Raddoppiare la produzione di rinnovabili per raggiungere la neutralità climatica

La strada per la decarbonizzazione in Italia è ancora lunga e per raggiungere la neutralità climatica è necessaria una legge per la protezione del clima. Dal 2014 le emissioni sono diminuite troppo poco mentre continuano ad aumentare i consumi di energia. Il punto nella Seconda Conferenza Nazionale sul Clima

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Si è svolta nei giorni scorsi la Seconda Conferenza Nazionale sul Clima organizzata da Italy For Climate – con il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica, della Commissione europea e di Rai per il Sociale e con la media partnership di Rai News e Rai Radio 1 – occasione importante per fare il punto sui progressi realizzati nel percorso verso la neutralità climatica, il rispetto dell’accordo di Parigi e la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030.

Il primo dato che emerge è che in Italia siamo troppo indietro rispetto agli obiettivi climatici e difficilmente riusciremo a raggiungerli senza una Legge sul clima, che definisca precisi target vincolanti e obbligatori. E’ necessario coinvolgere Regioni e comuni in un percorso condiviso a sostegno della transizione e verso la decarbonizzazione. A questo proposito Edo Ronchi, Presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile e Promotore di Italy for Climate, nel suo intervento ha sottolineato che gli obiettivi definiti dal PNIEC non sono sufficienti e che “Solo attraverso una fonte giuridica di livello legislativo, votata dal Parlamento, è possibile stabilire obiettivi ambiziosi e condivisi, non soggetti a facili modifiche o cambi di direzione”.

Un primo dato preoccupante: dal 2014 e il 2019 le emissioni nel nostro sono diminuite di soli 10 milioni di tonnellate di CO2eq. mentre i consumi di energia dal 1990 sono aumentati del 9% e le installazioni di rinnovabili sono ferme e molto inferiori rispetto a quanto necessario (con il calo del 2% nello scorso anno a causa della pandemia). Il fabbisogno energetico in Italia è ancora oggi coperto per l’80% da gas, petrolio e carbone.

La Roadmap verso la neutralità climatica

Durante la giornata, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, associazioni, imprese e stakeholder, è stata presentata la Roadmap che il nostro paese dovrebbe seguire per raggiungere la neutralità climatica al 2050. Identifica, per ogni settore analizzato – industria, trasporti, residenziale, agricoltura, generazione elettrica – i target da raggiungere e il percorso da seguire.

La roadmap definisce una serie di priorità, a partire dalla diminuzione delle delle emissioni del 55% al 2030 rispetto al 1990, a fronte del taglio del 19% registrato al 2019. Per rispettare questo obiettivo è necessaria una diminuzione dei consumi energetici del 15% e si deve raddoppiare la produzione di fonti rinnovabili che nel settore elettrico dovranno coprire il 70% della produzione nazionale (dal 40% odierno) e dovranno crescere in maniera significativa anche nella generazione del calore e nei trasporti, arrivando a soddisfare circa il 43% del fabbisogno nazionale.

La Roadmap, spiega Andrea Barbabella, Coordinatore di Italy for Climate contiene “40 proposte di intervento, articolate nei singoli settori economici, che potrebbero essere decisivi nel processo di decarbonizzazione del Paese”.

Gli obiettivi sono fissati per 4 macrosettori

Industria: il comparto più inquinante, responsabile del 37% delle emissioni di gas serra, ma anche quello che le ha diminuite maggiormente: il taglio dal 1990 al 2019 è stato di 85 milioni di tonnellate di Co2eq. Il percorso richiede una diminuzione delle emissioni del 43% rispetto al 2019, da raggiungere attraverso un calo dei consumi di energia dell’11%, un aumento delle rinnovabili, che dovranno raddoppiare e l’ettrificazione di una parte dei consumi da combustibili fossili.

Edifici: secondo settore più inquinante, responsabile del 28% delle emissioni, e primo per consumi di energia con circa la metà del totale nazionale. Nel periodo 1990-2019, a fronte di una riduzione del 10% delle emissioni, c’è stato un aumento del 44% del consumo energetico. Secondo la Roadmap proprio dagli edifici arriverà il principale contributo alla diminuzione delle emissioni entro il 2030, con un taglio del 55% rispetto al 2019, grazie alla riqualificazione profonda degli immobili sia residenziali (2% l’anno) che pubblici (3% l’anno).

Trasporti: terzo comparto per emissioni (26% del totale) ma l’unico che negli ultimi tre anni non le ha diminuite. Entro il 2030 dovranno calare del 29%, mentre i consumi di consumi di diesel e benzina dovranno ridursi del 34%. Sarà necessario migliorare il trasporto condiviso e aumentare le auto elettriche fino a 6 milioni (oggi sono 200.000).

Agricoltura: un settore responsabile del 9% delle emissioni che ha visto un peggioramento tra il 2015 e il 2019. Per rispettare i target climatici le emissioni dovranno diminuire del 29% entro il 2030, intervenendo prima di tutto sugli allevamenti.

Generazione elettrica: settore che coinvolge i consumi elettrici di tutti i comparti. Grazie alle rinnovabili che entro il 2030 devono raggiungere il 70% della generazione elettrica, il consumo di 1 kWh, che oggi produce circa 260 grammi di CO2, nel 2030 dovrà più che dimezzarsi arrivando a poco più di 100 grammi di CO2.

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