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Contro ogni aspettativa lo scorso anno le emissioni globali di anidride carbonica sono rimaste invariate a 33 gigatonnellate, anche se l’economia mondiale è cresciuta del 2,9% a cura di Raffaella Capritti Indice degli argomenti: In calo le emissioni nelle economie avanzate Costruire una grande coalizione per l’energia e il clima Ci si aspettava un aumento e invece le emissioni globali di anidride carbonica sono diminuite nel 2019. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato da IEA – International Energy Agency – che in particolare segnala che dopo due anni di crescita, le emissioni globali sono rimaste invariate a 33 gigatonnellate nel 2019, anche se l’economia mondiale è cresciuta del 2,9%. Ciò è dovuto principalmente al calo delle emissioni derivanti dalla produzione di energia elettrica nelle economie avanzate, grazie al ruolo crescente delle fonti rinnovabili (soprattutto eolico e fotovoltaico), al passaggio dal carbone al gas naturale e all’aumento della produzione di energia nucleare. Altri fattori sono stati il clima più mite in diversi Paesi e il rallentamento della crescita economica in alcuni mercati emergenti. In calo le emissioni nelle economie avanzate Una significativa diminuzione delle emissioni nelle economie avanzate nel 2019 ha compensato la continua crescita in altri settori. Gli Stati Uniti hanno registrato il maggior calo di emissioni su base nazionale, con una diminuzione di 140 milioni di tonnellate, pari al 2,9%. Le emissioni statunitensi sono ora scese di quasi 1 gigatonnellata rispetto al picco del 2000. Le emissioni nell’Unione Europea sono diminuite di 160 milioni di tonnellate, pari al 5%, nel 2019, grazie alla riduzione del settore energetico. Il gas naturale ha prodotto più elettricità del carbone per la prima volta in assoluto, mentre l’elettricità eolica ha quasi raggiunto quella a carbone. Le emissioni del Giappone sono diminuite di 45 milioni di tonnellate, pari a circa il 4%, il calo più significativo dal 2009, con l’aumento della produzione dei reattori nucleari recentemente riavviati. Le emissioni nel resto del mondo sono cresciute di quasi 400 milioni di tonnellate nel 2019, con quasi l’80% dell’aumento proveniente dai paesi asiatici dove la produzione di energia elettrica a carbone ha continuato a crescere. Nelle economie avanzate, le emissioni del settore energetico sono scese ai livelli registrati alla fine degli anni ’80, quando la domanda di elettricità era di un terzo inferiore a quella attuale. La produzione di energia elettrica a carbone nelle economie avanzate è diminuita di quasi il 15% grazie alla crescita delle energie rinnovabili, al passaggio dal carbone al gas, dell’aumento dell’energia nucleare e auna domanda di elettricità più debole. “Questa gradita battuta d’arresto della crescita delle emissioni è motivo di ottimismo sul fatto che possiamo affrontare la sfida del clima in questo decennio”, ha affermato il dottor Birol, Direttore Esecutivo dell’AIE. “È la prova che le transizioni di energia pulita sono in corso – ed è anche un segnale che abbiamo l’opportunità di spostare significativamente l’ago della bilancia delle emissioni attraverso politiche e investimenti più ambiziosi”. Costruire una grande coalizione per l’energia e il clima Oggi l’IEA ospita un importante evento, dedicato alle strategie per ridurre significativamente le emissioni di gas serra e alle azioni che il settore energetico dovrebbe intraprendere per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima. La riunione di oggi riunisce in particolare i ministri e gli alti funzionari responsabili delle questioni energetiche e climatiche dei paesi che hanno recentemente ospitato la COP, ovvero della Polonia, che ha ospitato la COP24 a Katowice, della Spagna, che ha ospitato la COP25 a Madrid, e del Regno Unito, dove quest’anno si svolgerà la COP26, a Glasgow. Cattura e stoccaggio del carbonio La cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio può svolgere un ruolo importante nella riduzione delle emissioni non solo dalla produzione di energia, ma anche in una serie di settori industriali particolarmente inquinanti come il cemento, i prodotti chimici e il ferro e l’acciaio. L’edizione di quest’anno dell’IEA’s Energy Technology Perspectives, la guida sulle tecnologie energetiche pulite, si concentrerà in particolare sulle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio di carbonio a sostegno di una transizione a lungo termine verso un settore energetico più pulito e resiliente con emissioni nette pari a zero. La neutralità del carbonio, o “net zero”, significa che ogni CO2 rilasciata nell’atmosfera dall’attività dell’uomo è bilanciata dalla stessa quantità che viene rimossa. Tuttavia, diventare “carbonio negativo” significa rimuovere più CO2 di quanta ne viene rilasciata. Raggiungere le “emissioni negative” avrebbe un impatto significativo per rispettare gli obiettivi internazionali in materia di clima Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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