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Il ricorso all’idrogeno come combustibile e la sua applicazione più diretta, cioè la cella a combustibile, potrebbe ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia, responsabile in Europa del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2 (Fonte: Commissione Europea). A maggior ragione in un periodo di instabilità geopolitica e aumento dei prezzi, sia Bruxelles che il Governo nazionale (attraverso il PNRR) hanno inserito tra le priorità lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno verde. A frenarne la diffusione sono però le criticità tecnologiche da un lato, superabili con investimenti, e anche un iter burocratico complesso. H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, nel documento “Installazione di celle a combustibile in ambito residenziale e commerciale” spiega i vantaggi dell’idrogeno e fa delle proposte per superare le criticità normative e tecnologiche. La burocrazia frena la diffusione dell’idrogeno in edilizia Oggi i sistemi a celle a combustibile sono alimentati con gas metano. Questo comporta il loro inserimento all’interno delle tecnologie non rinnovabili con la diretta conseguenza di una loro gestione dal punto di vista burocratico-amministrativo analoga ai sistemi di microcogenerazione tradizionali, non adatta a impianti di stazionari di piccola potenza. Inoltre, sebbene la tecnologia sia già pronta ad offrire soluzioni ad idrogeno verde (quindi ad impatto nullo in atmosfera), è necessario colmare il gap tecnologico con prezzi più competitivi per il mercato domestico. Solo in questo modo la diffusione di questa tecnologia sarà possibile e i costi scenderanno. Inserendo i sistemi a idrogeno verde nelle FER (fonti energetiche rinnovabili) le complicazioni attualmente in essere decadrebbero automaticamente. Occorre però raggiungere quello scenario incentivando e semplificando le procedure per i sistemi attualmente presenti sul mercato. Come abbattere queste barriere? Le proposte H2IT ha presentato dieci proposte, che includono per prima cosa il recepimento della normativa europea atta a semplificare le tipologie di sistemi elettricamente attivi verso la rete, considerando però le peculiarità specifiche dei sistemi a fuel cells e suggerendo la semplificazione della procedura della qualifica CAR da parte del GSE. Tra i suggerimenti, c’è quello di inserire i sistemi a celle a combustibile fra le tecnologie ammesse per gli edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti e fra quelle ammesse al meccanismo delle comunità energetiche. Importante sarà poi chiarire alcune incongruenze presenti nei meccanismi di incentivazione e, in un’ottica di una futura armonizzazione di tutti gli strumenti fiscali, definire l’inquadramento dei sistemi a celle a combustibile. Un ruolo importante è attribuito alle Amministrazioni Regionali che dovranno essere sensibilizzate nei confronti della cogenerazione tramite sistemi a celle combustibili. L’inserimento della tecnologia all’interno dei finanziamenti relativi ai Piani Operativi Regionali (POR) ne permetterebbe una maggiore diffusione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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