Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore negli edifici sostenibili: come integrare involucro, impianti e fonti rinnovabili 04/09/2026
A cura di: Tommaso Tetro Dal Pil alle infrastrutture, dal digitale all’istruzione, il Sud deve cercare di recuperare il divario che lo divide dal resto del Paese. E proprio nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può cercare, e trovare, quella spinta necessaria a ingranare la marcia giusta. In vista di 10 obiettivi precisi. Il Mezzogiorno – viene spiegato dall’Istat in un rapporto ad hoc – è il territorio arretrato più esteso dell’area euro. Ha sofferto in modo accentuato la grande crisi del 2008. E poi, di recente, gli impatti della pandemia. Ma, ciò nonostante, è anche un contesto con grandi potenzialità e differenziazioni interne, con oltre 20 milioni di abitanti (un terzo della popolazione italiana). Il suo tessuto produttivo – rileva l’Istituto di statistica – per quanto “debole e incompleto” potrebbe generare effetti positivi per il Paese. Il ritardo del meridione d’Italia è da più di un secolo una priorità nazionale, oltre che un ambito privilegiato di attenzione per i programmi legati alle politiche per lo sviluppo e la coesione sociale. E non è un caso se l’urgenza della ‘questione meridionale’ è un punto qualificante del Pnrr: la priorità che gli viene assegnata è trasversale per provare a ridurre i divari di cittadinanza e per la destinazione delle risorse pari a circa il 40% del totale; molti degli interventi e delle riforme sono infatti esclusivi per le 8 Regioni del Sud. Il Pnrr è la chiave di diverse porte: la coesione socio-economica e l’accesso ai diritti (legati soprattutto in questo alla mancanza di infrastrutture e servizi). Elementi portanti sono: performance del sistema produttivo (Pil pro-capite); qualità del capitale umano (livello d’istruzione); opportunità lavorative dei giovani (tasso di occupazione); propensione migratoria (indice e tasso migratorio); il livello e la qualità delle infrastrutture e dei principali servizi socio-sanitari ed educativi; reti digitali e reti idriche. I 10 obiettivi, dal Pil alla sanità I ritardi del Mezzogiorno – viene osservato dall’Istat – stanno aumentando “i rischi di un eccessivo e non reversibile impoverimento demografico”. Tra il 2011 e il 2020 si è registrato il primo calo di popolazione nella storia recente del Mezzogiorno (-642mila abitanti; +335mila nel Centro-Nord). A tendenze invariate, nel 2030 i residenti scenderanno per la prima volta sotto la soglia critica dei 20 milioni di abitanti, con una riduzione su base decennale di circa 4 volte rispetto al Centro-Nord (-5,7% e 1,5%). Intorno al 2035 l’età media della popolazione di Sud e Isole potrebbe superare quella del Centro-Nord, nel 2011 ancora nettamente inferiore (39 anni contro 43,2 del Centro-Nord). Questi elementi, “se non governati con urgenza, possono far incamminare il Mezzogiorno verso un’involuzione radicale e molto problematica nella funzionalità e sostenibilità della propria struttura sociale”. Pil Da oltre un ventennio il Pil pro-capite nel Mezzogiorno si aggira intorno al 55-58% del Centro-Nord; nel 2021 il Pil reale è di circa 18mila euro (33mila nel Centro-Nord). Tutto il Mezzogiorno si colloca sotto la media nazionale: la Regione di coda è la Calabria, e ha un Pil pro-capite pari al 39,5% della migliore (Trentino Alto Adige). Istruzione Il livello d’istruzione nel Mezzogiorno conferma una grave arretratezza: migliora nelle giovani generazioni ma lo svantaggio è ancora molto ampio. Nel 2020, un terzo (32,8%) dei meridionali in età 25-49 anni (24,5% nel Centro-Nord) ha concluso la terza media; il 22,6% (27,6% nel Centro-Nord) ha un titolo terziario. Lavoro La condizione lavorativa vede fortemente penalizzati i giovani meridionali. Dal 2000 in poi si registrano abbastanza stabilmente circa 3 occupati ogni 10 in meno nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord (25-34 anni). Tranne rare eccezioni, l’intero Mezzogiorno presenta tassi di occupazione giovanile molto inferiori alla media. Emigrazione Preoccupante è la ripresa dell’emigrazione di massa. Nel 2020, Sud e Isole hanno perso 42 giovani residenti (25-34 anni) ogni 100 movimenti anagrafici nei flussi interni extra-regionali (+22 nel Centro-Nord) e 56 su 100 in quelli esteri (49 nel Centro-Nord). Il fenomeno è accentuato nelle