Il mercato dell’impiantistica cresce

Più 3,7% rispetto al 2017 e 62,5 miliardi il valore del mercato dell’impiantistica italiana per l’edilizia. Nel 2018 il suo valore di mercato, rapportato all’intero comparto delle costruzioni, era del 46,8%, nel 2012 del 40%. Oggi gli addetti all’installazione di impianti negli edifici sono il 33,5% del totale. È questa la fotografia scattata dal 5° Rapporto Congiunturale e previsionale del Cresme per Cna Impianti, Anima, Angaisa e Mce. L’impiantistica sempre più al centro del cambiamento che attraversa le costruzioni, anche le nuove, grazie soprattutto al risparmio energetico e all’evolversi del comfort abitativo

a cura di Pietro Mezzi

I dati del Cresme: Il mercato dell’impiantistica cresce

Nel 2018 il mercato dell’impiantistica per l’edilizia è cresciuto: + 3,7% rispetto al 2017, per un totale di 62,5 miliardi di euro.

Gli impianti idrotermosanitari valgono 21,3 miliardi, l’installazione di componenti e sistemi elettrotecnici ed elettronici più di 25, gli altri impianti 5,5 miliardi, mentre l’attività di installazione realizzata dalle imprese di costruzioni e soprattutto dalle imprese non specializzate raggiunge quota 10,7 miliardi.

Sono questi i principali dati contenuti nel 5° Rapporto congiunturale e previsionale sul mercato italiano dell’installazione di impianti in edilizia realizzato da Cresme, in  partneship con Cna Impianti, Anima, Angaisa e Mostra Convegno Expoconfort e presentato nei giorni scorsi nella sede dell’Uni a  Milano.

I dati sono un’ulteriore dimostrazione della crescita di un settore che nel 2018 rappresenta il 46,8% dell’intero mercato delle costruzioni, contro un valore, misurato nel 2012, del 40%. Nel 1991, l’incidenza percentuale delle attività di installazione negli edifici sul totale delle costruzioni era del 22,3%, nel 2016 del 28,2%. Gli addetti all’installazione impianti negli edifici sono oggi il 33,5% degli addetti del settore delle costruzioni: nel 1991 erano il 20,3%, nel 2001 il 27,2%.

Le costruzioni insomma sono sempre più un settore caratterizzato dagli impianti. E si tratta di un fenomeno destinato a crescere. Come già il precedente rapporto evidenziava, gli impianti vedono crescere il loro peso anche nelle nuove costruzioni grazie soprattutto al risparmio energetico e all’evolversi del comfort abitativo. Crescono anche grazie alla loro naturale obsolescenza tecnologica e, pertanto, mostrano un ciclo di vita più ridotto rispetto ad altri materiali e componenti.

Naturalmente un grande contributo a questa crescita è venuto dalla riqualificazione edilizia che, nell’ultima fase economica, ha goduto di una migliore performance rispetto ad altri segmenti del mercato e che privilegia da un lato le finiture e, dall’altro, soprattutto gli impianti.

Come cambierà il mercato

Ma a ben vedere la questione più rilevante riguarda l’evolversi del quadro di mercato nei prossimi anni. Com’è noto il tema delle digitalizzazione è oggi uno dei grandi aspetti che anche il mondo delle costruzioni è chiamato ad affrontare: è un tema articolato e complesso che investe l’intero processo edilizio dalle fasi di ideazione-progettazione a quelle di gestione del cantiere e del processo produttivo a quelle di gestione del ciclo di vita dell’opera.

“Certamente la diffusione del Bim – afferma Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – è una questione con cui l’impresa di costruzioni dovrà confrontarsi maggiormente, ma allo stesso tempo lo sviluppo delle tecnologie in grado di interconnettere oggetti, persone e reti ridisegna il modello organizzativo e il prodotto edilizio: ogni cosa, ogni persona, in ogni luogo, in ogni tempo, grazie ai sensori, può inviare informazioni, può essere connesso. La connessione è un impianto. L’evoluzione dell’IoT e di Internet of All sta cambiando i comportamenti delle persone, delle produzioni e delle organizzazioni”.

Esito di questo processo è la gestione di un numero sempre più ampio di dati sui comportamenti delle persone e dell’utilizzo degli oggetti. Sono processi che hanno, e che avranno ancor più nei prossimi anni, un impatto sorprendente per le costruzioni, ma che stanno ridefinendo le stesse modalità di funzionamento delle città, delle reti e dei territori.

Da un lato la digitalizzazione e nuove potenzialità di gestione dei dati determinano innovativi contenuti di funzionalità, efficienza e qualità che hanno già alimentato la teoria della smart city o digital city o connected city, dall’altro le nuove tecnologie consentono importanti forme di risparmio nell’erogazione dei servizi e nella gestione dell’ambiente costruito e ridisegnano gli scenari economici sulla base di nuove opportunità di investimento.

Insomma, tra energia e digitalizzazione il mondo delle costruzioni ha avviato un percorso di grande cambiamento, al centro del quale sta il mondo dell’impiantistica.

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