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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: La transizione energetica e il ruolo delle batterie Rinnovabili e storage: la crescita di prestazioni e lo sviluppo atteso da Tesla Energia da fonti rinnovabili e storage sono parte integrante di Tesla, realtà da un trilione di dollari: lo scorso ottobre, infatti ha raggiunto una capitalizzazione azionaria di 1000 miliardi, divenendo la sesta azienda USA a conseguire questo traguardo e la seconda più rapida a raggiungerlo (la prima è Facebook, oggi Meta). La “creatura” di Elon Musk, co-fondatore e CEO, nasce sì come azienda specializzata nella produzione di auto elettriche, ma anche di pannelli fotovoltaici e sistemi di energy storage. Non solo: intende portarla a quante più persone possibili. Lo dichiara la stessa società nel proprio sito web: “La missione di Tesla consiste nell’accelerare la transizione verso un consumo di energia sostenibile attraverso veicoli elettrici e soluzioni energetiche sempre più accessibili” Dichiarazioni virtuose a parte, lo stesso Elon Musk, il CEO della società, ha chiarito che la finalità per cui è nata è per promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili. Anche se il suo core business è basato sulle auto elettriche la produzione green di energia e lo stoccaggio sono parti integranti. img by www.tesla.com/it_it/energy Le stesse auto elettriche poi sono esse stesse parte integrante della transizione energetica non solo verso una mobilità a emissioni zero, ma un giorno quegli stessi electric vehicle saranno parte integrante della rete elettrica: parliamo di Vehicle to Grid, ossia alla possibilità di scambiare energia elettrica immagazzinata nelle batterie con la rete e non solo attingendo per ricaricarsi. Per ora siamo alle sperimentazioni, ma in un futuro prossimo questa opportunità è contemplata. Considerando le vendite auto – la Model 3 a settembre è stata l’auto più venduta in Europa e nel 2020 risulta la 16esima auto più venduta al mondo – si comprende quale peso possa avere Tesla in questo scenario, unita al fatto che nelle gigafactory dell’azienda (se ne contano sei al mondo) si producono oltre ai quattro modelli di veicoli elettrici, anche batterie e tecnologie solari. Il peso specifico del colosso di Musk lo si comprende andando a leggere le cifre legate alla produzione nel suo sito web: “Per riuscire a realizzare 500.000 veicoli l’anno, Tesla da sola avrà bisogno di tutta l’attuale offerta mondiale di batterie agli ioni di litio.” Comprendere come Tesla si stia muovendo aiuta quindi a capire gli scenari che si comporranno da qui ai prossimi anni non solo in termini di e-mobility, ma anche di produzione energetica rinnovabili e storage, parti integranti della transizione energetica, cui contribuiscono anche altri giganti come Apple, Google, Amazon e Facebook. La transizione energetica e il ruolo delle batterie Torniamo sull’attività di Tesla legata a rinnovabili e storage, che sta crescendo. Lo evidenziano i dati: Tesla a luglio ha riportato 801 milioni di dollari di entrate dalla sua generazione di energia e attività di stoccaggio. Essa comprende tre prodotti principali: fotovoltaico (retrofit e solar roof), il dispositivo di stoccaggio Powerwall per residenziale e aziende, e il sistema di energy storage industriale Megapack. Una quota marginale rispetto ai 12 miliardi di dollari di entrate totali. Tuttavia, la sola divisione storage è cresciuta di oltre il 116% rispetto allo stesso trimestre del 2020 e del 62% rispetto al trimestre precedente. Per comprendere meglio i piani di Tesla è utile riprendere un articolo pubblicato da DNV, ente storico (fondato nel 1864) specializzato nel valutare e indirizzare la gestione del rischio. Gli autori sottolineano come la missione dell’azienda è accelerare la transizione energetica. Nel 2020, ha annunciato diverse misure per ridurre radicalmente il costo delle batterie EV, aumentando al contempo la loro autonomia. In quel contesto ha annunciato un pacchetto di innovazioni da attuare nei prossimi 2-3 anni progettati per: ridurre il costo delle batterie del 56% (misurato in $/kWh), aumentare l’autonomia (per kg di batteria) del 54% ridurre il costo di investimento per kWh di capacità produttiva del 69%. “Con una riduzione dei costi del 56%, Tesla sarebbe sulla buona strada per raggiungere un costo della batteria di circa 55 dollari/kWh prima del 2025”, scrivono. Un anno dopo, le conferme arrivano anche attraverso il prototipo Panasonic di batteria cilindrica 4680 (chiamata così per le sue dimensioni di larghezza, 46 mm, e di altezza, 80 mm), capace di immagazzinare più energia, dimezzare i costi della batteria e, per Panasonic, conduce a un aumento di 100 volte della produzione di batterie entro il 2030. I progressi del nuovo prototipo di batteria di Panasonic porteranno a un aumento del 54% dell’autonomia tra le cariche e a una riduzione del 56% del prezzo per kWh. Intanto prosegue la sua corsa nell’acquisto di materie prime utili per realizzare i suoi prodotti. In questo senso, dopo aver annunciato acquisti annuali pari a 1 miliardo di dollari in litio dall’Australia, ha acquistato lo scorso mese circa 42mila tonnellate di nichel dall’australiana Prony Resources, che diventerà così un fornitore chiave del metallo per il produttore statunitense. Rinnovabili e storage: la crescita di prestazioni e lo sviluppo atteso da Tesla Pacco batterie auto a parte, nell’energy storage l’azienda ha riportato quasi 1,3 GWh di sistemi di stoccaggio di energia distribuiti nel terzo trimestre del 2021, in aumento del 71% su base annua e leggermente al di sopra del totale del trimestre precedente. Non solo: ha recentemente iniziato la costruzione di una nuova fabbrica in California con una capacità di produrre 40 GWh del prodotto di stoccaggio di energia di grandi dimensioni Megapack. Sul solar roof, ha fatto sapere che le implementazioni sono più che raddoppiate di anno in anno, senza rivelare le cifre della capacità. Ma sullo stesso tetto fotovoltaico di Tesla sono arrivate novità importanti circa le sue performance. Lo ha rivelato il sito web statunitense Electrek, dedicato al trasporto elettrico e all’energia sostenibile. Pur ricordando che Tesla ha avuto alti e bassi quando si tratta di questa soluzione, sta facendo un aggiornamento significativo al suo tetto solare con una nuova, più potente, tegola solare, passando a una potenza di picco di 71,67 W, rispetto alla precedente di 58,5 W, ovvero circa il 22% in più, mantenendo però le stesse dimensioni. Ciò permetterà a Tesla di installare più energia solare con meno tegole solari su un singolo tetto. L’impiego di un minor numero di tegole solari potrebbe semplificare il processo di installazione, dal momento che richiederà un minor numero di collegamenti elettrici tra le tegole. Un aspetto interessante è anche legato alle caratteristiche delle stesse tegole: nella scheda tecnica specifica, sempre secondo Electrek, che Tesla può installare le tegole solari su tetti esistenti. Ecco spiegato il solar retrofit, parte integrante del piano di Tesla su energie rinnovabili e storage. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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