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Indice degli argomenti: Le stime sulla domanda di energia nel 2020 Cresce il ruolo delle rinnovabili I dati delle rinnovabili nel primo trimestre 2020 L’IEA – Agenzia Internazionale per l’Energia – ha pubblicato il Global Energy Review considerando nei dati l’emergenza Covid-19 che “rappresenta il più grande shock per il sistema energetico globale degli ultimi sette decenni” e traccia un possibile percorso per l’uso dell’energia e le emissioni di CO2 nel 2020, evidenziando la possibile incidenza dei diversi fattori. Oltre a esaminare i dati relativi all’energia e alle emissioni di CO2 del 2019 per combustibile e paese, una specifica sezione è infatti dedicata all’uso di energia per paese e combustibile negli ultimi tre mesi e in alcuni casi – come l’elettricità – in tempo reale. L’incertezza nell’anno in corso rispetto a temi fondamentali come salute pubblica, economia ed energia, è senza precedenti, secondo l’IEA il calo della domanda di energia quest’anno è destinato ad attenuare l’impatto della crisi finanziaria del 2008 e a determinare un calo annuo record delle emissioni di carbonio di quasi l’8%. A partire dall’analisi dei dati relativi ai primi 100 giorni del 2020, la Global Energy Review dell’AIE include infatti stime su come probabilmente il consumo energetico e le tendenze delle emissioni di anidride carbonica (CO2) si evolveranno nel resto dell’anno. Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’AIE sottolinea che stiamo vivendo “uno shock storico per tutto il mondo dell’energia. Il crollo della domanda di quasi tutti i principali combustibili è sconcertante, soprattutto per il carbone, il petrolio e il gas. Solo le energie rinnovabili stanno reggendo. È ancora troppo presto per determinare gli impatti a lungo termine, ma l’industria energetica che emergerà da questa crisi sarà significativamente diversa da quella precedente”. Le stime sulla domanda di energia nel 2020 Le proiezioni della Global Energy Review sulla domanda di energia e sulle emissioni energetiche per il 2020 si basano sull’ipotesi, speriamo reale, che le misure di blocco attuate in tutto il mondo in risposta alla pandemia siano progressivamente allentate nella maggior parte dei paesi nei prossimi mesi, accompagnate da una graduale ripresa economica. Il rapporto prevede che la domanda di energia diminuirà del 6% nel 2020 – ovvero sette volte il calo verificatesi dopo la crisi finanziaria globale del 2008. Si tratta di un crollo è senza precedenti – l’equivalente della perdita dell’intera domanda di energia dell’India, il terzo più grande consumatore di energia al mondo. Le economie avanzate subiranno la maggiore diminuzione, con una domanda destinata a scendere del 9% negli Stati Uniti e dell’11% nell’Unione Europea, anche se naturalmente l’impatto della crisi sulla domanda di energia dipenderà fortemente dalla durata e dal rigore delle misure per frenare la diffusione del virus. L’AIE infatti ha rilevato che ogni mese di blocco globale ai livelli osservati all’inizio di aprile riduce la domanda globale annuale di energia di circa l’1,5%. In questi mesi di crisi è cambiato naturalmente il modo di utilizzo dell’energia elettrica, con livelli di consumo nei giorni feriali che assomigliano a quelli di una domenica pre-crisi. Le chiusure totali hanno portato a una diminuzione del 20% circa della domanda di energia elettrica, con un impatto minore per le chiusure parziali. La domanda di elettricità è destinata a diminuire del 5% nel 2020, il più grande calo dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Cresce il ruolo delle rinnovabili L’IEA segnala che le misure di blocco stanno accelerando il cambiamento verso fonti di energia elettrica a basse emissioni di carbonio, tra cui l’eolico, il solare fotovoltaico, l’idroelettrico e il nucleare. Dopo aver superato il carbone per la prima volta nel 2019, le fonti a basse emissioni di carbonio sono destinate ad estendere il proprio vantaggio quest’anno fino a raggiungere il 40% della produzione globale di elettricità – il 6% in più rispetto al carbone. La produzione di energia elettrica da eolico e fotovoltaico continuerà ad aumentare nel 2020, spinta da nuovi progetti