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Indice degli argomenti Toggle Cos’è la finanza climatica e dove nasce il termineFinanza climatica, giustizia climatica e green finance: la differenzaLotta al cambiamento climatico, gli strumenti della finanza climaticaCosa prevedono gli accordi europei sul clima Il cambiamento climatico, con il conseguente innalzamento della temperatura su scala globale, è un problema che – fortunatamente – si fa sempre più sentito tra la popolazione. Anche se la strada per la piena consapevolezza è ancora lunga, ci sono diversi segnali che indicano un “risveglio” delle coscienze, soprattutto nelle generazioni più giovani. Sia a livello nazionale che europeo vengono adottate sempre più misure per contrastare il cambiamento del clima, ne è un esempio la cosiddetta “Direttiva case green” che mira a ridurre le emissioni di CO2 migliorando la classe energetica degli edifici. L’attenzione verso il cambiamento climatico, e degli effetti che potrebbe avere sul pianeta sulla vita dei suoi abitanti, ha portato allo sviluppo della cosiddetta Finanza climatica. Questo termine sta diventando di uso comune, ma non tutti sanno cosa sia, come funziona e di che strumenti di avvale per salvare il clima del Pianeta. Detto in poche parole, la finanza climatica si pone l’obiettivo di reperire le risorse economiche necessarie a finanziare progetti e fondi ad hoc. Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sul tema, a cosa serve la finanza climatica e quali obiettivi si pone l’Europa per salvaguardare l’ambiente. Cos’è la finanza climatica e dove nasce il termine Finanza climatica, detta anche “finanza per il clima”, è un’espressione che indica la ricerca e la gestione delle risorse finanziarie da investire per contrastare il cambiamento climatico. Fanno parte della finanza climatica, quindi, progetti, iniziative e raccolte fondi per mitigare gli effetti – ormai in corso – dell’inquinamento sul clima del Pianeta. In una prima fase, questo termine era utilizzato in riferimento alle risorse stanziate verso i Paesi in via di sviluppo a sostegno dei progetti contro il cambiamento climatico; al giorno d’oggi, invece, è usato con un’accezione più ampia, riferendosi genericamente agli investimenti per salvaguardare il clima. La finanza climatica ha tre obiettivi principali: ridurre le emissioni di gas serra climalteranti adattare il territorio ai cambiamenti del clima e ai danni causati dalle catastrofi risarcire i Paesi più vulnerabili ai fenomeni collegati al cambiamento climatico (che sono anche quelli che inquinano meno) Finanza climatica, giustizia climatica e green finance: la differenza Il concetto di Finanza climatica talvolta viene confuso con due espressioni simili ma con significato differente: la “green finance” e la “giustizia climatica”. “Green finance” è una terminologia più ampia, e si riferisce ai progetti finalizzati ad avere un impatto positivo non solo sul clima ma anche sull’ambiente in generale (ad esempio per tutelare la biodiversità, migliorare la gestione dei rifiuti e la qualità dell’aria). Passando alla “giustizia climatica“, invece, questa indica l’uguaglianza di diritti e doveri e delle risorse – finanziarie e non solo – per difendersi dai cambiamenti del clima. Lotta al cambiamento climatico, gli strumenti della finanza climatica Se la lotta al cambiamento climatico è il fine ultimo della finanza climatica, a questo punto è lecito chiedersi con quali strumenti raggiungere questo obiettivo. Per prima cosa, la finanza climatica deve promuovere modelli di impresa sostenibili, favorendo la transizione green e riducendo le emissioni inquinanti. Per farlo serve la collaborazione dei governi nazionali che, attraverso restrizioni per le imprese inquinanti e agevolazioni per quelle virtuose, devono adottare leggi per promuovere le attività green e la transizione alle fonti rinnovabili. Dunque sono necessarie riforme e interventi mirati, finanziati appunto dalle risorse reperite dalla finanza climatica. Tra questi strumenti ci sono i green bond, cioè strumenti finanziari usati per finanziare progetti che hanno benefici ambientali, e i carbon credit, certificati acquisiti da aziende, enti o istituzioni che attestano la cattura o non emissione di 1 tonnellata di CO₂. Cosa prevedono gli accordi europei sul clima La finanza climatica non può prescindere dagli obiettivi nazionali e internazionali sul clima. A livello europeo, tutti i paesi membri sono tenuti a rispettare precisi obblighi sulla quantità di emissioni di gas a effetto serra: in particolare devono ridurre tali emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Entro il 2050 l’Europa dovrà raggiungere la cosiddetta neutralità climatica, ovvero l’equilibrio tra le emissioni di gas serra prodotte e quelle assorbite. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo i Paesi membri dovranno sia ridurre la quantità di emissioni prodotte sia sperimentare nuovi modi per raggiungere la compensazione, tra questi: investire nella finanza verde e migliorare le norme esistenti potenziare il sistema di scambio delle quote di emissione incrementare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile Con l’entrata in vigore della legge europea sul clima nel 2021, tali obblighi sono diventati giuridicamente rilevanti per i Paesi membri, i quali dovranno recepire tali indicazioni con norme interne, detrazioni fiscali e altri incentivi. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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