Macchine elettriche, possibile crollo del 43% a causa del COVID-19

L’epidemia di coronavirus ha bloccato il mercato dei veicoli elettrici (EV) e il quello delle materie prime è in grossa difficoltà. Wood Meckenzie stima un possibile calo del 43% nel 2020

Macchine elettriche, possibile crollo del 43% a causa del COVID-19

Il 2019 è stato altalenante per il mercato delle macchine elettriche, soprattutto per le fluttuazioni della Cina, ma l’anno si è concluso con segno più e le previsioni per il 2020 erano molto positive.

Le stime pubblicate nei giorni scorsi da Wood Meckenzie parlano invece di un possibile calo del 43% per l’anno in corso a causa dell’epidemia di coronavirus che ha cambiato radicalmente il quadro.

Le prospettive fosche del EV per il 2020

Con la recessione globale che si profila, le vendite di veicoli elettrici subiranno un duro colpo. I consumatori adotteranno meno facilmente nuove tecnologie, molti rinvieranno del tutto gli acquisti di auto.

In Cina, le vendite di veicoli elettrici sono scese a gennaio del 54%, mentre per febbraio si prevede un calo di oltre il 90%.

In Europa, invece, si è registrato un aumento del 121% a gennaio, ma va ricordato che il primo caso di coronavirus è stato segnalato solo alla fine di quel mese. Il picco in Europa, così come in Nord America, potrebbe non essere stato ancora raggiunto, quindi non è ancora chiaro l’impatto della pandemia nel settore dei veicoli elettrici.

Inoltre le case automobilistiche tradizionali che avevano annunciato il lancio di modelli elettrici, quali per esempio Ford e General Motors, hanno attualmente sospeso la produzione, ritardando la disponibilità di queste macchine e rallentando ulteriormente il mercato.

Secondo Wood Meckenzie tutto questo provocherà un calo delle vendite globali di veicoli elettrici nel 2020 del 43% rispetto all’anno precedente, passando da 2,2 milioni nel 2019 a 1,3 milioni.

E’ inoltre molto probabile che tutti i settori delle batterie – veicoli elettrici, sistemi di immagazzinamento dell’energia, elettronica di consumo – risentiranno dell’inevitabile calo della domanda di quest’anno.

Wood Meckenzie stima infine che il coronavirus stia creando potenziali ritardi anche a causa del calo dei prezzi del petrolio e di un approccio attendista all’acquisto di nuovi modelli di auto.

La sostenibilità rimane la traettoria da seguire

Il coronavirus è un evento gravissimo ma anomalo che può rallentare l’elettrificazione dei trasporti ma la direzione di marcia, ovvero la lotta contro il cambiamento climatico, deve rimanere invariata. I costruttori di automobili devono perseguire l’obiettivo di neutralità del carbonio coerentemente con gli obiettivi climatici.

Proprio per questo secondo gli analisti di WoodMac, dopo la recessione globale di quest’anno, è possibile un forte rimbalzo nel 2021.

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