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A cura di: Tommaso Tautonico Il recente impegno firmato dai leader mondiale a margine della COP28 di triplicare la capacità energetica rinnovabile entro la fine del decennio è stato accolto positivamente da molte parti interessate, ma contemporaneamente ha sollevato molte domande sui potenziali impatti di una crescita così rapida. A fugare ogni dubbio ci pensa il rapporto “Renewables and Sustainability Report” pubblicato da Ren21, il think tank multistakeholders incentrato sulla politica delle energie rinnovabili. Basato su una ricerca lunga un anno che ha coinvolto una vasta gamma di parti interessate, sia del mondo delle rinnovabili e sia esterne al settore, il rapporto dimostra che le energie rinnovabili sono la fonte di energia più sostenibile e analizza i potenziali impatti negativi che possono emergere dal ridimensionamento delle energie rinnovabili. I benefici delle rinnovabili I combustibili fossili, responsabili del 75% delle emissioni di gas serra indotte dall’uomo, sono il principale motore dei cambiamenti climatici. L’inquinamento generato dalla loro estrazione, produzione e combustione è anche responsabile di milioni di decessi prematuri ed è un fattore importante della perdita di biodiversità. In confronto, le emissioni medie di tutte le tecnologie di energia rinnovabile, dal punto di vista del ciclo di vita, si sono dimostrate molto più basse rispetto a gas fossile e carbone. Nel 2021, l’estrazione di combustibili fossili ammontava a oltre 8 miliardi di tonnellate di carbone, 4 miliardi di tonnellate di petrolio e l’equivalente di 2,6 miliardi di tonnellate di gas fossile. I materiali estratti per le energie rinnovabili includevano invece 21 milioni di tonnellate di rame, 2,6 milioni di tonnellate di nichel, 0,17 milioni di tonnellate di cobalto e 0,11 milioni di tonnellate di litio. Mentre le attività legate ai combustibili fossili e i loro siti di estrazione lasciano i terreni inquinati, degradati e esauriti per molto tempo dopo la dismissione, le energie rinnovabili non hanno gli stessi impatti a lungo termine sulla terra e sull’acqua. Inoltre, la maggior parte delle installazioni di energia rinnovabile possono coesistere con altri usi come l’agricoltura o la pesca. Le rinnovabili possono anche essere installate su terreni industriali, contaminati e/o degradati e possono sfruttare le infrastrutture esistenti come tetti, ferrovie, autostrade e parcheggi per ridurre il loro impatto sulla terra. Nella maggior parte degli scenari di transizione energetica, sottolinea il rapporto, la crescita del fotovoltaico solare e l’energia eolica si tradurrebbe in un piccolo aumento della domanda dei materiali, legato principalmente alle reti elettriche e ai sistemi di stoccaggio dell’energia nelle batterie, in particolare per i veicoli elettrici, essenziali per una transizione energetica. Cosa ci aspetta Il rapporto è un primo passo nel processo di costruzione della visione comune richiesta per accelerare la crescita delle energie rinnovabili. Per questo il documento termina con alcune raccomandazioni che possono essere il punto di partenza di un processo dinamico di monitoraggio continuo. Abbracciare la complessità e comunicare al meglio. Le energie rinnovabili sono senza dubbio la fonte di energia più sostenibile. In un contesto di disinformazione crescente che alimenta l’opposizione contro le energie rinnovabili, è importante comunicare informazioni complesse con semplicità, senza trascurarne nessuna, tantomeno quelle che potrebbero mettere in luce i punti deboli. Assumersi la responsabilità. I decisori politici e le autorità di tutti i livelli hanno il dovere di definire norme e meccanismi per mettere in atto pratiche sostenibili, stabilendo allo stesso tempo regole ben definite che evitino pratiche insostenibili e illegali. Gli istituti finanziari pubblici e privati dovrebbero sostenere queste regole e garantire canali di finanziamento adeguati, soprattutto nelle economie dei paesi più vulnerabili. Allo stesso tempo, gli attori del settore delle rinnovabili dovrebbero impegnarsi per evitare o mitigare i possibili impatti negativi legati all’aumento della produzione di energia rinnovabile, considerando le prospettive e le potenziali perdite non solo delle comunità coinvolte ma anche della salute degli ecosistemi. I cittadini e le comunità giocano un ruolo essenziale nella pianificazione energetica e dovrebbero essere sempre coinvolti. Una transizione energetica giusta e sostenibile si basa anche sulla capacità dei cittadini e delle comunità di proporre e attuare soluzioni, di partecipare al processo decisionale e partecipare direttamente nelle attività energetiche. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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