di lavoro puliti e sicuri.

A questo proposito il rapporto del CCR “Energy transition can provide alternative for jobs at risk in coal regions” pubblicato nel 2020 precisa che in oltre il 50% delle regioni carbonifere europee la transizione verso l’energia pulita porterà alla creazione di più posti di lavoro di quanti ne esistano attualmente (circa 200.000 persone).

Il passaggio alle energie rinnovabili nelle regioni carbonifere può creare 315.000 occupati entro il 2030 e fino a 460.000 entro il 2050. Ciò richiederà investimenti significativi, come indicato nel Piano di Investimento per l’Europa Sostenibile, la strategia di finanziamento dell’European Green Deal. Per massimizzare l’impatto delle opportunità è necessario che ci sia una stretta collaborazione a tutti i livelli (UE, nazionale, regionale e locale) e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (aziende, regolatori, investitori, pianificatori dell’uso del territorio e comunità locali).

Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, ha dichiarato: “I risultati di questi studi sono chiari: più solare significa più posti di lavoro. Il solare ha un potenziale occupazionale stupefacente, ineguagliabile rispetto a qualsiasi altra tecnologia energetica ed è particolarmente adatto ad aiutare le ex regioni carbonifere a passare all’energia pulita. Nel contesto dell’European Green Deal, abbiamo ora l’opportunità di definire la generazione di un sistema energetico rinnovabile al 100% che porterà centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro verdi, oltre a enormi benefici ambientali ed economici”.

L’eliminazione graduale del carbone è una realtà in corso in Europa e molte regioni carbonifere hanno già iniziato la loro transizione energetica.

Nella regione di Visonta, in Ungheria, 72 500 pannelli fotovoltaici (PV) sono stati installati nei siti delle miniere di carbone, così come a Klettwitz, Germania, dove cinque parchi eolici sono stati realizzati nei siti delle miniere di carbone.

Crescita occupazione nel fotovoltaico: i passi necessari

Per massimizzare le opportunità legate alla crescita per l’occupazione nel settore fotovoltaico, SolarPower Europe segnala alcune priorità:

  • Aumentare l’ambizione dell’UE verso l’obiettivo del 45% di energia rinnovabile entro il 2030 – mettendo il continente sulla buona strada per raggiungere le ambizioni climatiche di Parigi e la neutralità climatica entro il 2050, nel modo più efficace in termini di costi, creando 1,1 milioni di posti di lavoro.
  • Snellire le procedure amministrative e gli iter autorizzativi per la più rapida diffusione del fotovoltaico.
  • Promuovere una strategia industriale solare in UE in modo da garantire la sicurezza energetica nel lungo periodo. Con il solare che dovrebbe coprire la maggior parte della produzione di energia in un’economia decarbonizzata, l’UE deve garantire che l’industria manifatturiera sia in grado di proteggere dall’instabilità della catena di approvvigionamento.
  • Gli Stati membri dell’UE devono facilitare l’urgente formazione e lo sviluppo di una forza lavoro qualificata per coprire il crescente numero di posti di lavoro cruciali.
  • Sviluppare rapidamente delle strategie per aumentare la realizzazione di tetti fotovoltaici, in grado di sbloccare un enorme potenziale solare e occupazionale. A questo proposito Raffaele Rossi, Senior Policy and Market Analyst ha sottolineato che “i tetti europei potrebbero soddisfare fino al 25% del fabbisogno energetico del continente”.
  • Migliorare l’equilibrio di genere: le donne rappresentano solo il 32% dei posti di lavoro nelle energie rinnovabili. Una forza lavoro UE più diversificata in termini di genere, origine sociale ed etnica, orientamento sessuale permetterebbe anche di utilizzare meglio i talenti e le competenze dei lavoratori UE.

Attraverso la campagna #SolarWorks lanciata di recente, SolarPower Europe sta compiendo ulteriori passi a sostegno delle raccomandazioni politiche, per esempio in collaborazione con Grow with Google, e insieme a EuropeOn mette in contatto i potenziali lavoratori del solare con le aziende. Inoltre l’associazione ha prodotto una serie di video che raccontano le storie degli attuali lavoratori del solare in vari siti, da un impianto agro-PV, a un’installazione solare galleggiante a un impianto di produzione.

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