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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Investimenti, efficienza e cooperazione: la tripla sfida verso BelémReti, catene di fornitura e tecnologie puliteFAQ – Obiettivi rinnovabili ed efficienza energetica al 2030Qual è l’obiettivo globale sulle energie rinnovabili fissato dall’UAE Consensus?Quanto è migliorata l’efficienza energetica globale nel 2024 e quale target serve raggiungere?Quali investimenti sono necessari per raggiungere gli obiettivi del 2030?Chi deve guidare la transizione energetica globale?Qual è il legame tra energie rinnovabili ed equità climatica?Quali strumenti saranno discussi alla COP30 di Belém per sostenere gli obiettivi 2030? Durante l’evento ministeriale pre-COP30 di Brasília, IRENA, la Presidenza brasiliana della COP30 e la Global Renewables Alliance (GRA) hanno presentato il nuovo rapporto Delivering on the UAE Consensus. Il documento conferma che il 2024 è stato un anno da record per le rinnovabili, con 582 GW di nuova capacità installata nel mondo, ma sottolinea che questo ritmo non è sufficiente per mantenere la traiettoria verso i 11,2 TW previsti dall’accordo di Dubai. Per centrare l’obiettivo, il mondo dovrà installare 1122 GW ogni anno dal 2025, aumentando la crescita annua al 16,6%: una sfida colossale che richiede un’accelerazione senza precedenti. Al tempo stesso, il miglioramento dell’efficienza energetica a livello globale nel 2024 si è fermato a +1%, ben lontano dal +4% necessario per mantenere vivo il target dei 1,5 °C. Fonte IRENA Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera, ha commentato: “Il mondo ha infranto record storici, ma i record da soli non basteranno a mantenere l’obiettivo di 1,5 °C. Le rinnovabili non sono solo la soluzione climatica più efficace, sono la più grande opportunità economica del nostro tempo. Questo rapporto indica la via: accelerare la diffusione, modernizzare le reti, potenziare la clean-tech e rafforzare le catene di approvvigionamento”. Il messaggio del rapporto è chiaro: la transizione è avviata, ma per renderla strutturale servono decisioni politiche più coraggiose, obiettivi più ambiziosi e una governance energetica capace di superare i confini nazionali. Investimenti, efficienza e cooperazione: la tripla sfida verso Belém Secondo il rapporto, gli investimenti in energia pulita devono più che raddoppiare, passando dai 624 miliardi USD del 2024 ad almeno 1,4 trilioni USD l’anno tra il 2025 e il 2030. Le risorse finanziarie devono affluire soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, che oggi ricevono meno del 15% dei flussi globali. In vista della COP30, IRENA invita i governi a integrare obiettivi rinnovabili e di efficienza nei nuovi Piani Nazionali per il Clima (NDC 3.0), a raddoppiare l’ambizione collettiva e a rafforzare la cooperazione pubblico-privata. La Global Renewables Alliance, che rappresenta l’industria mondiale delle rinnovabili, sottolinea che il settore privato già fornisce tre quarti degli investimenti globali in clean energy, ma necessita di piani di lungo periodo e pipeline stabili. “Le nostre industrie stanno creando crescita, lavoro e sicurezza energetica”, ha dichiarato Ben Backwell, presidente di GRA. “Ora servono reti, stoccaggi e politiche che rendano realizzabili i progetti. La marcia verso l’abbondanza rinnovabile è iniziata: è il momento di accelerare”. A guidare la transizione dovranno essere le grandi economie globali. Il G20 rappresenterà oltre l’80% della capacità rinnovabile mondiale al 2030, con i Paesi del G7 chiamati ad aumentare la propria quota fino al 20%. La leadership non riguarda solo la tecnologia, ma anche la finanza: secondo il rapporto, le nazioni più ricche dovranno garantire il raggiungimento del nuovo obiettivo collettivo NCQG, con una base di 300 miliardi USD/anno e un traguardo aspirazionale di 1,3 trilioni USD, stabilito alla COP29 di Baku. Reti, catene di fornitura e tecnologie pulite Oltre agli investimenti diretti in produzione rinnovabile, IRENA e GRA mettono in evidenza la necessità di un imponente piano di ammodernamento infrastrutturale. Le reti elettriche devono diventare la spina dorsale della transizione, con 670 miliardi USD/anno di investimenti fino al 2030 per espandere, digitalizzare e rendere più resilienti i sistemi di trasmissione e distribuzione. L’Agenzia sollecita inoltre una cooperazione internazionale più equa sulle supply chain, indispensabile per garantire l’accesso ai materiali critici e la sicurezza degli approvvigionamenti di batterie, componenti fotovoltaici, turbine eoliche e tecnologie per l’idrogeno verde. Nel 2024 gli investimenti globali in energia