Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Fast fashion: l’insostenibile costo ambientale e sociale della moda a basso costo. Impatto della produzione e rifiuti tessili 09/10/2026
Airzone rinnova la propria identità visiva: il restyling racconta l’evoluzione dell’azienda 14/10/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle I costi del non fare per l’ItaliaInvestimenti e prospettive per le rinnovabili in Italia La transizione energetica è oggi una delle sfide più importanti per l’Italia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e raggiungere gli impegni di decarbonizzazione. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) fissa un obiettivo di 131 GW di capacità rinnovabile entro il 2030, ma la crescita delle energie rinnovabili nel nostro paese – nonostante 7,5 GW di nuova capacità installata nel 2024 rispetto al 2023 – resta al di sotto delle aspettative. Se non verranno rispettati i target fissati dal PNIEC, l’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo, sia in termini economici che occupazionali, con una stima di perdite per circa 137 miliardi di euro entro il 2050. Inoltre, si perderanno oltre 340.000 posti di lavoro, con gravi impatti sociali ed ambientali. E’ quanto emerge dal Rapporto Annuale 2025 dell’Osservatorio Rinnovabili (OIR) di AGICI “Quanto costa non fare le rinnovabili? Superare le criticità per un futuro prospero”, che ha calcolato i costi derivanti dal mancato sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, mettendo a confronto lo scenario di decarbonizzazione previsto dal PNIEC 2024 e il cosiddetto scenario “Business As Usual” (BAU), che riflette l’attuale ritmo di crescita del paese. I costi del non fare per l’Italia Il Rapporto 2025 evidenzia che l’Italia rischia di non raggiungere i target previsti dal PNIEC: continuando al ritmo attuale delle installazioni si calcola un ritardo di circa 17 GW di capacità rinnovabile al 2030. Questo gap avrebbe effetti devastanti a livello economico, sociale ed ambientale. Se il paese non si allinea agli obiettivi di decarbonizzazione, i costi per l’economia nazionale potrebbero arrivare a 137 miliardi di euro entro il 2050, pari a oltre 5 miliardi di euro l’anno nel periodo 2025-2050. Fra i motivi della lentezza del settore il Rapporto segnala i ritardi burocratici, la normativa poco chiara, le infrastrutture inadeguate e sviluppo non uniforme a livello regionale. Questo disallineamento, se non corretto, comporterebbe un significativo aumento dell’uso di combustibili fossili, con il conseguente incremento delle emissioni di CO2 e una perdita di opportunità occupazionali che avrebbe gravi conseguenze per l’industria e la società italiana. In termini ambientali, il non raggiungimento degli obiettivi comporterebbe l’emissione di 585 milioni di tonnellate di CO2 in più, l’uso aggiuntivo di 233 miliardi di metri cubi di gas naturale, 10 milioni di tonnellate di olio combustibile e circa 700.000 tonnellate di carbone. A livello occupazionale, il mancato sviluppo delle fonti rinnovabili potrebbe comportare la perdita di oltre 342.000 posti di lavoro. Al contrario, se l’Italia riuscisse a rispettare i target del PNIEC 2024 – che prevede una crescita media annua del 9% fino a 122 GW di capacità rinnovabile al 2030 – il beneficio economico sarebbe straordinario. Entro il 2050, si stima che la crescita delle rinnovabili genererebbe benefici superiori a 162 miliardi di euro, con un ritorno sugli investimenti che sarebbe ampiamente positivo. Il 47% di questi benefici deriverebbe dal minore consumo di combustibili fossili, il 26% dalla riduzione delle emissioni e il 20% dall’effetto che l’espansione del fotovoltaico avrebbe sul prezzo dell’energia. “I risultati presentati oggi dimostrano che il costo delle rinnovabili è minimo rispetto alle spese che l’Italia dovrebbe sostenere se non investisse con decisione nelle fonti pulite” – ha dichiarato Anna Pupino, Responsabile dell’Osservatorio Rinnovabili (OIR) di AGICI. “Il mancato raggiungimento degli obiettivi del PNIEC comporterebbe infatti costi oltre cinque volte superiori. Investimenti e prospettive per le rinnovabili in Italia Un altro tema sollevato dallo studio riguarda le prospettive di investimento. Nel 2024, i principali operatori del settore delle fonti rinnovabili in Italia hanno investito complessivamente 2,6 miliardi di euro. Questo segnale positivo dimostra che gli investitori sono pronti a scommettere sul futuro energetico del Paese, ma solo se verranno garantite condizioni stabili e un quadro