Mobilità elettrica: il percorso è tracciato secondo lo studio Charge France

Lo studio realizzato da Charge France con Boston Consulting Group conferma che i veicoli elettrici sono oggi la soluzione più vantaggiosa per cittadini e imprese, rafforzando la rotta verso il 2035 con risparmi, benefici ambientali e nuove opportunità per l’Europa e per l’Italia.

Mobilità elettrica: il percorso è tracciato secondo lo studio Charge France

La transizione verso la mobilità elettrica in Europa non è solo un obiettivo climatico, ma un percorso che si sta consolidando con numeri, investimenti e vantaggi concreti per cittadini e imprese. A confermarlo è lo studio inedito di Charge France, realizzato con le analisi di Boston Consulting Group (BCG), che dimostra come i veicoli 100% elettrici siano oggi la scelta più economica, sostenibile e competitiva rispetto alle alternative ibride.

Secondo i dati, le famiglie europee possono risparmiare fino a 1.600 euro l’anno utilizzando un’auto elettrica al posto di un modello ibrido. Una prospettiva che, unita al calo dei costi tecnologici e alla rapida crescita delle infrastrutture di ricarica, rafforza la direzione fissata dall’Unione Europea con lo stop ai motori a combustione entro il 2035.

«Il messaggio è chiaro: per l’Europa e per l’Italia la strada più logica è quella dell’elettrico al 100%» ha dichiarato Simone Saccani, Market Development Manager Italy di Fastned.

I numeri della transizione in corso

Lo studio di BCG sottolinea che nel primo semestre 2025 le vendite di auto elettriche in Europa sono aumentate del 24% rispetto all’anno precedente e che, mantenendo gli attuali standard europei, entro il 2035 dovrebbero rappresentare  tra il 90 e il 100% delle nuove immatricolazioni.

Il cambiamento è percepito anche dai cittadini: il 60% degli europei si dice pronto a scegliere un’auto elettrica come prossimo acquisto. L’autonomia media dei nuovi modelli ha superato i 500 km, i tempi di ricarica si sono ridotti a circa 20 minuti e la rete di stazioni ultra-rapide è in continua espansione.

Sul piano macroeconomico, la completa elettrificazione del parco veicoli consentirebbe all’Europa di ridurre del 15% le importazioni di petrolio entro il 2035, con un risparmio annuo stimato tra i 40 e i 45 miliardi di euro. Dal punto di vista ambientale, un veicolo elettrico emette tre volte meno CO₂ rispetto a un’auto tradizionale, mentre i plug-in ibridi non offrono benefici significativi nel lungo periodo.

Le richieste della filiera e il ruolo dell’Italia

Charge France, che riunisce 18 grandi operatori della ricarica elettrica insieme ad Alpitronic e Transport & Environment, lancia quattro raccomandazioni ai decisori politici europei: mantenere invariati gli obiettivi al 2035, garantendo che, dopo quella data, siano venduti solo veicoli a zero emissioni; orientare gli incentivi verso una transizione equa, con attenzione in particolare alle flotte aziendali; valorizzare i benefici economici e ambientali e accompagnare la trasformazione industriale con formazione e produzione locale di batterie tracciabili e riciclabili.

Il richiamo all’Italia è particolarmente forte. A fine marzo 2025 il Paese contava circa 298.000 auto elettriche circolanti, con immatricolazioni in crescita del 75% rispetto al 2024 e una rete di 66.000 punti di ricarica già operativi (+1600 solo nei primi 3 mesi dell’anno). «Grazie agli investimenti degli operatori, la mobilità elettrica rappresenta non solo l’alternativa più avanzata, ma anche la soluzione più concreta e competitiva per decarbonizzare i trasporti» ha sottolineato Gabriele Tuccillo, CEO di Atlante Italia.

Aurélien de Meaux, Presidente di Charge France ed Electra, guardando all’esempio della Cina ha ricordato che «l’elettrificazione è la nostra migliore possibilità – la più rapida, la più diretta – per conciliare maggior potere d’acquisto per i cittadini, sovranità energetica e riduzione delle emissioni».

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