province con bassa occupazione e nelle cosiddette aree interne. Digitale Nell’ultimo ventennio il processo di digitalizzazione è stato molto rapido, ma il Mezzogiorno non ha ancora recuperato il gap di partenza: il 60% circa dei residenti ha opportunità ridotte di accesso alla banda ultra-larga, e circa 1 su 5 (17,3%) vive in contesti molto distanti da questo standard (4,2% nel Centro-Nord). Reti idriche L’obsolescenza delle reti idriche è un fattore critico per via della sempre più grave siccità che interessa il Paese. Nel Meridione spesso si registrano perdite per circa la metà dell’acqua per uso civile. Livelli di inefficienza superiori alla media caratterizzano tre quarti delle province del Mezzogiorno (1/4 nel Centro-Nord). Infrastrutture e trasporti Il Mezzogiorno presenta una dotazione di infrastrutture di trasporto di molto inferiore agli altri territori. La densità della rete ferroviaria è nettamente più bassa, soprattutto nell’alta velocità (0,15 chilometri ogni 100 chilometri quadrati di superficie; 0,8 al Nord; 0,56 al Centro). Negli ultimi decenni l’ampliamento è stato molto modesto (+0,3% contro +7,1% del Centro-Nord) mentre è aumentato il gap qualitativo (58,2% di rete elettrificata; 79,3% del Centro-Nord). Istruzione Nel Mezzogiorno, gli outcome dell’istruzione sono notevolmente peggiori: le competenze degli studenti risultano più basse in tutte le discipline e il gap aumenta nei diversi gradi d’istruzione. Nel 2021-2022 il 42,7% degli studenti meridionali dell’ultimo anno di superiori presenta competenze molto deboli in matematica (28,3% in Italia; 15% nel Nord-Est) e solo il 6,7% si colloca a un livello molto buono (14,9% in Italia; 22,6% nel Nord-Est). Servizi per bambini I servizi per l’infanzia sono cruciali per la crescita del bambino e per l’occupabilità delle donne con figli. L’offerta di questi servizi è in crescita su tutto il territorio nazionale, ma i gap restano significativi. Due terzi dei bambini (0-3 anni) nel Mezzogiorno vive in contesti con livelli di offerta inferiori agli standard nazionali e il 17,8% in zone con una dotazione molto bassa o nulla (5,3% nel Centro-Nord). Sanità Divari territoriali rilevanti caratterizzano efficienza, appropriatezza e qualità dei servizi sanitari. Nel Mezzogiorno – soprattutto in alcune regioni coinvolte dai Piani di rientro (6 su 7 in questa ripartizione) – la contrazione della spesa pubblica ha inciso negativamente sui Livelli essenziali di assistenza. Permane una diffusa emigrazione sanitaria: i ricoveri extra-regionali sono il 9,6% di quelli interni (6,2% nel Centro-Nord). In oltre una provincia su 5 (21,1%; 7,2% nel Centro-Nord) questa mobilità sanitaria è molto intensa. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
04/09/2026 El Niño si rafforza con impatti fino al 2027 A cura di: Raffaella Capritti WMO prevede un El Niño molto forte, con caldo anomalo, piogge intense e siccità in molte ...
03/09/2026 Il superamento di 1,5 °C è ormai a un passo, ma c'è ancora spazio per limitarlo A cura di: Raffaella Capritti Il report UNEP Limiting Overshoot indica il superamento di 1,5 °C come imminente, con picco fino ...
02/09/2026 Siccità, all'Italia costa 24 miliardi di euro e 330.000 posti di lavoro A cura di: Stefania Manfrin Uno studio CMCC-Politecnico stima il costo della siccità in Italia, 24 miliardi che triplicano con +2°C ...
01/09/2026 Rischio climatico in Italia: fino al 6% di PIL in meno e infrastrutture energetiche sotto pressione entro il 2050 A cura di: Erika Bonelli Rischio climatico: il report Deloitte stima impatti fino al -6% del PIL italiano al 2050. Ecco ...
31/08/2026 Comunità climatiche: la transizione energetica si attua a scala di quartiere A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto europeo, guidato dal Comune di Cesena, sperimenta un modello replicabile verso l’autosufficienza energetica: le ...
26/08/2026 Giornata Mondiale dei Laghi 2026, proteggere l'acqua dolce del pianeta A cura di: Raffaella Capritti Il 27 agosto 2026 torna la Giornata Mondiale dei Laghi, seconda edizione. Dati ONU, minacce e ...
21/08/2026 Il Politecnico di Torino punta sulle alghe brune per rispondere alla sfida della dissalazione A cura di: Laura Murgia Un idrogel ricavato da alghe brune dissala l'acqua marina sfruttando calore di scarto a bassa temperatura: ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...