normativo chiaro. Per valutare concretamente le prospettive future di investimento nelle fonti rinnovabili (FER) in Italia, AGICI ha analizzato le strategie di 17 operatori italiani ed europei attivi nel settore delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo. A livello globale, nel 2024 la capacità complessiva detenuta dal campione raggiunge i 193 GW, in crescita del 51% rispetto al 2019. Di questi, 31 GW sono installati in Italia, con investimenti globali per un totale di 18 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi destinati al nostro Paese. Per il periodo 2025-2030, gli operatori prevedono ulteriori investimenti, con l’obiettivo di realizzare 102 GW di nuova capacità a livello mondiale e 14 GW in Italia. Gli impegni finanziari complessivi sono stimati in 64 miliardi di euro globalmente e 16 miliardi in Italia, concentrandosi principalmente fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo. Si tratta di investimenti fondamentali per garantire la crescita del settore e colmare il divario tra l’attuale andamento e gli obiettivi del PNIEC. Tuttavia, per attrarre ulteriori capitali, è necessario garantire ad aziende e investitori certezze a livello normativo per poter pianificare e realizzare progetti a lungo termine. Il Rapporto sottolinea che senza una governance nazionale coordinata, con regole chiare e stabili, sarà difficile raggiungere gli obiettivi prefissati e attrarre gli investimenti necessari. Il Rapporto OIR 2025 mostra in modo chiaro che il mancato sviluppo delle energie rinnovabili in Italia ha un costo molto più alto rispetto agli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Investire nelle FER non è solo un’opportunità economica, ma una scelta strategica che permette di migliorare la competitività dell’Italia a livello globale. Come ha dichiarato Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI, “Investire sulle rinnovabili significa anche impegnarsi per una crescita equilibrata del Paese, creando benessere, servizi e occupazione qualificata nelle zone più in difficoltà. Gli impianti FER, infatti, non vengono sviluppati nei grandi centri metropolitani, ma nelle aree più periferiche del Paese, maggiormente esposte al rischio di spopolamento e di inasprimento del disagio economico”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
15/10/2026 Solar & Storage Live Italia: a Verona oltre 6.000 professionisti per la seconda edizione A cura di: Laura Murgia Terrapinn chiude la seconda edizione di Solar & Storage Live Italia con oltre 6.000 visitatori professionali ...
05/10/2026 Incentivi CER, le associazioni chiedono la proroga fino al 2030 A cura di: Erika Bonelli Dieci associazioni chiedono al MASE di prorogare gli incentivi CER al 2030 o fino a 5 ...
30/09/2026 Heat Pump Technologies 2027, Infobuildenergia e Prospecta Formazione partner per convegni e laboratori digitali A cura di: Raffaella Capritti Il 7-8 aprile 2027 torna a Milano Heat Pump Technologies. Convegni in Arena e HPT Energy ...
28/09/2026 Accumuli e rinnovabili, studio AGICI: le batterie nei siti di consumo sono il modello più redditizio A cura di: Erika Bonelli Studio AGICI al SSEC di Vicenza: al 2030 servono 122 GWh di accumuli. Batterie nei siti ...
17/09/2026 Osservatorio FER 2026: il fotovoltaico regge, ma il margine sui target rinnovabili si azzera A cura di: Stefania Manfrin Osservatorio FER: +14% nel Q2 2026 e 2.918 MW connessi. Il margine di 1,6 GW salva ...
09/09/2026 Investimenti nelle rinnovabili fermi, ma il solare con accumulo accelera A cura di: Stefania Manfrin Nel primo semestre 2026 gli investimenti nelle rinnovabili restano fermi, ma il solare con accumulo tocca ...
04/09/2026 Fotovoltaico integrato: a Firenze la terza edizione della IPV Conference 2026 A cura di: Laura Murgia La IPV Conference 2026 riunisce a Firenze progettisti, ricercatori e imprese per rendere il fotovoltaico una ...
03/08/2026 RED III in vigore, la posizione di Assotermica sugli obblighi FER per una transizione sostenibile Con il D.Lgs. 5/2026 (RED III) si estendono gli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici. ...
24/07/2026 Rinnovabili, la Consulta boccia il blocco delle autorizzazioni nelle aree non idonee della Sardegna A cura di: Erika Bonelli La Consulta boccia la moratoria sarda sulle autorizzazioni FER nelle aree non idonee. Cosa cambia per ...
24/07/2026 Fotovoltaico e accumulo, a Verona torna Solar & Storage Live Italia A cura di: Laura Murgia Solar & Storage Live Italia torna alla Fiera di Verona il 7 e l'8 ottobre 2026, ...