Pubblicato in GU il decreto efficienza energetica

Attuazione della direttiva 2012/27/UE per la promozione dell’efficienza energetica e il raggiungimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico

In Gazzetta ufficiale n. 165 del 18 luglio 2014 è pubblicato il Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n.102, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 giugno: attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. Il decreto prevede un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica, che concorrono al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico. Il decreto, inoltre, “detta norme finalizzate a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell’energia e a superare le carenze del mercato che frenano l’efficienza nella fornitura e negli usi finali dell’energia”.

5 i capitoli della direttiva: Finalità e obiettivi, Efficienza nell’uso dell’energia, Efficienza nella fornitura dell’energia, Disposizioni orizzontali, Disposizioni finali.
Per quanto riguarda l’obiettivo nazionale indicativo  di  risparmio  energetico  cui concorrono le misure del decreto, “consiste nella  riduzione, entro l’anno  2020,  di  20  milioni  di  tonnellate  equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria,  pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale,  conteggiati a partire dal 2010, in coerenza con la Strategia energetica nazionale. Le Regioni, in attuazione dei propri strumenti di programmazione energetica possono concorrere, con il coinvolgimento degli Enti Locali, al raggiungimento dell’obiettivo nazionale”.

Il decreto stabilisce che l’Enea debba elaborare una proposta di interventi di medio-lungo termine per il miglioramento della prestazione energetica  degli  edifici, sia pubblici che privati, e sottoporre il documento all’approvazione del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio e del mare.
A partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati  da  pubbliche  amministrazioni e di proprietà di queste  ultime,  ivi  compresi  gli  edifici scolastici, devono essere edifici a energia quasi zero. Dal 1° gennaio 2021 tale disposizione è estesa a  tutti gli edifici di nuova costruzione.
Il Governo stanzia 800 milioni a favore di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica, di cui quasi la metà saranno destinate alla riqualificazione degli edifici pubblici, per ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di energia, conseguire una maggiore efficienza nel settore pubblico, nella produzione industriale e nei consumi domestici.
Dal 2014 al 2020 devono essere realizzati interventi sugli immobili della pubblica amministrazione centrale che garantiscano “di conseguire la  riqualificazione energetica almeno pari al 3 per cento annuo della superficie  coperta utile climatizzata o che, in  alternativa,  comportino  un  risparmio energetico cumulato nel periodo 2014-2020 di almeno 0,04 Mtep”.

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