Milano, per Pirelli 35 Coima sceglie Snøhetta e Park Associati

Per la rigenerazione di uno degli edifici simbolo della Milano degli anni Sessanta, Coima ha incaricato due studi di progettazione – uno norvegese, l’altro milanese – attenti ai temi della sostenibilità. Il progetto si candida per le certificazioni ambientali Leed Platinum, Well e Cradle To Cradle

A cura di:

Milano, per Pirelli 35 Coima sceglie Snøhetta e Park Associati
courtesy, Coima

Indice degli argomenti:

Snøhetta e Park Associati si sono aggiudicati il concorso internazionale di architettura indetto da Coima Sgr, società di gestione patrimoniale di fondi di investimento istituzionali, per la riqualificazione dell’edificio di via Pirelli 35 nell’area Gioia di Porta Nuova a Milano.

I due studi, ammessi alla fase finale con Kohn Pedersen Fox, sono stati scelti tra altri 15 progetti che avevano superato la prequalificazione di gara.

La storia di Pirelli 35

Pirelli 35 è stato uno dei simboli del centro direzionale della Milano degli Anni ‘60, progettato originariamente dall’architetto Melchiorre Bega (1898-1976): nell’edificio hanno avuto sede Stipel, Sip, e più recentemente, Telecom Italia, che ha occupato l’immobile fino al 2018.

La sostenibilità del nuovo edificio

La collaborazione fra i norvegesi di Snøhetta, al primo progetto in Italia, e lo studio milanese Park Associati rappresenta una partnership di architetti attenti ai temi della sostenibilità.

Pirelli 35. Render dell’edificio a ponte di cinque piani
Pirelli 35. Render dell’edificio a ponte di cinque piani (courtesy, Coima)

Nella scelta ha avuto una particolare importanza la relazione fra l’edificio e il suo inserimento nell’isolato, grazie a una connessione fra le aree pubbliche della Biblioteca degli Alberi e la via Bordoni, oggi isolata alle spalle del blocco unico dell’edificio.

L’area fra piazza Einaudi e le vie Melchiorre Gioia, Pirelli e Bordoni sarà resa permeabile e percorribile grazie al nuovo progetto, con fronti aperti su entrambi i lati dell’edificio: una soluzione fondamentale nel processo di rilancio architettonico e urbano che Coima ha in atto in questo particolare quadrante urbanistico.

Il progetto architettonico

Il progetto architettonico – 40mila metri quadrati su due livelli di fabbricato da 10 e 5 piani – non prevede la realizzazione di un nuovo oggetto iconico, ma una valorizzazione dell’impianto esistente attraverso la totale riqualificazione dell’edificio che, da elemento chiuso in sé stesso, si trasforma in uno spazio aperto, caratterizzato da due grandi patii vetrati e una piazza interna.

Pirelli 35. Render dell’edificio a ponte di cinque piani
Pirelli 35. Render dell’edificio a ponte di cinque piani. (courtesy, Coima)

Per aumentare la superficie passante della corte in un unico elemento, il progetto ha previsto la demolizione del corpo centrale dell’originale impianto a “E”, sostituendolo con un edificio a ponte di altezza inferiore, senza appoggi nel cortile e la presenza di un grande portico perimetrale, creando passaggi pedonali su tutti i fronti dell’area e due facciate frontali da entrambi i lati di accesso.

L’immobile manterrà la destinazione terziaria, ma sarà totalmente rivisitato in ottica di massima efficienza, sostenibilità e flessibilità: con un impatto ambientale ridotto, evitando il dispendio di energia di una demolizione integrale e il consumo di maggiori materie prime per una completa ricostruzione, Pirelli 35 è qualificato per ottenere le certificazioni Leed Platinum, Well e Cradle To Cradle. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2023.

L’approccio olistico di Coima

L’edificio e l’area circostante sono oggetto di un progetto di sviluppo sostenibile che aderisce all’approccio olistico di Coima Roots, che si pone l’obiettivo di generare, misurare, monitorare e fornire prestazioni ambientali, sociali ed economiche sostenibili e di lungo termine.

