Climatizzatori intelligenti: inverter, WiFi e pompa di calore per consumare meno tutto l’anno 24/06/2026
A cura di: Tommaso Tetro L’87% del Mediterraneo è inquinato, in particolare metalli tossici, sostanze chimiche industriali e rifiuti di plastica, un mare di micro-plastiche. E’ il bollettino messo a punto dal Wwf – in rapporto ad hoc ‘Non c’è salute in un ambiente malato’ – per celebrare la Giornata internazionale del mare che cade ogni anno l’8 luglio. L’impatto dell’inquinamento delle acque per la salute e il benessere L’inquinamento del mare ma anche delle acque dolci, dell’aria e del suolo, è un rischio per la salute degli esseri umani. Secondo il Wwf “negli ultimi due decenni i decessi causati dalle moderne forme di inquinamento, come quello atmosferico e da sostanze chimiche tossiche, sono aumentati del 66%, fino a raggiungere i 9 milioni di morti l’anno”. Numeri che rendono l’inquinamento il principale fattore di rischio ambientale per malattie e morti premature a livello mondiale. L’analisi dell’associazione intende far riflettere e rafforzare la consapevolezza sull’impatto dell’inquinamento nelle nostre vite ma anche quanto si possa e si debba fare tutti per ridurre la dispersione nell’ambiente di sostanze nocive spesso invisibili ma che restano nell’ambiente e nel nostro organismo per moltissimo tempo. Per esempio, con 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato, il Mediterraneo presenta la più alta concentrazione di micro-plastiche mai misurata nelle profondità. Una nuova indagine dell’Unione europea mette in evidenza che più di tre quarti degli europei, il 78%, ritiene che le questioni ambientali abbiano un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute. Tra gli italiani si arriva al 55%. Si superano i quattro su cinque (84%) quando si afferma che la legislazione Ue è necessaria per proteggere l’ambiente anche nel loro Paese. La plastica è una delle contaminazioni chimiche “più pervasive e persistenti” oltre a essere “uno dei contaminanti più diffusi a livello globale”. Ogni giorno ci esponiamo quindi a inquinamento da plastica non soltanto attraverso l’acqua a anche attraverso l’aria e il cibo. Il Mediterraneo ha “un triste primato, la più alta concentrazione di micro-plastiche mai misurata nelle profondità marine: 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato, superando così il limite massimo tollerabile di presenza di micro-plastiche per il benessere umano”. La plastica (che rappresenta il 75% dei rifiuti marini) trasporta sostanze chimiche. Insieme con i rifiuti di plastica è stato calcolato che, in un solo anno, siano entrate negli oceani 190 tonnellate di 20 diversi additivi chimici; circa 16mila diverse sostanze chimiche sono state ritrovate nelle plastiche tra coloranti, ritardanti di fiamma, stabilizzanti, lubrificanti, plastificanti e altre sostanze. Di queste solo su 7mila abbiamo dati certi di pericolosità; mentre il 66% delle sostanze è senza informazioni. In base alla ricerca sono gravi gli effetti che l’inquinamento chimico da micro-plastiche sta causando “ad intere popolazioni di specie selvatiche, habitat, ed ecosistemi acquatici ma anche terrestri”. Inoltre sono in aumento anche le prove scientifiche degli effetti sulla salute umana: tipo “infiammazioni, alterazioni cellulari e genotossicità che possono portare conseguenze gravi, tra cui cancro, problemi riproduttivi, di sviluppo, respiratori e digestivi, obesità, diabete”. Proprio uno studio italiano ha dimostrato per la prima volta una correlazione tra la presenza di micro-plastiche nelle placche aterosclerotiche, i depositi di grasso nelle arterie, e un maggior rischio di infarto e ictus”. Ed è stato scoperto che le micro-plastiche contribuiscono “anche alla crescita della resistenza agli antibiotici”. L’inquinamento chimico delle acque è una delle “sfide ecologiche più gravi e urgenti che siamo chiamati ad affrontare. Mari, fiumi laghi, zone umide e falde acquifere sono pesantemente colpiti soprattutto dall’inquinamento da pesticidi e nutrienti provenienti dall’agricoltura, metalli pesanti, agenti patogeni e residui chimici provenienti da fanghi e acque reflue non trattate sia industriali sia urbane”. Un esempio ne sono le sostanze fluorurate e bromurate come Pfas e Pbde, detergenti contenenti fosfati, disinfettanti e anti-microbici, tensioattivi, plastica, farmaci. Proprio i Pfas preoccupano di più anche perché sono definiti “contaminanti eterni, non si degradano mai e si accumulano nell’ambiente e negli organismi, con gravi effetti sulla salute”. Il 72% degli italiani non ha mai sentito il termine Pfas (in Europa il 71% dei cittadini) eppure il Nord Italia, in particolare Veneto, Lombardia e Piemonte, è tra i siti europei più inquinati. L’acqua è la principale strada oltre che destinazione finale dei nostri rifiuti e degli inquinanti chimici. Fino a 400 milioni di tonnellate di sostanze chimiche provenienti da impianti industriali vengono scaricate ogni anno nelle acque del mondo. L’inquinamento idrico è anche responsabile di circa 1,4 milioni di morti premature al mondo ogni anno. In base al rapporto del Wwf in Europa meno della metà (il 44%) dei corpi idrici superficiali è in buono o ottimo stato ecologico, anche dal punto di vista chimico. In Italia il 13% dei fiumi e l’11% dei laghi non raggiungono il buono stato ma il 9% e il 20% rispettivamente non sono ancora classificati. Per quanto riguarda i mari d’Europa, tra il 75 e il 96% delle aree valutate ha un problema di contaminazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
26/06/2026 Rapporto SDG 7 2026: 655 milioni di persone senza elettricità, progressi diseguali verso l'energia per tutti A cura di: Stefania Manfrin Tracking SDG 7 2026: 655 milioni senza elettricità, rinnovabili in crescita ma efficienza e fondi insufficienti ...
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...
11/06/2026 Bonus maltempo 2026: come funziona l’indennità fino a 3.000 euro, requisiti e domanda INPS A cura di: Adele di Carlo Dal sostegno al reddito alle misure straordinarie per i territori colpiti dalle alluvioni: come avere il ...
09/06/2026 El Niño 2026: il WMO lancia l'allerta. Nei prossimi mesi temperature record e clima estremo A cura di: Erika Bonelli Il WMO lancia l'allerta El Niño 2026: probabilità 80-90% per l'estate. Impatti su energie rinnovabili, consumi ...
08/06/2026 Giornata Mondiale degli Oceani 2026: aree marine protette, pesca sostenibile e il Trattato sull'Alto Mare A cura di: Stefania Manfrin L'8 giugno 2026 si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Pesca sostenibile, Trattato BBNJ, OceanEye: lo ...
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...