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Risparmio energetico diventa obbligo per Italia, via libera Palazzo Chigi a decreto efficienza

Approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola, il provvedimento per l’attuazione della direttiva Ue. Tra i punti qualificanti, l’ampliamento dello stanziamento di risorse del Programma per la riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica amministrazione fino al 2030, l’incremento da 30 a 50 milioni all’anno della quota derivante dalle aste della CO2, l’impiego di contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020, la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti, e il controllo dei consumi della Pa sfruttando il Sistema informativo integrato.

 

di Tommaso Tetro

 

Risparmio energetico diventa obbligo per Italia, via libera Palazzo Chigi a decreto efficienza

 

Indice degli argomenti:

Il risparmio energetico diventa un obbligo per l’Italia fino al 31 dicembre 2030, e oltre. Questo il tassello principale che viene inserito dal decreto legislativo sull’efficienza energetica approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola.

Cosa prevede il Decreto efficienza  

Il via libera di Palazzo Chigi al provvedimento (in attuazione della direttiva Ue 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27) prevede infatti, tra le altre cose, l’estensione dell’obbligo di risparmio energetico al periodo dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2030; e che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative.

 

In particolare amplia lo stanziamento di risorse del Programma per la riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica amministrazione centrale (Prepac) fino al 2030, incrementando da 30 a 50 milioni all’anno la quota derivante dai proventi delle aste della CO2.

 

Nel decreto legislativo vengono anche integrate le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo l’impiego di contatori (e sotto-contatori) leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020.

 

Poi, per potenziare la capacità di risparmio energetico del nostro Paese, il testo contempla: la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti; la ridefinizione dell’attività di monitoraggio dei consumi annui della Pubblica amministrazione, sfruttando il Sistema informativo integrato; l’eliminazione dell’esenzione dalla diagnosi per le imprese che sono dotate di schemi Emas e di certificazioni Iso 14001 (poiché non rilevanti ai fini energetici) e l’introduzione di sanzioni in caso di inadempimento della diffida a eseguire le diagnosi energetiche (e in caso di mancata attuazione di almeno uno degli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse).

 

C’è anche la ridefinizione e il rinnovo fino al 2030, con un incremento della dotazione, del Piano di informazione e formazione per l’efficienza energetica. Tutto questo dovrebbe avere, almeno nelle intenzioni, un obiettivo che è quello di individuare una quota di edifici da ristrutturare entro il 2020, tenendo anche presente il ciclo di vita degli immobili, a cominciare da quelli pubblici.

Cosa dicono le Associazioni

Ma per Italia solare con il decreto “non viene introdotta alcuna indicazione specifica o indirizzo politico per il Piano di ristrutturazione immobiliare”, oltre all’assenza di “misure economiche e finanziarie”. Secondo l’associazione invece servirebbe mettere a punto un Piano che preveda la ristrutturazione del 3% all’anno del patrimonio immobiliare già dal 2021 e indicare quando è obbligatoria la ristrutturazione in base all’età e allo stato dell’edificio.

 

Mentre per Elettricità futura il decreto è “un’importante occasione di riqualificazione del parco edilizio del nostro Paese”, che allo stesso tempo potrà “apportare un contributo essenziale al raggiungimento dei target delineati dal Piano nazionale integrato energia e clima". Elettricità futura propone di “promuovere la semplificazione dell’attuale quadro che regolamenta la generazione distribuita e le procedure autorizzative degli impianti” attraverso portali on-line accessibili da cittadini e imprese”. Inoltre per Elettricità futura servirebbe la reintroduzione dello sconto in fattura per l’eco-bonus e uno strumento di incentivazione per rottamare gli impianti termici più vecchi e non in regola con le attuali normative.

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