rinnovabile sono cresciuti del 7%, ma restano ancora troppo bassi per costruire pipeline di progetti solide e sostenere il ritmo necessario. È qui che entra in gioco la fiducia dei mercati e la chiarezza normativa: senza riforme rapide dei sistemi di autorizzazione e incentivi stabili, la corsa all’energia pulita rischia di rallentare proprio nel decennio decisivo. Come ha ricordato il Segretario generale dell’ONU António Guterres, “la rivoluzione dell’energia pulita è inarrestabile: le rinnovabili si diffondono più velocemente e a costi inferiori rispetto ai combustibili fossili, generando lavoro e crescita. Ma la finestra per mantenere 1,5 °C si sta chiudendo rapidamente. Dobbiamo intensificare, ampliare e accelerare la transizione giusta – per tutti, ovunque”. FAQ – Obiettivi rinnovabili ed efficienza energetica al 2030 Qual è l’obiettivo globale sulle energie rinnovabili fissato dall’UAE Consensus? L’accordo raggiunto alla COP28 di Dubai, noto come UAE Consensus, ha stabilito l’impegno a triplicare la capacità rinnovabile mondiale entro il 2030, portandola dagli attuali circa 3,7 terawatt (TW) a 11,2 TW. Questo obiettivo rappresenta la traiettoria minima per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, come previsto dall’Accordo di Parigi. Il ritmo di crescita necessario è di circa 1.122 gigawatt (GW) all’anno da qui al 2030, quasi il doppio rispetto alla media del triennio 2021-2024. Quanto è migliorata l’efficienza energetica globale nel 2024 e quale target serve raggiungere? Secondo IRENA, l’intensità energetica globale – cioè la quantità di energia utilizzata per unità di PIL – è migliorata nel 2024 solo dell’1%, un progresso troppo limitato per restare sulla traiettoria compatibile con l’obiettivo 1,5 °C. Per rispettare gli impegni presi a Dubai, sarà necessario raddoppiare il tasso medio di miglioramento fino al 4% annuo entro la fine del decennio. Ciò significa investire in tecnologie ad alta efficienza, riqualificazione energetica degli edifici, digitalizzazione dei consumi e ottimizzazione industriale. Quali investimenti sono necessari per raggiungere gli obiettivi del 2030? Il rapporto Tracking the UAE Consensus 2025 stima che gli investimenti globali in energia rinnovabile dovranno superare 1,4 trilioni di dollari l’anno nel periodo 2025-2030, più del doppio rispetto ai 624 miliardi di dollari investiti nel 2024. A questi si aggiungono circa 670 miliardi di dollari annui per l’espansione e la modernizzazione delle reti elettriche, indispensabili per integrare la nuova capacità rinnovabile e garantire stabilità di sistema. È inoltre fondamentale potenziare gli investimenti nelle catene di fornitura clean-tech, nelle batterie, nell’idrogeno verde e nei sistemi di accumulo energetico. Chi deve guidare la transizione energetica globale? Il rapporto individua nei Paesi del G20 i principali responsabili del successo della transizione: entro il 2030, dovranno rappresentare oltre l’80% della capacità rinnovabile mondiale. Le economie più avanzate del G7 dovranno aumentare la propria quota fino a circa il 20% della capacità globale, guidando con politiche industriali, innovazione tecnologica e strumenti finanziari dedicati. Fondamentale anche il ruolo delle economie emergenti, che necessitano di maggior accesso ai capitali e cooperazione tecnologica internazionale per evitare di rimanere indietro nella decarbonizzazione. Qual è il legame tra energie rinnovabili ed equità climatica? La giustizia climatica è il cuore dell’UAE Consensus. Significa garantire che la transizione energetica non amplifichi le disuguaglianze esistenti tra Nord e Sud del mondo. Ciò implica una distribuzione più equa degli investimenti, l’accesso universale all’energia pulita, la formazione professionale nei nuovi settori e lo sviluppo di catene del valore locali per la produzione di tecnologie verdi. Come ha ricordato António Guterres: “La rivoluzione dell’energia pulita è inarrestabile, ma dobbiamo accelerare per tutti, ovunque.” Quali strumenti saranno discussi alla COP30 di Belém per sostenere gli obiettivi 2030? Alla COP30 (Belém, Brasile, novembre 2025), i Paesi presenteranno la nuova generazione di Piani nazionali per il clima – NDC 3.0, che dovranno integrare in modo vincolante obiettivi su rinnovabili ed efficienza. In parallelo, sarà definito il nuovo obiettivo finanziario collettivo (NCQG), con una soglia minima di 300 miliardi di dollari l’anno e un target aspirazionale di 1,3 trilioni di dollari, destinati a sostenere l’energia pulita e la resilienza climatica nei Paesi più vulnerabili. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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