Pirelli 35. Render dell’edificio di dieci piani
Pirelli 35. Render dell’edificio di dieci piani (courtesy, Coima)

Attraverso precisi indicatori, e con l’applicazione della matrice di misurazione della Coima Charter, nata dal contributo dei componenti del Coima City Lab, vengono declinati gli obiettivi negli ambiti di protezione ambientale, inclusione sociale e sviluppo economico per il raggiungimento di obiettivi come l’adozione delle certificazioni Leed e Well, il contributo per il raggiungimento della certificazione Leed e Well for Community del quartiere di Porta Nuova, il livello di emissioni di CO2 allineate con gli obiettivi Eu 2050, il recupero edilizio dell’edificio esistente per una quota maggiore del 60%, il contenimento delle emissioni nelle fasi di costruzione, l’integrazione dell’impianto fotovoltaico a copertura di più del 10% del fabbisogno annuale di energia, la creazione di una nuova piazza interna di circa 3mila metri quadrati, spazi commerciali per la riattivazione dell’area, l’insediamento di oltre 4mila lavoratori, l’attivazione di oltre 1.500 posti di lavoro l’anno attraverso lo sviluppo progettuale e costruttivo.

Parlano i protagonisti

«Il ripensamento delle nostre città dovrà necessariamente passare nei prossimi anni anche attraverso la riconversione di edifici obsoleti o il riuso di spazi abbandonati, in funzione di una rifunzionalizzazione sostenibile del territorio – sostiene Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima -. Pirelli 35 va in questa direzione, anche attraverso un’attenta ricerca da parte nostra dei partner più adatti per interpretare con la giusta sensibilità gli indirizzi strategici di ogni progetto, come una naturale attenzione agli aspetti di socialità e natura che Snøhetta e Park sapranno valorizzare».

«Pirelli 35 è stato ridisegnato con l’obiettivo di soddisfare l’ambizione sociale e ambientale del progetto – afferma Kjetil Trædal Thorsen, founding partner di Snøhetta -. Ogni elemento o nuova soluzione hanno un rapporto simbiotico funzionale allo scopo. Siamo orgogliosi di poter partecipare a questa collaborazione internazionale e di avere l’opportunità di contribuire al rinnovamento di Milano».

«Crediamo che l’edificio più sostenibile sia quello che già esiste – racconta Michele Rossi, founder architect e partner di Park Associati -. P35 diventerà un importante esempio per dimostrare come anche un edificio ormai obsoleto, attraverso un processo progettuale di qualità, possa essere trasformato in un’architettura capace di interpretare il futuro e le sue richieste di sostenibilità».

Nel 2021 il masterplan di Porta Nuova Gioia

Pirelli 35 è collocato nell’area Porta Nuova Gioia, già oggetto negli scorsi anni di un ampio progetto di riqualificazione urbana da parte di Coima che, in collaborazione con il comune di Milano, sta oggi predisponendo un masterplan unitario che verrà presentato nel 2021.

La zona, che include due aree tra le vie Gioia e Pirelli e gli edifici di via Melchiorre Gioia 22, Pirelli 35 e Pirelli 39, rappresenta un distretto modello di sostenibilità e un attivatore di comunità grazie all’integrazione con la Biblioteca degli Alberi Milano, che ne costituisce il perno da un punto di vista urbanistico e sociale.

Per Porta Nuova Gioia, Coima prevede investimenti per oltre 1 miliardo di euro, 350 milioni di euro di appalti complessivi, 40 milioni di euro di investimenti in architettura, 120mila metri quadrati di aree pubbliche e tre chilometri e 600 metri di percorsi ciclopedonali: rappresenta il completamento di Porta Nuova, per la quale la società ha avviato il percorso di certificazione Leed e Well for Community.

Scheda progetto Pirelli 35

  • Località: Milano
  • Cliente: Coima Sgr
  • Progettazione: Snøhetta e Park Associati
  • Superficie: 40.000 mq
  • Piani: 5 e 10
  • Destinazione: Terziario

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia

Tema Tecnico

Architettura sostenibile

Le ultime notizie sull’argomento