RED III in vigore, la posizione di Assotermica sugli obblighi FER per una transizione sostenibile

Dal 3 agosto 2026 è operativo il decreto che recepisce in Italia la Direttiva RED III, ampliando gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili anche alle ristrutturazioni di primo e secondo livello e agli impianti termici. Assotermica accoglie il nuovo quadro come un passo avanti verso la decarbonizzazione, ma chiede un percorso graduale e tecnologicamente neutro.

RED III in vigore, la posizione di Assotermica sugli obblighi FER per una transizione sostenibile

Entra in vigore da oggi il D.Lgs. n. 5/2026, che recepisce in Italia la Direttiva europea RED III (Direttiva UE 2023/2413) e amplia gli obblighi di integrazione delle fonti di energia rinnovabile (FER) negli edifici. La novità principale riguarda l’estensione del perimetro applicativo: l’obbligo non interessa più soltanto i nuovi edifici e le ristrutturazioni importanti, ma si estende agli interventi di ristrutturazione di primo e secondo livello e, nei casi previsti, alle ristrutturazioni degli impianti termici.

Assotermica: «Gradualità e neutralità tecnologica per non gravare su famiglie e imprese»

Per Assotermica, l’Associazione nazionale dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici federata ad ANIMA Confindustria, il nuovo quadro rappresenta un passo importante nel percorso di decarbonizzazione del patrimonio edilizio, da accompagnare però con misure di sostegno.

«La direzione intrapresa dall’Europa è chiara e Assotermica la sostiene da tempo: la riqualificazione degli edifici rappresenta un’opportunità straordinaria per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e ridurre le emissioni», dichiara Giuseppe Lorubio, Presidente di Assotermica. «Questa transizione, però, deve essere accompagnata da gradualità, neutralità tecnologica e strumenti che consentano a famiglie e imprese di affrontare investimenti spesso significativi».

L’Associazione richiama l’attenzione sull’impatto economico degli obblighi, in particolare per le ristrutturazioni di secondo livello, che dovranno prevedere anche l’integrazione di tecnologie rinnovabili e l’ammodernamento degli impianti. Un recente documento del MASE (Indicazioni agli operatori» del giugno 2026, applicative del decreto Requisiti Minimi del 28 ottobre 2025) ha chiarito che per «ristrutturazione degli impianti termici» si intendono gli interventi che coinvolgono contestualmente generatore, sistema di distribuzione ed emissione del calore.

Dal fotovoltaico al biometano: il mix tecnologico per l’edilizia esistente

Sul piano tecnologico, Assotermica propone un approccio pragmatico fondato su un mix diversificato di vettori rinnovabili — dal fotovoltaico al biometano, fino ai sistemi ibridi factory-made e alle soluzioni Hybrid Ready — utile là dove la completa elettrificazione risulta complessa. L’Associazione sottolinea inoltre la centralità dell’efficienza energetica, a partire dalla sostituzione dei generatori più vecchi con apparecchi ad alta efficienza pronti all’utilizzo di gas rinnovabili, e della capacità delle reti di sostenere la crescente domanda elettrica, inserendo il percorso nella più ampia strategia europea delineata anche dalla Direttiva EPBD IV (“Case Green“). Sul fronte attuativo, Assotermica ha trasmesso al MASE proposte di chiarimento e semplificazione, con un confronto istituzionale tuttora in corso.

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fonti rinnovabili, Normativa

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