completati nel 2019 e all’inizio del 2020. Questa tendenza sta influenzando la domanda di energia elettrica da carbone e gas naturale, che patiscono la bassa domanda complessiva di energia elettrica e l’aumento della produzione da fonti rinnovabili. Di conseguenza, la quota combinata di gas e carbone nel mix energetico globale è destinata a scendere di 3 punti percentuali nel 2020 ad un livello che non si vedeva dal 2001. Il carbone è particolarmente colpito, con una domanda globale che dovrebbe scendere dell’8% nel 2020, il peggior calo dalla seconda guerra mondiale. Dopo il picco del 2018, la produzione di energia elettrica a carbone è destinata a diminuire quest’anno di oltre il 10%. Per quanto riguarda il gas naturale ci si aspetta, dopo 10 anni di crescita ininterrotta, una diminuzione della domanda del 5% nel 2020. In controtendenza le rinnovabili destinate a crescere nel 2020, grazie al loro accesso prioritario alle reti e ai bassi costi operativi. Nonostante le interruzioni della catena di approvvigionamento che quest’anno hanno messo in pausa o ritardato l’implementazione in diverse regioni chiave, le stime parlano di un aumento della domanda di energia rinnovabile di circa l’1% rispetto ai livelli del 2019, mentre la produzione di energia elettrica rinnovabile cresce di quasi il 5% nel 2020, grazie soprattutto a fotovoltaico, eolico e produzione di energia idroelettrica. Nonostante la resistenza delle energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica nel 2020, la loro crescita sarà inferiore rispetto agli anni precedenti. Il nucleare, un’altra importante fonte di energia elettrica a basse emissioni di carbonio, potrebbe calare del 3% quest’anno rispetto al massimo storico raggiunto nel 2019. E le energie rinnovabili al di fuori del settore energetico stanno andando molto meno bene. La domanda globale di biocarburanti è destinata a diminuire sostanzialmente nel 2020, a causa delle restrizioni sui trasporti e sui viaggi. I dati delle rinnovabili nel primo trimestre 2020 Nel primo trimestre del 2020, l’uso globale delle energie rinnovabili è stato superiore dell’1,5% rispetto al primo trimestre del 2019. L’aumento è stato trainato da un incremento di circa il 3% nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dopo che nel 2019 sono stati completati oltre 100 GW di fotovoltaico solare e circa 60 GW di progetti di energia eolica. Inoltre, la disponibilità di energia eolica è stata elevata in Europa e negli Stati Uniti nel primo trimestre del 2020. La quota di rinnovabili nella produzione globale di energia elettrica è passata dal 26% del primo trimestre del 2019 a quasi il 28% nel primo trimestre del 2020. Crescita avvenuta a discapito soprattutto di carbone e gas, anche se queste due fonti rappresentano ancora quasi il 60% della fornitura globale di elettricità. Nel primo trimestre del 2020 le rinnovabili variabili – ovvero fotovoltaico ed eolico – hanno raggiunto il 9% della produzione, rispetto all’8% del primo trimestre del 2019. Come risultato di queste tendenze – principalmente il calo dell’utilizzo di carbone e petrolio – le emissioni globali di CO2 legate all’energia sono destinate a diminuire di quasi l’8% nel 2020, raggiungendo il livello più basso dal 2010, si tratta della più grande diminuzione di emissioni mai registrata – quasi sei volte superiore al precedente calo record di 400 milioni di tonnellate nel 2009, dovuto alla crisi finanziaria globale. Ma, come ha spiegato qualche giorno fa il Segretario Generale dell’agenzia meteorologica dell’ONU Petteri Taalas, non c’è da festeggiare, il post crisi del 2008 insegna infatti che è probabile che con il miglioramento della situazione economica assisteremo a un brusco rimbalzo delle emissioni. “Ma i governi possono imparare da questa esperienza mettendo le tecnologie energetiche pulite – rinnovabili, efficienza, batterie, cattura dell’idrogeno e del carbonio – al centro dei loro piani di ripresa economica. Investire in queste aree può creare posti di lavoro, rendere le economie più competitive e guidare il mondo verso un futuro energetico più resistente e più pulito”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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